QT 5 “Situazione delle autorizzazioni delle strutture sanitarie pubbliche a tutela della sicurezza e della qualità delle cure”
Interrogazione di Matteo Giambartolomei (FdI), la presidente Stefania Proietti, risponde: “Problematiche che risalgono a molti anni fa. Nel 2022 la Giunta Tesei ha dato priorità alle strutture private”
(Acs) Perugia, 8 ottobre 2026 – Nell’ambito della sessione ‘question time’ della seduta consiliare di oggi, Matteo Giambartolomei (FdI) ha interrogato la presidente della Giunta regionale, Stefania Proietti sulla “Situazione delle autorizzazioni delle strutture sanitarie pubbliche a tutela della sicurezza e della qualità delle cure”, chiedendo “lo stato dell’arte delle autorizzazioni all’esercizio di attività sanitaria e socio-sanitaria delle strutture sanitarie pubbliche, afferenti alle quattro Aziende sanitarie regionali, ovvero informazioni relative alla corretta applicazione della procedura di cui all’art. 10 del Regolamento regionale ‘9/2023’”.
“La Disciplina in materia di autorizzazioni sanitarie e socio-sanitarie – ha spiegato Giambartolomei - si applica a tutte le strutture sanitarie private e pubbliche. L’art. 117 della legge regionale 11/2015 stabilisce che le autorizzazioni ‘dovranno garantire la sicurezza delle attività sanitarie erogate nelle strutture pubbliche e private e promuovere la qualità delle strutture sanitarie e dei processi di cura’. Il regolamento stabilisce che: ‘L’Azienda Unità Sanitaria Locale effettua presso le strutture la verifica della permanenza dei requisiti minimi e, ove previsti, aggiuntivi, con periodicità almeno quinquennale, dandone comunicazione degli esiti al servizio regionale’. Il regolamento regionale 2/2022 (Disciplina in materia di requisiti aggiuntivi e classificazione delle strutture sanitarie e socio-sanitarie di assistenza territoriale extraospedaliera), approvato dalla precedente Giunta Tesei, ha stabilito, inoltre, specifici ed aggiuntivi requisiti autorizzativi di sicurezza per tutte le strutture socio-sanitarie riguardanti gli anziani, le persone adulte e minorenni non autosufficienti e con disabilità, e per le strutture per la psichiatria. Tutte le strutture interessate, pubbliche e private, avevano 24 mesi di tempo per adeguarsi a detti requisiti aggiuntivi (con termine al 12 aprile 2024). Con le Delibere di Giunta n. 194 del 6 marzo 2024, n. 761 del 1 agosto 2024 e n. 282 del 27 marzo 2025, delle quali le prime due sono state adottate dalla precedente Giunta Tesei, sono stati stabiliti specifici ed aggiuntivi requisiti autorizzativi per le strutture che erogano prestazioni di chirurgia ambulatoriale. Tutti gli ambulatori interessati, pubblici e privati, dovevano adeguarsi a detti requisiti aggiuntivi entro il termine del 30 marzo 2025, successivamente prorogato al 31 maggio 2025. L’autorizzazione al funzionamento riguarda ogni singolo immobile presso il quale sono erogate prestazioni sanitarie o socio-sanitarie; risulta che solamente alcune Aziende, a partire dall’Ospedale di Perugia, sono in regola. Nel sito web della Giunta regionale è stato pubblicato l’elenco delle strutture private che si sono adeguate ai requisiti aggiuntivi di autorizzazione e classificazione ai sensi del regolamento 2/2022 e s.m.i., ma non è pubblicato analogo elenco relativo alle strutture pubbliche; non sono neppure reperibili informazioni relative all’adeguamento degli ambulatori chirurgici pubblici ai nuovi requisiti autorizzativi di cui alla DGR 194/2024 e ss.mm.ii. Il Regolamento regionale 9/2023 all’art. 10 stabilisce che: ‘In caso di gravi o reiterate inadempienze ovvero di carenze di requisiti [...] il servizio regionale intima al legale rappresentante di […] eliminare le difformità riscontrate, assegnando a tal fine un termine massimo di trenta giorni’. Ciò significa che devono essere predisposte delle formali pianificazioni per il superamento delle difformità, che definiscano tempi, modalità, interventi necessari ed eventuali azioni temporanee volte a mitigare i rischi derivanti dall’attuale mancato rispetto dei requisiti prescritti. Le autorizzazioni delle strutture sanitarie pubbliche sono obblighi di legge a tutela della sicurezza e della qualità delle cure. Il privato e il pubblico sono parimenti gravati dai medesimi obblighi e sottoposti alle medesime procedure e non sono tollerabili disparità di trattamento. L’asserita difesa e valorizzazione della sanità pubblica si realizza, anzitutto, garantendo il rispetto delle più elementari norme stabilite a tutela della sicurezza e della qualità delle cure. La Regione deve porre in essere ogni azione volta a garantire il sicuro funzionamento di tutte le strutture sanitarie pubbliche”.
La presidente Stefania Proietti ha risposto che: “Le problematiche segnalate risalgono a molti anni addietro. La Giunta Tesei ha solo regolamentato alcuni requisiti aggiuntivi nel 2022 e 2023. A maggio 2024 l’ex assessore Coletto ha portato in Giunta una informativa sull’accreditamento delle strutture pubbliche. In quel documento si fa riferimento a problematiche già emerse nel 2021 rispetto alle strutture pubbliche ospedaliere. Già allora veniva chiesto ai direttori delle Aziende di predisporre una ricognizione. Nella delibera 631 del 2022 viene data priorità alle strutture private e solo dopo ci si è concentrati sulle strutture pubbliche accreditate e da accreditare. A novembre 2024 ci è stata quindi consegnata una delibera che dava priorità alle strutture private. Questa Amministrazione, già a marzo 2025, ha approvato una Dgr per la ridefinizione dei requisiti di qualità e sicurezza delle cure. È stato aggiornato il modello regionale di gestione del rischio clinico. Nel 2025 la Regione ha emanato 7 note per chiedere alle Aziende del servizio sanitario l’aggiornamento delle verifiche delle strutture pubbliche, tra cui l’ospedale di Terni, per ottenere la piena rispondenza ai requisiti previsti. L’attività autorizzatoria delle Case e degli Ospedali di comunità è stata molto importante”.
Matteo Giambartolomei (FdI) ha replicato: “Ci si continua a trincerare dietro a quello che è stato fatto e non fatto nel passato per non assumersi responsabilità. La mia interrogazione riguardava le autorizzazioni e la risposta invece è stata sull’accreditamento. Forse non si conosce la differenza. Vorrei vedere gli atti formali con cui sono state autorizzate queste strutture, dato che sui siti istituzionali non ce ne è traccia. Tranne l’ospedale di Perugia nessuna altra struttura in Umbria ha le autorizzazioni. Farò l’accesso agli atti e spero stavolta di ottenere risposte nei tempi dovuti. In assenza delle autorizzazioni dovrebbe essere approvato un Piano di mitigazione del rischio, di cui l’assessore alla Sanità dovrebbe peraltro essere a conoscenza. Andrebbe quindi previsto un Piano di rientro per l’adeguamento delle autorizzazioni. Bisognerebbe iniziare a studiare per gestire la delega alla Sanità”. MP