Regione Umbria - Assemblea legislativa


“Automotive, a Bruxelles si gioca una partita decisiva anche per l’Umbria”

In sintesi

Nota di Michelini (Pd): “Difendere l’intera filiera industriale, non solo il prodotto finale”

(Acs) Perugia, 14 ottobre 2026 - “In Europa si sta discutendo il futuro dell’industria automobilistica, e in gioco ci sono imprese, occupazione e competenze industriali che rappresentano un patrimonio strategico per la nostra regione”. È quanto sottolinea la consigliera regionale Letizia Michelini (Pd), richiamando l’attenzione sul confronto in corso a Bruxelles sull’Industrial Accelerator Act, il provvedimento europeo “destinato a incidere profondamente sul futuro del settore automotive e delle sue filiere produttive”.

“A rendere ancora più urgente questa discussione – spiega Michelini - è il Libro Bianco presentato dall’European Industrial Fasteners Institute (EIFI), che sollecita le istituzioni europee a rafforzare il principio del Made in EU, estendendolo non soltanto alla produzione e all’assemblaggio dei veicoli, ma anche alla componentistica e all’intera catena di fornitura. È una questione cruciale, soprattutto per una regione come l’Umbria, dove l’automotive non significa grandi stabilimenti di assemblaggio, ma un tessuto di imprese specializzate nella componentistica, nella meccanica e nelle lavorazioni industriali. Non possiamo pensare di difendere l’industria automobilistica europea se poi lasciamo che i pezzi delle nostre auto vengano prodotti altrove. Sarebbe il paradosso di un’Europa che protegge il prodotto finale, ma sacrifica chi contribuisce a realizzarlo”.

“Le proposte avanzate da EIFI – prosegue Michelini - vanno proprio in questa direzione: prevedere quote minime di componenti prodotti nell’Unione europea, rafforzare le regole sull’origine delle forniture e tutelare anche le piccole e medie imprese che operano nei diversi livelli della filiera. Parliamo di scelte che possono avere ricadute concrete anche sul nostro territorio, dove il settore automotive coinvolge circa 150 imprese, tra produzione diretta e indotto, e oltre 7.000 lavoratori. Numeri che ci ricordano quanto sia importante non perdere terreno in una competizione internazionale sempre più difficile. Per questo è fondamentale che anche l’Umbria segua da vicino il confronto europeo e faccia sentire la propria voce, coinvolgendo il sistema delle imprese e le rappresentanze dei lavoratori. Serve una politica industriale che tenga insieme le scelte europee e gli interventi regionali, che sostenga gli investimenti e l’innovazione, ma che sappia anche difendere le produzioni e le competenze che già abbiamo”.

“Il punto politico – conclude Michelini - è chiaro: non possiamo continuare a parlare di autonomia strategica europea e poi accettare che intere filiere produttive vengano progressivamente svuotate. La transizione dell’automotive non può trasformarsi in una perdita di capacità industriale per i nostri territori. La sfida non è soltanto continuare a costruire automobili in Europa, ma fare in modo che dentro quelle automobili e ad ogni loro pezzo continui a esserci il lavoro delle nostre imprese umbre”. RED/dmb


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