“Fattibilità e attivazione di un Internet exchange point (IXP) nella Regione Umbria”
L’Aula di Palazzo Cesaroni approva a maggioranza la mozione di Letizia Michelini (Pd) e Luca Simonetti (M5S)
(Acs) Perugia, 5 novembre 2026 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato, con 12 voti favorevoli della maggioranza e 7 astensioni dell’opposizione, la mozione di Letizia Michelini (Pd) e Luca Simonetti (M5S) sulla attivazione di un Internet exchange point (IXP) nella regione”.
L’atto di indirizzo chiede alla Giunta di Palazzo Donini di “valutare anche attraverso il coinvolgimento degli stakeholders appropriati, quali la società in-house PuntoZero Scarl, l'Università degli Studi di Perugia, gli operatori di telecomunicazione, la fattibilità tecnica ed economica per la costituzione di un Internet exchange regionale (RU-IX) nel territorio umbro; di valutare le modalità di raccordo e integrazione tra il nascente IXP umbro e l'anello infrastrutturale in costituzione con le Regioni Marche e Abruzzo, al fine di massimizzare le sinergie macro-regionali; di compiere, in caso di esito positivo dello studio di fattibilità, tutti gli atti tecnici, amministrativi e programmatori necessari per avviare la costituzione e l'operatività dell'Internet Exchange Point dell'Umbria”.
Illustrando la mozione, Michelini ha evidenziato che “è in fase di definizione e realizzazione un accordo interregionale relativo all’anello di connettività tra Umbria, Marche e Abruzzo, un’infrastruttura strategica in fibra ottica destinata a aumentare la resilienza di rete e le capacità di scambio dati tra le tre regioni. Un Internet Exchange Point (IXP) è un’infrastruttura fisica neutra attraverso la quale diversi operatori di rete (Internet Service Provider, reti pubbliche, Content Delivery Network e Data Center) scambiano direttamente il traffico Internet tra le rispettive reti (peering) senza dover ricorrere a transiti verso nodi terzi. L’assenza di un IXP regionale costringe attualmente il traffico dati generato e destinato in Umbria a percorrere tratte verso i grandi nodi nazionali (come Milano o Roma) per poi tornare sul territorio, determinando inefficienze e costi aggiuntivi. L'attivazione di un IXP in Umbria garantirebbe rilevanti vantaggi, tra cui: risparmio economico: abbattimento dei costi di transito per gli operatori locali e la PA, ottimizzando l’uso delle bande di trasmissione e valorizzando l'infrastruttura pubblica esistente; Riduzione della latenza: instradamento diretto dei dati a livello locale, riducendo drasticamente i tempi di risposta (ping), elemento cruciale per la sanità digitale, i servizi di emergenza, l'industria 4.0 e le applicazioni real-time; Cybersicurezza e riservatezza: mantenimento del traffico locale all'interno dei confini territoriali, riducendo l'esposizione del traffico regionale a intercettazioni o attacchi esterni lungo le dorsali nazionali/internazionali; Resilienza della rete: maggiore tolleranza ai guasti (fault tolerance), garantendo la continuità dei servizi locali anche in presenza di disservizi sui nodi di interconnessione nazionali”.
Per la Giunta regionale è intervenuto l’assessore Tommaso Bori: “Evidenzio tre passaggi chiave per capire la portata di questo atto. Il primo è per le imprese: la possibilità di avere questa struttura in Umbria avrebbe un abbattimento dei costi operativi e posizionerebbe l'Umbria come regione strategica per attirare gli investimenti ad alta tecnologia. Il secondo è per i cittadini: si ridurrebbero sia i costi che i tempi di latenza. Poi c’è la parte che interessa la pubblica amministrazione e la sanità: si avrebbe un'ottimizzazione della spesa grazie all'azzeramento dei costi di transito nazionale verso nodi esterni, unitamente a un incremento della sicurezza, garantito dal mantenimento del traffico all'interno dei confini regionali. Noi ad oggi dobbiamo per forza ad appoggiarci a strutture fuori regione. Questo rientra anche nell’accordo che stiamo facendo con Abruzzo e Marche, oltre che con la riforma che stiamo attuando nel campo digitale. La nostra neo-azienda Umbria Facile è anche proprietaria non solo di data center ma di 600 chilometri di fibra, che certamente potranno essere meglio utilizzati rispetto al passato”. PG