Accolta all’unanimità la proposta di Laura Pernazza di venire incontro alle famiglie con disabili gravi o gravissimi alle prese con l’iter burocratico delle domande di sostegno economico nell’ambito della misura “Umbria per tutti”

Il termine di scadenza delle domande è stato prorogato dal 31 luglio al 31 agosto 2026

Data:

09 Lug 2026 15:43

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(Acs) Perugia, 9 luglio 2026 – I lavori d’Aula di quest’oggi sono stati preceduti da una richiesta di Laura Pernazza (FI) circa un’informativa urgente rivolta alla Giunta rispetto allo stato di attuazione della misura ‘Umbria per tutti’, prevista dal piano di azione regionale per il sostegno alla disabilità grave. Dopo la risposta della presidente Proietti, l’Aula ha deciso all’unanimità di accogliere una proposta di risoluzione formulata da Pernazza in favore delle famiglie dove ci sono persone con disabilità grave e gravissima, spostando il termine per la presentazione delle domande dal 31 luglio al 31 agosto per consentirne l’accoglimento dopo le dovute verifiche.

“Si tratta di una misura che riguarda persone con disabilità grave e gravissima. E famiglie che vivono ogni giorno situazioni complesse, spesso molto pesanti anche dal punto di vista umano, organizzativo ed economico – ha detto Pernazza. Proprio per questo non possiamo ignorare le numerose segnalazioni che ci sono arrivate dai territori: oltre 1.300 persone con disabilità grave e gravissima si trovano oggi in un limbo inaccettabile e non hanno ancora ricevuto le risorse economiche spettanti. Parliamo di famiglie logorate che hanno presentato regolare domanda a dicembre '25, poi tra l'altro su sollecitazione nostra prorogata a marzo perché era un bando molto stringente nei tempi ma a distanza di mesi si trovano ancora senza alcun supporto economico, costrette a farsi carico interamente dei costi di assistenza. Già i bandi regionali prevedevano procedure farraginose, ricordo l'obbligo della PEC che non è proprio una cosa molto usuale per privati cittadini, requisiti di accesso stringenti: anche qui avevamo ricevuto parecchie lamentele. A questo però si stanno aggiungendo ulteriori difficoltà: da quanto ci viene segnalato i servizi sociali territoriali stanno bloccando molte pratiche richiedendo alle famiglie integrazioni documentali e informazioni aggiuntive non previste dalla normativa originaria. Si tratta di un aggravio burocratico che rischia di assumere un carattere vessatorio perché prolunga i tempi di attesa in modo ingiustificato, scaricando ancora una volta sulle famiglie il peso di procedure complesse e poco chiare. La realtà quotidiana parla di queste famiglie abbandonate da dicembre, di uffici che non rispondono, di pratiche ferme, di barriere burocratiche che diventano per molti cittadini insormontabili. La situazione è resa ancora più grave dalla mancanza di informazioni certe: le famiglie non conoscono lo stato della propria pratica, non hanno risposte sui tempi e non sanno quando potranno ricevere risorse che servono a coprire spese già anticipate di tasca propria. In questi mesi molte famiglie devono sostenere i costi aggiuntivi per sostituire, durante il periodo delle ferie, chi assiste quotidianamente le persone con disabilità, e proprio ora che quel sostegno sarebbe necessario esso continua a mancare. Per questo chiedo un’informativa urgente su quante risorse sono state effettivamente erogate ad oggi, quali sono i tempi certi per completare le erogazioni delle famiglie ancora in attesa”.

La presidente Stefania Proietti ha risposto così: “Stiamo parlando del provvedimento che abbiamo adottato con delibera di giunta 1024 del 16 ottobre 2025 relativo all'assistenza indiretta a favore delle persone con grave e gravissima disabilità. Questa misura attua il nostro cosiddetto Prina, Piano regionale integrato per la non autosufficienza. Il nostro ultimo Prina è quello del 2022-2024 perché è solo notizia dei giorni scorsi che il Prina 2025-2027 potrà essere attuato. Abbiamo fatto una delibera di Giunta proprio ieri per il percorso partecipativo perché fino al 12 giugno 2026 non erano state erogate risorse. Noi abbiamo sopperito con risorse di bilancio, un intervento che risponde a un bisogno reale documentato, emerso con chiarezza anche da un monitoraggio condotto dalle due aziende Usl della nostra regione e dal dialogo costante con le associazioni rappresentative in materia di disabilità. Il dialogo è costante anche grazie all'impegno dell'Osservatorio sulla disabilità presieduto dalla consigliera Bianca Maria Tagliaferri, che ha voluto estendere questo dialogo non solo alle associazioni e alle federazioni ma anche ai gruppi di famiglie. L'intervento si colloca in un quadro normativo articolato, la cui definitiva definizione è il decreto legislativo del 3 maggio 2024 numero 62, un decreto che è veramente una svolta culturale, io l'ho sempre affermato e lo riconosco oggettivamente al Governo in carica, una svolta culturale a partire dalla terminologia ma anche perché delinea, dandoci dei compiti non indifferenti, il progetto di vita. Inizialmente il decreto individuò come provincia di sperimentazione la provincia di Perugia, successivamente è stata individuata la provincia di Terni. Con non poche difficoltà stiamo cercando di attuare il progetto di vita perché è anche la sua prima attuazione. Noi abbiamo voluto dare organicità con il piano d'azione regionale ‘Umbria per tutti’, che abbiamo approvato con Dgr 109 il 12 febbraio 2026, dove abbiamo voluto dare organicità a una serie di misure per cercare di dare attuazione a questa sperimentazione che dal 1 marzo del 2026 riguarda tutta la regione. Abbiamo dapprima approvato le linee di indirizzo e di governance regionali in merito al DLGS 62 e al progetto di vita individuale e personalizzato, e successivamente appunto la DGR 109 con il piano d'azione regionale ‘Umbria per tutti’, con una consistente iniezione di risorse dal bilancio regionale, che ha consentito anche di sopperire a ritardo nella erogazione del piano nazionale per la non autosufficienza che era fermo al 2024. Nel corso della gestione e della rendicontazione delle risorse del 2025, le due aziende Usl regionali hanno segnalato un numero di domande da parte di persone con disabilità gravissima e persone con disabilità grave molto superiore alle previsioni iniziali, quelle che avevano sempre caratterizzato i Prina regionali. Dette circostanze non hanno consentito il tempo per dare piena risposta alle istanze intervenute, anche a causa della mancata approvazione del Piano nazionale per la non autosufficienza 2025-2027 che è avvenuta solo il 12 giugno, e della relativa assegnazione delle risorse a favore delle Regioni. Di fronte a questa criticità, la Giunta regionale ha ritenuto necessario e doveroso reperire ulteriori risorse da fondi di bilancio regionale, al fine di ampliare la platea dei beneficiari e ridurre le liste d'attesa, confermando l'attenzione della Regione verso le fasce più fragili della popolazione. Con la legge regionale 29 luglio 2025 abbiamo stanziato 2 milioni di euro sul capitolo di bilancio.

La ripartizione delle risorse è stata così definita: persone con disabilità gravissima che erano ancora in lista d'attesa il 30 luglio 2025 con un contributo di 600 euro mensili per un totale di 2.400 euro su base quadrimestrale per l'anno 2025. Mentre le persone con disabilità grave sono le persone che rimanevano escluse da ogni tipo di beneficio e quindi la quota di queste è residuale rispetto alle persone con disabilità gravissima rispetto a quanto destinato appunto per azzerare le liste d'attesa. Il finanziamento è stato quantificato in un importo di 300 euro mensili, per un totale massimo di 1200 euro su base quadrimestrale per l'anno 2025. Si è trattato di un investimento importante che non si era mai avuto in questa regione e che si è aggiunto alle risorse assegnate nel corso del 2025 alle aziende sanitarie territoriali per uno stanziamento totale relativo al 2025 di 4 milioni di euro, tutti a valere sul bilancio regionale. Nelle annualità precedenti le aziende Usl erano destinatarie solo di 2 milioni di euro, a valere sul bilancio regionale. L'assistenza indiretta consiste nell'erogazione di un contributo economico finalizzato a sostenere la cura e l'autonomia della persona non autosufficiente o con disabilità grave, secondo quanto previsto dal DPCM 21 novembre 2019, dalla legge 234/2021 e anche dal Piano nazionale per la non autosufficienza 2022-2024. L'obiettivo principale della misura è sostenere la permanenza della persona nel proprio contesto di vita promuovendone l'autonomia e l'inclusione sociale, migliorando la qualità della vita della persona con disabilità grave, favorendo il mantenimento delle relazioni familiari e sociali e offrendo un adeguato supporto a caregiver e familiari coinvolti nel percorso assistenziale. Le risorse assegnate hanno consentito di scorrere le liste d'attesa delle Usl territoriali per le disabilità gravissime dalle quali rimanevano escluse ben 184 persone. Per quanto riguarda le disabilità gravi, il contributo è parte integrante del piano assistenziale individualizzato PAI e del progetto di vita individuale. Abbiamo voluto collocare questa misura all'interno dell'attuazione del progetto di vita del DLGS 62 con risorse regionali. Il contributo è destinato a: retribuire le prestazioni lavorative di assistenti personali regolarmente contrattualizzati; acquistare servizi di assistenza domiciliare da imprese qualificate del settore sociale non residenziale; sostenere il canone di locazione dell'unità immobiliare in cui è realizzato un progetto volto a promuovere l'autonomia della persona con disabilità grave, anche in forma di co-housing; finanziare ausili tecnologici a sostegno dell'autonomia personale, della partecipazione sociale e della permanenza al domicilio, previa valutazione tecnico-professionale nel rispetto dei principi di appropriatezza ed equità e non duplicazione delle prestazioni. Alla data odierna risultano pervenute alle due aziende sanitarie regionali complessivamente 1.300 istanze da parte di persone con disabilità grave, così ripartite: 819 istanze presso la USL1, 481 presso l'azienda USL2. Applicando il contributo annuo di 1.200 pro capite euro, il fabbisogno stimato per tutti coloro che hanno presentato domanda ammonta a 1.560.000 euro. Gli uffici amministrativi delle due Usl stanno concludendo l'attività  istruttoria. Non sono state escluse le domande, sono state chieste le integrazioni. Il monitoraggio consentirà di definire per le annualità successive, soprattutto nella stesura del nuovo Prina 2025-2027, un quadro programmatorio ancora più aderente ai bisogni reali delle persone con disabilità grave. Noi intendiamo dare una continuità a questa misura perché riteniamo che la disabilità grave abbia necessità anche a livello domiciliare di poter essere sostenuta nella libertà del progetto di vita. Abbiamo deciso di prorogare la misura proprio perché immaginavamo una platea più ampia di quella che aveva presentato domanda allo scadere dei termini. Siamo anche tra le prime Regioni ad applicare questo tipo di misura che non chiamerei assegno alla disabilità grave ma vero e proprio sostegno nell'attuazione del progetto di vita”.

La consigliera Pernazza ha quindi presentato una proposta di risoluzione sul tema puntando sulla importanza di dare alle famiglie tempi certi e una semplificazione che agevoli l’iter delle domande verso il loro accoglimento: “Con questa risoluzione chiediamo di impegnare la Giunta a liquidare entro il 31 luglio 2026 i contributi spettanti a tutte le pratiche o almeno quelle che necessitano di integrazioni documentali dando priorità alle situazioni di maggiore fragilità”. 

Sul punto è intervenuto il consigliere Cristian Betti, capogruppo PD: “Siamo in linea con la consigliera Pernazza, abbiamo interloquito anche con gli uffici per avere un panorama certo e credibile della situazione. Chiediamo di poter modificare la proposta spostando la data dal 31 luglio al 31 agosto per permettere anche a quelli a cui sono state chieste integrazioni di rientrarci e se fosse accettata questa proposta chiederemmo anche di poter firmare l’atto”.

Su questa linea è arrivata l’unanimità di tutta l’Aula. PG

Ultimo aggiornamento: 10/07/2026