“Trasimeno, sul Pnrr Meloni dimentica che la responsabilità è dell’Unione dei comuni”
Nota di Melasecche (Lega): “L’Assessore riscrive la storia per coprire i fallimenti della sinistra”
(Acs) Perugia, 20 ottobre 2026 – “Con la sua intervista amicale su un magazine da sempre vicino della sinistra, l’assessore Meloni ha tentato di riscrivere la storia del Trasimeno, mistificando i fatti e offrendo una ricostruzione che punta a scaricare sulla precedente Giunta regionale responsabilità che invece chiamano in causa mezzo secolo di sinistra, oltre alle sue evidenti carenze”. È quanto dichiara il capogruppo regionale della Lega, Enrico Melasecche.
“Meloni continua a evocare la presunta occasione perduta del Pnrr – spiega Melasecche - ma dimentica che l’Unione dei Comuni del Trasimeno, guidata da sempre dai soliti noti, aveva declinato la responsabilità di realizzare opere impegnative con il Pnrr, non avendo elaborato in un decennio neanche uno straccio di progetto che, di conseguenza, non sarebbe stata in grado di completare entro il termine perentorio del giugno 2026. È un fatto politicamente dirimente, che l’Assessore cerca di nascondere nel ricostruire una narrazione funzionale ad assolvere se stessa e la propria parte politica per individuare nella precedente Giunta di cdx, quella che per la prima volta nella storia ha finalmente attivato lo studio dell’Università per consentire il travaso dell’acqua di Montedoglio, il capro espiatorio della propria insipienza. La Giunta Tesei ha sollecitato tutti i comuni dell’Umbria interessati a condurre in porto obiettivi, anche sfidanti, entro la data citata. Ma la sinistra che governa da sempre l’Unione dei comuni del Trasimeno non ha voluto raccogliere l’invito. Pertanto non può oggi addossare ad altri le proprie incapacità amministrative”.
“Per stessa ammissione di Meloni – prosegue Melasecche -, il Piano Stralcio del 2002 sarebbe rimasto in larga parte inattuato. Ciò dimostra quanto sia strumentale tentare di ricondurre la crisi del Trasimeno alla stagione amministrativa del cdx. Si tratta di criticità stratificate nel tempo, che richiedono un’analisi seria delle responsabilità e non una ricostruzione ad arte. È comprensibile il forte nervosismo dell’assessore al Trasimeno, che si trova oggi all’angolo a causa delle facili promesse inattuate. E non basta lanciare anatemi nel tentativo di nascondere le responsabilità di chi, sul territorio, avrebbe dovuto programmare e realizzare gli interventi. Quanto ai risultati dell’attuale Giunta, fa solo sorridere l’istituzione in due anni di un capitolo di bilancio e di un’Unità operativa dedicata. Servono cifre, cronoprogrammi, obiettivi verificabili e risultati conseguiti. Da mesi chiedo all’Assessore di far conoscere agli abitanti dell’area del Trasimeno quando vedremo sgorgare gli 800 litri al secondo da Montedoglio ma a novembre, dopo due anni di Giunta Proietti, ancora nulla di nulla: non un progetto, non un cantiere, non una data. Tutto questo sconcerta anche molti elettori di sinistra che cominciano a porsi molte domande. Lo stesso vale per dragaggi, manutenzioni, pulizia dei fossi e contrasto alle nuvole di chironomidi su cui la Meloni ha conseguito il Guinness dei primati la scorsa estate. L’ipotesi lanciata da alcuni esperti di lanciare anguille che si nutrono sui fondali delle loro larve, piuttosto che cospargere il lago di ettolitri di prodotti chimici, non ha trovato la minima risposta. I cittadini e gli operatori economici, scettici sui problemi affrontati e sul come, a fronte di un fallimento su tutta la linea, hanno diritto di sapere le date dei prossimi interventi risolutivi. Basta con le consuete litanie farcite di buone intenzioni”.
“Quanto al rilancio di una legge speciale e all’annunciato trionfalistico confronto con le istituzioni europee – conclude Melasecche - riusciamo ad apprezzare al momento solo video amicali con allegri brindisi lungo interminabili tavole imbandite. Le nuove proposte siderali della sinistra passano dalla copertura di km quadrati di fotovoltaico flottante alla dissalazione ultra miliardaria del Tirreno per pompare venti milioni di metri cubi l’anno da portare al Trasimeno. È evidente la disperazione di questa sinistra, che lancia certe proposte senza riuscire però neanche a trasferire gli 800 litri al secondo assicurati dalla Meloni, ma misteriosamente spariti dall’orizzonte. È solo ridicolo poi apprendere che occorre un nuovo accordo dell’accordo sbandierato dalla presidente Proietti. I cittadini chiedono intanto interventi concreti, celeri, possibili, soprattutto seri, da concludere entro la stagione invernale 2027/28, visto che le prime due, a cominciare dalla prossima, sono state perse nelle chiacchiere, ma di cui ad oggi non c’è progetto, né finanziamento, né cronoprogramma”. RED/dmb