Regione Umbria - Assemblea legislativa


“Stato di attuazione della Legge 38/2010 in materia di terapia del dolore e cure palliative, equità di accesso, uniformità dei servizi e piena attuazione dei LEA sul territorio regionale”

In sintesi

Rinviata in Commissione, su proposta degli stessi presentatori, la mozione promossa dai consiglieri Francesco Filipponi (primo firmatario), Maria Grazia Proietti, Stefano Lisci, Letizia Michelini (Pd) e Luca Simonetti (M5S)

(Acs) Perugia, 8 ottobre 2026 – L’Assemblea legislativa, presieduta da Sarah Bistocchi, su proposta degli stessi presentatori, ha rinviato in Terza commissione (per approfondimenti) la mozione promossa dai consiglieri di maggioranza, Francesco Filipponi (primo firmatario), Maria Grazia Proietti, Stefano Lisci, Letizia Michelini (Pd) e Luca Simonetti (M5S) concernente lo “Stato di attuazione della Legge 38/2010 in materia di terapia del dolore e cure palliative, equità di accesso, uniformità dei servizi e piena attuazione dei LEA sul territorio regionale”.

Attraverso questo atto di indirizzo, la Giunta regionale sarebbe stata impegnata a: “completare, nell’ambito del nuovo piano socio sanitario regionale, quanto già avviato per una completa attuazione della Legge 38/2010 nel territorio umbro ed a perseguire gli obiettivi di salute richiamati nella DGR 76 del 30 gennaio 2026 con particolare riferimento all'attivazione e al funzionamento della rete regionale, all’incremento del numero di pazienti terminali assistiti a domicilio, al raggiungimento dello standard di PL in Hospice e alla copertura del 90 % della popolazione interessata; definire la Griglia RAO della Visita Algologica a livello regionale, in conformità con le indicazioni del Manuale RAO dell'AGENAS; ridurre la spesa economica migliorando l’appropriatezza prescrittiva e sfruttando le competenze e le professionalità in ambito algologico che la Regione Umbria ha acquisito negli ultimi anni, effettuando prestazioni e procedure ultra specialistiche, erogate solo in alcuni centri sul territorio nazionale e divenendo particolarmente attrattiva per l’utenza extraregionale”.


Illustrando l’atto, Filipponi ha spiegato che “il dolore cronico costituisce una condizione patologica autonoma, distinta dal dolore acuto, che trasforma da sintomo a malattia con conseguenze sulla qualità di vita dei pazienti nella sfera personale, familiare, lavorativa e sociale; il 10 giugno 2026 la SIAARTI (Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva), principale società scientifica italiana di riferimento in ambito algologico, ha reiterato formale richiesta al Ministero della Salute affinché venga emanato un decreto nei confronti delle Regioni a riconoscere il dolore cronico come entità nosologica autonoma; il costo sociale annuo del dolore cronico moderato-severo è ricompreso, secondo i dati contenuti nel rapporto Censis-Grünenthal e la survey presentata dall’Associazione ‘Alleanza sul Dolore’ in Senato il 23 giugno 2026, tra i 62 e i 72 miliardi di euro, con un costo medio annuo per paziente di 6.304 euro; a questi costi si aggiungono le ricadute economiche indirette derivanti da inappropriate prescrizioni, accessi impropri al Pronto Soccorso, ricoveri evitabili, perdita di produttività lavorativa e prepensionamenti per disabilità permanente. La Legge 38/2010, tra le prime adottate in Europa in materia, ha formalmente riconosciuto la Terapia del Dolore come specialità medica autonoma e ha garantito ai cittadini il diritto alle cure palliative e alla terapia del dolore, ottenendo il consenso trasversale di tutte le forze politiche e degli operatori del settore; a distanza di 16 anni dall'entrata in vigore della Legge 38/2010, il passaggio dalle norme alla realtà risulta incompleto e disomogeneo tra le Regioni: vi sono territori con reparti dedicati e posti letto per la terapia del dolore, e altri in cui tali strutture non ci sono; analoghe differenze si registrano nel rimborso delle terapie innovative. Nelle terapie innovative la Regione dell'Umbria ha provveduto ad interventi normativi, in particolare con la DGR 185 del 6 marzo 2024, che istituisce formalmente la rete regionale di cure palliative pediatriche. La Regione, all'interno della legge sull'Ottocentenario di San Francesco ha previsto l'istituzione di un hospice pediatrico su base territoriale, realtà richiamata anche lo scorso 4 ottobre durante le celebrazioni dell'Ottocentenario. Un atto, tra l’altro, approvato all’unanimità da quest’Aula. Nel territorio regionale umbro vi sono difformità territoriali nell'accesso ai servizi di terapia del dolore e alle reti di cure palliative in tempi congrui. Il superamento delle difformità sarebbe utile a garantire continuità assistenziale soprattutto nell'assistenza domiciliare, tempi di attesa e percorsi uniformi per i pazienti affetti da dolore cronico o in fase avanzata di malattia, integrazione migliore tra ospedale, territorio e medicina generale strutture con autonomia gestionale, è auspicabile affrontare anche il tema che riguarda la mancata adozione degli standard previsti dal Manuale RAO (Raggruppamenti di Attesa Omogenea) dell'AGENAS in quanto la prestazione di visita algologica non figura nella Tabella RAO della Regione Umbria, ciò non consente l’attribuzione di un livello di priorità né un tempo massimo di attesa (attualmente, con impegnativa del Medico di Medicina Generale, la prestazioni, ove non erogabile su tutto il territorio regionale, viene posta in lista di attesa senza vincoli temporali).

In conclusione della presentazione dell’atto, Filipponi ha proposto, dopo una riflessione condivisa con altri consiglieri, e “visto anche il percorso che si sta facendo nella costruzione del Piano sanitario” di portare il documento in Commissione per fare “un lavoro meritorio di attenzione ascoltando tutti i nostri professionisti del servizio sanitario regionale oltre al gruppo che ha curato i PDTA”. Filipponi ha anche auspicato nel contributo della minoranza per arrivare, magari, ad un voto unanime dopo il lavoro di approfondimento in Commissione”. AS


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