Regione Umbria - Assemblea legislativa


Revisione del Piano regionale di gestione integrata dei rifiuti (Prgir)

In sintesi

La proposta di pianificazione presentata in Seconda commissione dall'assessore Thomas De Luca: “Superiamo definitivamente la realizzazione del nuovo inceneritore. Obiettivo: trasformare l’intero ciclo dei rifiuti in una leva di crescita economica ed occupazionale per il territorio”

(Acs) Perugia, 27 ottobre 2026 - “L’ambizione è quella di trasformare il rifiuto in risorsa e quindi l’intero ciclo in una leva di crescita economica ed occupazionale per il territorio regionale. Superata definitivamente la realizzazione del nuovo inceneritore”. Lo ha detto l’assessore regionale Thomas De Luca a margine della presentazione della “Revisione del Piano regionale di gestione integrata dei rifiuti (Prgir)”, avvenuta questa mattina in Seconda commissione, presieduta da Letizia Michelini.

Si tratta - come lo stesso Assessore ha precisato illustrando l’atto - sostanzialmente di un aggiornamento, di una revisione del Piano regionale approvato nel 2023 che si sviluppa in un aggiornamento del quadro di riferimento, di analisi della situazione attuale con modifiche strutturali del documento di pianificazione esistente. Adottato dalla Giunta regionale lo scorso 30 settembre, il documento ha avuto un ampio percorso di partecipazione con amministratori locali e parti sociali che continuerà ora in Commissione dove verranno nuovamente invitati in audizione tutti i soggetti già coinvolti nella trattazione del disegno di legge della Giunta che detta ‘Norme a sostegno della transizione ecologica della gestione integrata dei rifiuti, dell'economia circolare e della bonifica delle aree inquinate’, atto propedeutico alla successiva approvazione del Piano in questione.

Tra i passaggi e gli obiettivi principali del Piano: riduzione, entro il 2030, della produzione pro capite di rifiuto indifferenziato al di sotto dei 100 kg/abitante, raggiungimento del 75% di raccolta differenziata entro il 2028 e dell'80% entro il 2030 (con indice di riciclo al 65%); Rispetto alle discariche non vengono previsti ampliamenti rispetto a quanto già autorizzato, con l’obiettivo dunque di un progressivo superamento dell’interramento. Si punta quindi ad una migliore gestione, sia in termini di costi che di efficienza complessiva del sistema e che escluda definitivamente la realizzazione di un impianto di incenerimento. Scelta che comporta la rivisitazione dell’impianto programmatico del sistema di gestione dei rifiuti su tutto il territorio nonché una nuova valutazione delle possibili soluzioni impiantistiche alternative ed efficaci.

Scheda sintetica del documento:

Implementare la fase di trattamento, costituita da impianti di trattamento meccanico biologico (TMB) e di trattamento meccanico (TM), per la produzione di End of Waste massimizzando le frazioni di rifiuti recuperabili e riciclabili; specializzare i poli multifunzionali per la valorizzazione della raccolta differenziata nonché per il recupero e riciclo delle frazioni secche; addivenire alla chiusura del ciclo tramite l’avvio dei rifiuti ulteriormente valorizzabili a recupero, riducendo lo smaltimento in discarica dei rifiuti non riciclabili e non recuperabili al 10% al 2035, raggiungendo l’obiettivo normativo fissato dal D.lgs. 121/2020, che definisce tale quantità come quella massima di rifiuti urbani collocabili in discarica, calcolata sul totale del peso dei rifiuti urbani prodotti. Il raggiungimento degli obiettivi prevede l’attuazione in due fasi temporali: ‘preliminare’ con orizzonte temporale al 2029, anno di completamento del revisionato disegno impiantistico e di entrata in funzione dell’impianto CSS-C; ‘a regime con effetto a partire dal 2030 ovvero all’avvio della piena funzionalità del nuovo assetto impiantistico, con i seguenti obiettivi: tendenziale superamento dell’80% di raccolta differenziata; conferimento in discarica di non oltre il 20% della produzione totale e tendente al 10% al 2035; produzione di rifiuti urbani da gestori pubblici non maggiore di 410.000 t/anno; produzione di rifiuto urbano residuo pro-capite minore di 100 kg/ab; percentuale di indice di riciclo pari al 65%.

Interventi:

Laura Pernazza (FI) ha chiesto all’Assessore il range di miglioramento previsto con l’applicazione del Piano e quindi le ricadute in bolletta per i cittadini. Ha chiesto anche la possibilità di un confronto in merito al sistema sanzionatorio. Pernazza ha anche domandato a De Luca la possibilità di avere un quadro più chiaro rispetto ai pro e i contro nel no della Giunta al termovalorizzatore.

Cristian Betti (Pd) ha evidenziato la complessità della materia che necessita – ha detto – di un approccio scientifico e laico. Il Piano – ha aggiunto - affronta anche la grande disparità sul fronte di differenziata e riciclo da parte dei diversi territori regionali. “Questo Piano sa guardare al presente, ma anche al futuro e ci proietta in un’altra dimensione”.

Nilo Arcudi (Tp-Uc) ha condiviso il fatto che un tema così delicato vada studiato in maniera approfondita e senza pregiudizi. Bene l’impiantistica su base regionale con un quadro ordinato. Arcudi ha invitato la Giunta a valutare meglio i numeri del riciclo e la scelta fatta sul termovalorizzatore. “Non sono più sostenibili – ha detto - aumenti delle tariffe che andrebbero a minare l’economia delle famiglie umbre”.

Fabrizio Ricci (Avs) ha ringraziato l’assessore De Luca per aver “tradotto la visione programmatica della Giunta attraverso uno studio scientifico che ha portato dati utili per l’evoluzione ed il cambiamento della situazione. È un Piano – ha detto Ricci – che va nella direzione del Green Deal con una precisa idea di costruire una economia della circolarità”.

L’assessore Thomas De Luca, a margine della presentazione dell’atto, ha sottolineato il superamento definitivo della realizzazione del nuovo inceneritore e “si va – ha detto - verso un Piano in linea con le politiche europee in materia di economia circolare rispettando tutti gli obiettivi comunitari e con l’ambizione di trasformare il rifiuto in risorsa e quindi il ciclo in una leva di crescita economica ed occupazionale per l’intero territorio regionale”. AS


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