2 GIUGNO: “UN'OCCASIONE PER SALDARE QUEL CLIMA DI COESIONE SOCIALE CHE SI È EVIDENZIATO NELL'ARCO DAI FESTEGGIAMENTI DEI 150 ANNI DELL'UNITÀ D'ITALIA E DEL 25 APRILE” - NOTA DEL PRESIDENTE EROS BREGA
31 Mag 2011 01:00
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(Acs) Perugia, 31 maggio 2011 - “Le celebrazioni del 2 giugno siano l'occasione per saldare quel clima di coesione sociale che si è venuto nutrendo nell'arco di quest'anno con i festeggiamenti dei 150 anni dell'Unità d'Italia e con quelli del 25 aprile. La festa della Repubblica, infatti, si colloca idealmente sulla stessa scia degli altri due anniversari richiamando gli stessi grandi obiettivi: la libertà, l'unità e la democrazia”. Per le celebrazioni del 2 Giugno il presidente del Consiglio regionale dell'Umbria, Eros Brega, rivolge un appello a tutti, cittadini e istituzioni, “affinché si alimenti quotidianamente il legame dello stare insieme secondo i principi della sussidiarietà e della solidarietà, si riscopra, cioè, quel senso di appartenenza alla comunità che si fa carico dei problemi di tutti e non lascia indietro nessuno”.
“L'auspicio – aggiunge il presidente Brega – è che ci sia da parte di tutti, classi dirigenti per prime, la consapevolezza di un impegno condiviso per superare le sterili contrapposizioni e i particolarismi che non giovano a nessuno, che si compia cioè quello scatto d'orgoglio, più volte richiamato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che consentirebbe di affrontare e superare i problemi che affliggono la nostra nazione. C'è bisogno, infatti, di un Paese unito dove si litighi meno e ci si confronti di più sul bene della collettività”. Il presidente del Consiglio osserva che l'unità nazionale è un valore “fondamentale e irrinunciabile”. “Pur nel riconoscimento delle diverse autonomie e delle tante peculiarità regionali, che costituiscono una ricchezza per tutta la nazione, e nella giusta applicazione del federalismo – dice Brega - l'Italia non può e non potrà mai rinnegare la sua unità e unitarietà che rappresenta la sua forza e ne fa un paese moderno e competitivo”.
Il presidente del Consiglio ricorda inoltre il grande significato storico e civile del 2 giugno del '46, quando gli italiani vennero chiamati a decidere sulla forma di Stato tra Monarchia e Repubblica e per la prima volta votarono a suffragio universale, anche le donne. “In quella data si sintetizza e si esalta tutto il lungo e doloroso percorso fatto dai nostri padri nel secolo scorso – spiega Brega – quando persero e riconquistarono la libertà e l'unità del Paese e ci consegnarono la Repubblica democratica. Una ricca e feconda eredità che ci consente ancora oggi di misurarci con le grandi sfide del nostro tempo. Un lascito pagato con il sangue e il sacrificio di tanti italiani e di quei 500 umbri caduti nella lotta di Liberazione. E furono migliaia in tutto il territorio della regione i giovani umbri che scelsero di combattere e mettere a rischio la propria vita in nome dei valori della democrazia, della giustizia e della libertà. Quei valori che sono stati incisi poi nella Costituzione e declinati nei diritti al lavoro, alla partecipazione, alla moderna cittadinanza democratica. Proprio alla piena realizzazione di tali diritti devono essere indirizzate tutte le energie intellettuali e materiali”.
Il presidente del Consiglio conclude con un pensiero ai giovani, “verso di loro, la loro formazione e il loro futuro – dice Brega - devono essere indirizzati i nostri sforzi. Sono loro, infatti, che prenderanno in mano il Paese e saranno tanto più capaci di misurarsi con il loro tempo e con le nuove sfide, quanto più noi avremo saputo trasmettere loro i principi e i valori su cui si fonda la nostra Repubblica, la conoscenza e la memoria della nostra storia”. Port/Mdl
