Regione Umbria - Assemblea legislativa


“FCU, furti di rame senza sosta, Regione inerte: l’Umbria ostaggio dei ladri e la riapertura slitta ancora”

In sintesi

Nota di Enrico Melasecche (Lega)

(Acs) Perugia, 6 novembre 2026 - “Ciò che sta accadendo sulla Fcu quasi ogni notte, è gravissimo: si susseguono furti di rame lungo la linea elettrica della tratta Terni-Ponte San Giovanni in cui, grazie ai progetti voluti e attuati dalla precedente giunta regionale, i lavori sono quasi terminati, ma i cronoprogrammi che nel 2024 avevo concordato, in qualità di assessore alle Infrastrutture e Trasporti, con RFI, stanno slittando di continuo. L'assessore De Rebotti ha recentemente dichiarato la riapertura della tratta Sud a fine 2027, ma è una pura chimera, perché le decine di furti di cavi elettrici che si susseguono aumentano il danno, ridicolizzano le istituzioni, a cominciare dalla Regione, proprietaria della FCU, e rinviano di semestre in semestre la riapertura della linea chiusa nel 2017 dalla giunta regionale di sinistra e rimessa sul binario giusto dal sottoscritto con un impegno rilevante. Non solo, in questa assurda situazione, chi garantisce che, senza misure adeguate, una volta spesi gli oltre 6 milioni per ripristinare la linea elettrica i soliti noti non riprendano di nuovo ad asportarli?”: lo dice il capogruppo della Lega Umbria in Assemblea legislativa, Enrico Melasecche.


“Nei primi nove mesi del 2026 – ricorda Melasecche - sembra che i furti perpetrati siano stati 22, ma di settimana in settimana il record sale, da 23 episodi a forse 24 con quello di questa notte. Giorni fa i carabinieri, che ringrazio, hanno arrestato i responsabili che avevano in auto 400 chilogrammi di cavi di rame appena rubati; questa notte sembra siano stati recuperati altri quintali tagliati a puntino e pronti per essere caricati lungo la stradina che fiancheggia la ferrovia all’altezza Fratta Todina. Di fronte a una simile escalation avevamo chiesto all'attuale assessore un piano straordinario di vigilanza, con il coinvolgimento delle Prefetture e delle Forze dell'ordine e un coordinamento concreto con i gestori di quei cantieri. Non basta intervenire dopo ogni furto: occorre impedire che si ripetano. Invece la Regione è inerte, l’Umbria ostaggio dei ladri e la riapertura slitta ancora”.


“Bisogna attivarsi - prosegue - con la massima urgenza per proteggere la linea, peraltro oggi dotata di tecnologie costosissime ERTMS atte a evitare terribili incidenti, come quello accaduto in Spagna la scorsa settimana. Occorre sradicare un fenomeno che costa cifre assurde alle casse pubbliche e rinvia sine die i tempi di riapertura della FCU perché, al di là di chi si farà carico del costo elevatissimo, reperire 6 milioni, la cifra presumibilmente necessaria ed effettuare la relativa gara, ricominciando a ricostruire decine di chilometri di linea, comporta ulteriori mesi di lavoro. Sono decine di migliaia i cittadini direttamente interessati alla riattivazione della linea, e tutti si chiedono quando vedranno ripristinata la gloriosa ferrovia, che da oltre un secolo ha collegato il cuore del cuore verde d'Italia e che, secondo il cronoprogramma da me comunicato nella fase progettuale, doveva essere riaperta entro quest'anno”.


“Intanto – continua Melasecche - sul versante settentrionale della FCU, la riapertura della tratta Citta di Castello-Sansepolcro resta un mistero poiché, nonostante i 55 milioni di euro destinati all'intervento da noi lasciati in eredità due anni fa, i tempi delle decisioni vanno talmente a rilento da temere che a Città di Castello, nonostante le consuete promesse, non vedranno partire i treni per San Giustino e Sansepolcro prima della scadenza della legislatura. Amministrare significa prevenire, decidere e rispondere dei risultati, non limitarsi a registrare i danni quando ormai sono compiuti, allargando le braccia di fronte alla dichiarata impotenza delle Istituzioni. Quando poi i cittadini apprendono che gli autori dei furti di rame sarebbero soggetti senza fissa dimora, che partono dai campi nomadi insediati in alcune regioni del Sud e che, dopo una veloce condanna vengono poi, anche se maggiorenni, subito rilasciati, come accaduto di recente, allora sale lo sdegno di fronte ad una situazione inaccettabile, foriera di altri furti sulla stessa linea. Il fenomeno ha ormai assunto una preoccupante sistematicità e deve essere assolutamente contrastato e smantellato. Non è più accettabile il fatalismo che caratterizza, ormai da due anni, l’azione di questa Giunta, sempre pronta a richiamare i diritti più disparati, ma incapace di spendere una parola sui doveri più elementari, che ciascuno di noi è chiamato a rispettare. Non possiamo rassegnarci - conclude - né al dilagare di questi episodi né al continuo rinvio della riapertura di una linea ferroviaria che appartiene a tutti gli umbri”. RED/pg


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