ALTO ORVIETANO: “IL PROCESSO DI FUSIONE DEI COMUNI NON VENGA PIEGATO A LOGICHE POLITICHE ESTRANEE A PARTECIPAZIONE, TRASPARENZA E DEMOCRAZIA” - NOTA DI DE SIO (FD'I) SUL REFERENDUM

“Il processo di fusione dei comuni dell'Alto Orvietano non venga piegato a logiche politiche estranee allo spirito della massima partecipazione, trasparenza e democrazia”: lo dice il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alfredo De Sio in merito all’attivazione del processo referendario che dovrebbe accompagnare i Comuni di Fabro, Ficulle, Parrano, Montegabbione e Monteleone verso un’unica municipalità. Il consigliere evidenzia l'irritualità del quesito referendario che chiede ai cittadini se sono “favorevoli alla fusione dei Comuni anche nel caso che la maggioranza degli elettori di uno di questi si dichiari contraria”.

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21 Feb 2014 00:00

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(Acs) Perugia, 21 febbraio 2014 - “Il processo di fusione dei Comuni dell'Alto Orvietano non venga piegato a logiche politiche estranee allo spirito della massima partecipazione, trasparenza e democrazia”: lo dice il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alfredo De Sio, in merito all’attivazione del processo referendario che dovrebbe accompagnare i comuni di Fabro, Ficulle, Parrano, Montegabbione e Monteleone verso un’unica municipalità, secondo i principi regolati dalle disposizioni nazionali e dalla legge regionale.

“La necessità di semplificare, anche dal punto di vista delle istituzioni locali, l’organizzazione dei servizi e delle rappresentanze superando la frammentazione e la dispersione di risorse e mantenendo alto quel principio di prossimità tra cittadino e municipalità, che è una delle radici dell’identità della nostra regione - chiarisce De Sio - è un’esigenza che condividiamo e che intendiamo favorire anche nell’ottica più vasta della riforma dell’architettura istituzionale nazionale. Tuttavia – prosegue - non può non apparire anomala l’accelerazione che si tenta di imporre, nei modi e nella sostanza, ad un processo che, per essere coronato da successo, ha bisogno di almeno tre requisiti essenziali: la massima partecipazione, uno studio preciso dell’articolazione dei servizi sul territorio e soprattutto un pieno e completo rispetto della volontà popolare. Appare evidente invece – continua -- che il procedimento in corso non sia stato accompagnato,  se non in modo superficiale, da una completa informazione dei cittadini e che anche sotto il profilo dei servizi la situazione attuale non possa giovarsi di esperienze maturate sul campo, ma solo di alcune forme di gestione in associazione dei servizi esistenti”.

“Problemi superabili ? Certamente sì  – secondo l’esponente di Fratelli d’Italia - se c’è la volontà di raggiungere l’obiettivo per nobili ragioni; molto meno se si tenta di forzare tempi e modi per inseguire non meglio precisati interessi egemonici e soprattutto politici. Se da un lato, infatti, è giusto sganciare la celebrazione del referendum sulla fusione dei Comuni dai vincoli temporali previsti per altri referendum consultivi, rimane in piedi la ratio per cui un referendum di questa portata non possa inserirsi nel clima che precede e accompagna una consultazione per il rinnovo di quattro delle cinque municipalità. In ultimo, ma non per importanza, la stranezza del quesito che dovrebbe essere sottoposto ai cittadini e che è così formulato “…siete favorevoli alla fusione dei Comuni anche nel caso che la maggioranza degli elettori di uno di questi si dichiari contraria?“, un’ambiguità incomprensibile - conclude De Sio - e che proprio nell’interesse del raggiungimento dell’obiettivo è bene modificare e riformulare sulla base di un principio di sovranità popolare più adeguato al rispetto della volontà dei cittadini”.  RED/pg

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Ultimo aggiornamento: 21/02/2014