Regione Umbria - Assemblea legislativa


Costituzione di parte civile della Regione per aggressioni a personale sanitario, scolastico e della pubblica sicurezza

In sintesi

L’Aula approva la proposta di legge, proposta da Giambartolomei, firmata anche da Pace e Agabiti (FdI), ed emendata in Prima commissione insieme ai consiglieri di maggioranza

(Acs) Perugia, 8 ottobre 2026 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato la proposta di legge del consigliere regionale Matteo Giambartolomei (FDI, primo firmatario) firmata anche dagli altri consiglieri del gruppo FdI, Eleonora Pace e Paola Agabiti e successivamente emendata in Commissione con il consenso anche dei consiglieri di maggioranza, che prevede la “Costituzione di parte civile della Regione nei processi penali aventi ad oggetto fatti delittuosi ai danni dei soggetti di cui agli articoli 357, 358 e 359 del codice penale”.

 

Illustrando l’atto in Aula, il presidente della Prima commissione Francesco Filipponi, ha spiegato che “la proposta nasce dalla constatazione del crescente numero di episodi di aggressione e violenza nei confronti di operatori che svolgono funzioni essenziali per la collettività, quali il personale sanitario, gli operatori del trasporto pubblico, il personale scolastico, le Forze di polizia, le Forze armate, i Vigili del Fuoco e i volontari della Protezione civile. La finalità è di consentire alla Regione di manifestare concretamente la propria vicinanza a coloro che, nello svolgimento delle proprie funzioni di servizio pubblico, subiscono atti delittuosi, attraverso la costituzione di parte civile nei relativi procedimenti penali. Nel testo originario la proposta si componeva di due articoli. Il primo disciplinava la costituzione di parte civile della Regione nei processi per aggressioni fisiche avvenute sul territorio regionale ai danni delle categorie individuate; il secondo conteneva la clausola di invarianza finanziaria. La Prima Commissione ha approvato due emendamenti che ne hanno ampliato e precisato l'ambito applicativo. Il primo interviene sul titolo della pdl, sostituendo il riferimento alle sole categorie originariamente elencate con un più ampio richiamo ai pubblici ufficiali, gli incaricati di pubblico servizio e le persone esercenti un servizio di pubblica necessità. Questo consente di ricomprendere una platea più vasta di soggetti che, per le funzioni svolte nell'interesse pubblico, possono essere esposti a episodi di violenza e aggressione. Il secondo emendamento richiama i presupposti previsti dall'articolo 74 del Codice di procedura penale per la costituzione di parte civile; precisa che si tratta di processi penali; estende l'ambito soggettivo di applicazione ai soggetti di cui agli articoli 357, 358 e 359 del Codice penale; prevede che la costituzione di parte civile riguardi non solo le aggressioni fisiche ma anche altri fatti delittuosi caratterizzati da modalità e conseguenze di particolare gravità e tali da aver suscitato un rilevante turbamento sociale. Con le modifiche l’atto assume una portata più generale, poiché non si limita a tipologie professionali specifiche ma si riferisce all'insieme dei soggetti che esercitano funzioni o servizi di rilievo pubblico, mantenendo al contempo un criterio selettivo basato sulla gravità dei fatti e sulla sussistenza dei presupposti richiesti dall'ordinamento processuale. La Commissione ha preso atto che il provvedimento continua a operare nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili e che non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio. La proposta è stata sottoposta all'Avvocatura regionale, che ha ritenuto legittima e sostenibile la costituzione di parte civile. Pur trattandosi di una proposta di iniziativa dei consiglieri Giambartolomei, Agabiti e Pace, riteniamo significativo che il provvedimento abbia trovato un'ampia condivisione nel lavoro della Commissione, consentendo di rafforzarne e ampliarne la portata. Di fronte agli episodi di violenza che colpiscono chi svolge una funzione o un servizio nell'interesse della collettività, le istituzioni devono essere presenti e non lasciare sole le persone coinvolte. È un segnale concreto di vicinanza e di responsabilità da parte della Regione”.

 

Matteo Giambartolomei (FdI): “oggi approvando questa legge compiamo una scelta di campo inequivocabile. A chi garantisce la nostra salute nei pronti soccorso, a chi educa i nostri figli, a chi guida i nostri mezzi pubblici, a chi rischia la vita con una divisa addosso, diciamo che la Regione Umbria è il loro scudo. Diciamo: voi siete lo Stato, voi siete la Repubblica, voi siete la nostra comunità. E chi alza le mani su di voi, da oggi saprà che dovrà affrontare anche nelle aule di tribunale la ferma e totale opposizione dell'intero popolo umbro. Per questo esprimo soddisfazione e orgoglio per un provvedimento fondamentale per la dignità delle nostre istituzioni e per la tutela di chi ogni giorno lavora in prima linea. All’inizio di quest’anno, con le colleghe Agabiti e Pace, abbiamo presentato questo atto spinti dall’urgenza sociale che non possiamo più ignorare. Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una escalation di episodi di violenza e di vere e proprie aggressioni fisiche ai danni del personale del nostro servizio sanitario regionale, del trasporto pubblico locale, della scuola, delle forze di polizia, delle forze armate, del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e dei volontari della Protezione Civile. La relazione illustrativa fotografa una realtà amara. L’esperienza di violenza sui luoghi di lavoro si sta trasformando in eventi criminosi che causano lesioni personali spesso anche gravi. Pensiamo agli esercenti di professioni sanitarie colpiti spesso da pazienti o familiari che riversano su di loro le frustrazioni o la perdita di controllo di un paziente durante l'erogazione di una prestazione medica. Pensiamo ai lavoratori del trasporto pubblico che vengono aggrediti durante le normali azioni di controllo verso passeggeri sprovvisti di biglietto o intenti a compiere atti vandalici sui treni, così come sugli autobus. Pensiamo agli insegnanti e agli operatori del mondo della scuola che sono vittime di dinamiche di tensioni inaccettabili con gli studenti e con le loro famiglie. E pensiamo con altrettanta indignazione alle donne e agli uomini delle forze dell'ordine, delle forze armate, dei vigili del fuoco, dei volontari della protezione civile: le aggressioni nei loro confronti sono il sintomo più evidente di un clima di mancanza di rispetto che si è venuto a creare nel tempo, una inaccettabile mancanza nei confronti dello Stato e di chi lo rappresenta indossando una divisa e garantendo la nostra sicurezza. Di fronte a tutto questo noi dobbiamo dare un segnale tangibile verso tutti i servitori dello Stato. Come Fratelli d’Italia stiamo portando avanti questa battaglia in tutta Italia. Ed è motivo di profondo orgoglio il percorso che abbiamo fatto in questa Assemblea. In Commissione si è creato un forte senso unitario, con un lavoro di sintesi straordinario. Con gli emendamenti abbiamo trasformato l’impostazione iniziale, stabilendo che la Regione si costituirà parte civile per coprire tutti coloro che esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa, tutti gli incaricati di un pubblico servizio e tutte le persone che esercitano un servizio di pubblica necessità, inclusi i privati che esercitano professioni sanitarie o forense. Nessun servitore dello Stato, nessun lavoratore del servizio pubblico sarà lasciato indietro”. DMB/


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