“Sanità, dai dati Gimbe emerge che in Umbria l’11,6% dei cittadini rinuncia alle cure”
Nota dei consiglieri regionali di opposizione: “Proietti ha tradito le promesse elettorali”
(Acs) Perugia, 27 ottobre 2027 – “In Umbria non è più soltanto una questione di liste d’attesa sempre più lunghe, ma di cittadini che rinunciano a curarsi. Secondo la rilevazione della Fondazione Gimbe, negli ultimi 12 mesi l’11,6% della popolazione umbra ha rinunciato a una o più prestazioni sanitarie, contro una media nazionale del 9,6%. Un dato gravissimo, che colloca la nostra regione al di sopra della media italiana e certifica la portata di un problema che la Giunta regionale continua a non affrontare con risposte adeguate". Lo dichiarano i consiglieri regionali di opposizione Enrico Melasecche, Donatella Tesei (Lega), Paola Agabiti, Eleonora Pace, Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Andrea Romizi, Laura Pernazza (Forza Italia), e Nilo Arcudi (Tp-Uc).
“La Proietti – spiegano i consiglieri di minoranza - aveva costruito la propria campagna elettorale promettendo una svolta nella sanità umbra, di azzerare le liste di attesa in tre mesi e non ricorrere più al privato. Aveva alimentato aspettative, assicurato soluzioni e indicato il superamento delle criticità del sistema sanitario come una priorità. Oggi, però, davanti a un dato così allarmante, quelle promesse si scontrano con una realtà che richiede ben altro rispetto agli annunci: programmazione, capacità amministrativa e interventi concreti, ma su queste la sinistra dimostra tutta la propria inadeguatezza. La Presidente ha giustificato l’aumento di Irpef e Irap con la necessità di reperire risorse per la sanità, chiedendo a lavoratori, pensionati e famiglie un sacrificio fiscale che, fino al 2029, supererà il mezzo miliardo di euro. Ma mentre le tasse aumentano e gli umbri pagano, la sanità anziché migliorare, peggiora”.
“Una quota di cittadini che rinuncia alle cure superiore alla media nazionale – proseguono i consiglieri di opposizione - è un campanello d’allarme che non può essere liquidato con giustificazioni o dichiarazioni di principio. Dietro quel numero ci sono persone che non riescono a ottenere una visita, pazienti che aspettano troppo a lungo, cittadini che non trovano disponibilità per prenotare e famiglie che, quando possono permetterselo, sono costrette a pagare nel privato. Chi non ha le risorse economiche necessarie, invece, rischia di rinviare o abbandonare il percorso di cura. Negli ultimi mesi abbiamo raccolto video e testimonianze di tanti pazienti che non riuscivano nemmeno ad entrare in lista di attesa, e oggi abbiamo la conferma di quanto denunciato”.
“La Regione – concludono i consiglieri di minoranza - deve accertare il peso di queste criticità sulla rinuncia alle cure e rendere pubblici dati trasparenti, senza nascondersi dietro le medie o le dichiarazioni d’intenti. La presidente Proietti deve assumersi la responsabilità politica dei risultati della propria amministrazione. La sanità non si governa con gli slogan elettorali e la salute degli umbri non può pagare il prezzo delle promesse mancate e di una gestione che non riesce a dare risposte sufficienti ai bisogni dei cittadini”. RED/dmb