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SANITÀ: “LA CRESCITA DELLA MOBILITÀ PASSIVA IN UMBRIA È INDICE DI UN CALO QUALITATIVO DEL SERVIZIO” - MONACELLI (UDC), CON UNA INTERROGAZIONE, CHIEDE ALLA GIUNTA DI INTERVENIRE

In sintesi

Sandra Monacelli, consigliere regionale Udc, commenta i dati sulla “mobilità passiva” degli umbri che scelgono di curarsi in altre regioni. Per il capogruppo Udc a Palazzo Cesaroni “la perdita di pazienti nel sistema sanitario regionale risente di un calo qualitativo del servizio, che non può essere negato da un'orgogliosa ostentazione della bontà ed efficienza del suo funzionamento.

(Acs) Perugia 15 luglio 2011 – “La Giunta spieghi quali provvedimenti intende predisporre per rimediare all'aumento della mobilità passiva, la cui tendenza è superiore soltanto alle regioni meridionali dell'Italia, ripensando la sanità regionale in un'ottica maggiormente strategica che persegua qualità e merito, finalizzata a riorganizzare in maniera più efficiente la risposta sanitaria”. Così il consigliere regionale Sandra Monacelli (Udc) reagisce allo studio, “pubblicato oggi dal Corriere dell’Umbria (http://rassegna.crumbria.it/pdf/381164.pdf), sulla mobilità passiva e attiva relativa alla sanità umbra nell'anno 2010, da cui emerge con chiarezza il drammatico aumento dei malati in fuga da Asl e Aziende ospedaliere regionali, con una spesa complessiva di 86,5 milioni di euro (contro i 75,3 del 2006 e 61,8 del 2003). Un aumento che genera un saldo fortemente negativo, al netto della quota complessiva dovuta alle cliniche private convenzionate, pari a oltre 8 milioni 600 mila euro”.

Secondo Monacelli “le mutate esigenze sociali e l'estrema limitatezza di risorse economiche impongono una revisione degli assetti interni alla sanità regionale, comparto che rappresenta la voce più consistente di bilancio. Al netto dei conti in ordine e del miglioramento strutturale patrimoniale nel settore sanitario – continua - urge la definizione di una visione strategica complessiva affinché trovino spazio ruoli e obiettivi delle singole strutture, sulla base delle effettive necessità e non esclusivamente sulla distribuzione di ospedali fotocopia, poco rispondenti ai mutati bisogni”.

Per il capogruppo Udc a Palazzo Cesaroni “la perdita di pazienti nel sistema sanitario regionale risente di un calo qualitativo del servizio, che non può essere negato da un'orgogliosa ostentazione della bontà ed efficienza del suo funzionamento. Da questi dati emerge con chiarezza la necessità di puntare su qualità e merito, andando coraggiosamente oltre la conservazione dello status quo, dal momento che aumentano coloro che scelgono di andare a curarsi fuori regione: nutrendo evidentemente maggiore fiducia nei servizi erogati”. RED/mp

Data:
Venerdì, 15 Luglio, 2011 (Tutto il giorno)

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