Regione Umbria - Assemblea legislativa


Qt 2 “Esclusione dell’Umbria dai 19 milioni di euro per le supplenze del personale Ata”

In sintesi

A Fabrizio Ricci (Avs) ha risposto l’assessore Fabio Barcaioli: “decisione vergognosa da parte del Ministero. Con altre Regioni abbiamo fatto ricorso al Tar”

(Acs) Perugia, 8 ottobre 2026 – Nella parte riservata alle interrogazioni a risposta immediata (question time) della seduta consiliare di oggi, il consigliere Fabrizio Ricci (Avs) ha interrogato l’assessore Fabio Barcaioli in merito alla “Esclusione dell’Umbria dal riparto dei 19 milioni di euro per le supplenze temporanee del personale Ata: iniziative della Giunta regionale e conseguenze stimate per le scuole umbre”. Nel dettaglio ha chiesto di conoscere “quali siano le conseguenze stimate in Umbria dell’esclusione dal riparto, in termini di risorse non assegnate, di incarichi di supplenza temporanea Ata non attivabili e di ricadute sul funzionamento delle istituzioni scolastiche del territorio; se la Giunta regionale intenda attivarsi, e attraverso quali iniziative, in ogni sede e con ogni strumento necessario, ivi compresi quelli di natura giurisdizionale, affinché il Governo torni sui propri passi e riconosca anche alle istituzioni scolastiche umbre le risorse per le supplenze temporanee del personale Ata per l’anno scolastico 2026/2027”.

 

Illustrando l’atto in Aula, Ricci ha ricordato che “l’interrogazione parla di una decisione che rischia di penalizzare le scuole umbre. Il Ministero dell’Istruzione ha destinato 19 milioni di euro per le supplenze temporanee al personale amministrativo, tecnico e ausiliario per l’anno scolastico 2026/2027. Il criterio di riparto riconosce le risorse esclusivamente alle Regioni che hanno adottato autonomamente i piani di dimensionamento della rete scolastica. Per questo il Ministero ha comunicato di non assegnare alcuna risorsa a Umbria, Emilia-Romagna, Sardegna e Toscana, tutte Regioni amministrate dal centrosinistra. Ma a gennaio 2026 il Governo ha esercitato i poteri sostitutivi in materia di dimensionamento della rete scolastica e, per l’Umbria, ha nominato commissario ad acta il Direttore dell’Ufficio scolastico regionale. Il Tar dell’Umbria ha successivamente annullato il piano adottato dal commissario ad acta e, nel mese di luglio, il Ministero ha rimesso la questione alla Regione. La decisione di escludere l’Umbria dal riparto appare manifestamente iniqua, poiché fa dipendere l’assegnazione delle risorse non dai bisogni reali delle scuole, ma dalla sola modalità con cui è stato realizzato il dimensionamento, e non presenta altra ratio se non un’inammissibile logica ritorsiva nei confronti delle Regioni che non hanno adottato autonomamente il dimensionamento. Si tratta di una misura che finisce per penalizzare le studentesse e gli studenti, le loro famiglie e il personale scolastico, minando la qualità dell’assistenza e del servizio pubblico di istruzione”.

 

L’assessore Fabio Barcaioli ha risposto che “con le altre Regioni interessate abbiamo deciso di fare ricorso al Tar per due motivi giuridici: uno è quello che sulla nota si dice ‘le regioni che non hanno dimensionato autonomamente’. Ma il Tar sulla questione Città di Castello ha detto che l’Umbria aveva già dimensionato nel tempo e aveva posto la sospensiva al decreto. Sospensiva prevista dalle procedure amministrative e che dura 6 mesi. Il commissario doveva solo togliere la sospensiva. Per questo ci sentiamo di non rientrare nella categoria di coloro che non hanno fatto il dimensionamento autonomamente. Il secondo motivo è che la scelta di porre la sospensiva l’ha fatta questo Consiglio. Ma la scelta del Ministero di non dare fondi all’Umbria ricade sulle scuole dipendenti dal Ministero e non dalla Regione. Hanno diminuito i dipendenti non della Regione Umbria ma il numero di dipendenti del Ministero. È una scelta politica vergognosa quella per cui se non si è d'accordo si viene puniti con la mancanza di personale. In tanti anni di politica non avevo mai visto una cosa del genere. Per quanto riguarda la prima domanda dell’interrogazione, non è ben chiaro il numero delle persone non assegnate perchè dipende dalle ore di supplenze. Noi abbiamo già avuto in questi anni un taglio di 47 docenti e 80 personale Ata. Quindi un ulteriore taglio può andare a danno della scuola”.

 

Nella sua replica Ricci ha detto di “condividere la scelta delle Regioni di portare davanti al Tar questa decisione, perché va a colpire direttamente le scuole. È giusto e doveroso da parte dell’Umbria, insieme alle altre Regioni, portare avanti questa battaglia di giustizia”. DMB/


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