Regione Umbria - Assemblea legislativa


Orte–Falconara: “La competitività’ dell’Umbria nell’Italia di mezzo la si consegue con strategie vincenti, non con passerelle improvvisate”

In sintesi

Nota di Enrico Melasecche (Lega Umbria)

(Acs) Perugia, 9 ottobre 2026 - “La Orte–Falconara è la grande direttrice ferroviaria che unisce il Tirreno all’Adriatico, collega Roma ad Ancona tramite l’Umbria e rappresenta una delle infrastrutture più strategiche dell’Italia centrale per la mobilità delle persone, il trasporto delle merci e la competitività del nostro sistema economico. L’obiettivo di portarla al raddoppio e renderla funzionale al massimo non si esaurisce con la visita ad un cantiere ma con un’azione articolata che affronta gradualmente tutte le problematiche che presenta. È con questa consapevolezza che ho svolto il mio mandato di assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, per conseguire l’obiettivo altamente sfidante della sua modernizzazione”: lo afferma il capogruppo della Lega Umbria, Enrico Melasecche.

 

“Dietro ogni cantiere - spiega - ci sono anni di progettazione, confronti istituzionali, atti amministrativi e un lavoro di confronto continuo con RFI. Nel 2020 abbiamo ereditato dalla sinistra una situazione di grande confusione, non esistevano progetti immediatamente cantierabili e mancava soprattutto una visione complessiva della linea. Per questo già a settembre 2020 promuovemmo il Protocollo d’intesa tra Umbria, Marche,  Ministero ed RFI, istituendo un tavolo di confronto permanente, vero punto di svolta nella pianificazione dell’intera direttrice ferroviaria. Lo facemmo senza alcuna preclusione ideologica, dato che nelle Marche al tempo governava il PD, dimostrando come per noi gli interessi dell’Umbria venissero prima delle appartenenze politiche. L’obiettivo non era conquistare qualche chilometro di binario in più entro i nostri confini regionali: la priorità era, ed è ancora oggi, la competitività dell’intera direttrice Orte–Falconara. Agli umbri serve una ferrovia capace di ridurre realmente i tempi verso Ancona, Bologna e il Nord-Est come verso il Sud, aumentando la capacità della linea e rendendo competitivo il corridoio Tirreno–Adriatico. Per questo abbiamo lavorato simultaneamente su cinque fronti: uno è stato il cantiere Campello–Spoleto, che ho seguito personalmente con vari sopralluoghi, esercitando una pressione costante affinché venissero accelerate le lavorazioni con l’impiego contemporaneo di più imprese, superando la logica degli appalti rigidamente sequenziali. Poi è piovuta fra capo e collo l’interdittiva antimafia nei confronti dell’impresa aggiudicataria: un fatto grave, ma del tutto estraneo alla Regione, che rischiava di compromettere l’intera opera. Ci siamo attivati con i due Prefetti di Perugia e Caserta  permettendo la prosecuzione del cantiere, ed entro il 2027 è prevista l’inaugurazione. Quanto ai cantieri di raddoppio nelle Marche, sono in corso di completamento i due stralci  Genga-Serra San Quirico e Albacina/PM228-Castelplanio che interessano direttamente l’Umbria per ridurre i tempi verso l’Adriatico e aumentare la capacità dell’intera linea. È già progettata e finanziata l’introduzione della tecnologia ERTMS quasi su tutta la linea in Umbria e nelle Marche che verrà realizzata gradualmente con la previsione di poter raggiungere la velocità massima, nei tratti idonei di 200 km/h. C’è poi il nuovo progetto di raddoppio Terni-Spoleto presentato a Palazzo Donini l'11 settembre 2024 dal commissario straordinario ingegner Macello: si tratta di un'opera di  23,8 chilometri, con circa 20 km chilometri di doppia galleria destinata ad aumentare la capacità della linea da 45 a 148 treni al giorno. Se le amministrazioni precedenti si fossero attivate a dovere nei quindici anni precedenti sarebbe costato circa 540 milioni mentre oggi fra nuove norme sulla sicurezza e l’inflazione il  costo dell'opera è salito a circa 1,7 miliardi di euro. Abbiamo inoltre lavorato al collegamento di questa linea della Piastra logistica di Terni e Narni, cofinanziata dalla nostra giunta per un totale di 12,5 milioni i cui lavori si stanno completando. Auguro all’Umbria di vedere, alla scadenza di questa legislatura, non solo le inaugurazioni di opere volute e finanziate dalla precedente giunta di centrodestra, ma la messa in cantiere di almeno altrettante opere, perché ad oggi, in due anni, nulla si vede all’orizzonte. Occorre - conclude - saper stringere alleanze, occuparsi dei problemi ai tavoli giusti, perché mentre l’Umbria tergiversa o blocca le infrastrutture previste, altre Regioni sono ben felici di accaparrarsi i relativi finanziamenti”. RED/PG


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