“Norme a sostegno della transizione ecologica della gestione integrata dei rifiuti, dell'economia circolare e della bonifica delle aree inquinate”
Ieri, in Seconda commissione giornata di audizioni. A Palazzo Cesaroni, organizzazioni sindacali, associazioni di categoria e ambientaliste
(Acs) Perugia, 7 ottobre 2026 – Giornata di audizioni, quella di ieri, in Seconda commissione, presieduta da Letizia Michelini, legate alla trattazione del Disegno di legge della Giunta regionale concernente “Norme a sostegno della transizione ecologica della gestione integrata dei rifiuti, dell'economia circolare e della bonifica delle aree inquinate” (https://tinyurl.com/etvb2s3j). Dopo aver ascoltato nelle scorse settimane i gestori del servizio, è stata la volta delle organizzazioni sindacali, delle associazioni di categoria e di Legambiente Umbria.
È emersa una sostanziale condivisione sull’impianto e sulle finalità della legge. Tra le proposte emerse, un più marcato monitoraggio, con scadenze di lettura più ravvicinate; la necessità di investimenti tecnologici per la separazione dei rifiuti e per il recupero della materia; la tutela dei livelli occupazionali; una gestione del sistema ‘in house’; un'organizzazione all’interno di un unico ambito; premialità per le imprese virtuose che si dotano di strumenti di controllo ambientali e di certificazioni specifiche. Confindustria Umbria ha espresso perplessità sulla composizione della Consulta, mentre Coldiretti ha auspicato maggiori strumenti per l’agricoltura. L’assessore Thomas De Luca, presente alla riunione, ha aperto a nuove proposte e sollecitazioni se utili al miglioramento della legge.
La presidente Michelini, in apertura, ha precisato che la legge fissa principi e obiettivi del sistema del ciclo dei rifiuti, una cornice quadro propedeutica al piano che a breve arriverà all’ordine del giorno della Seconda commissione. Al termine della riunione sono state fissate altre audizioni sul documento legislativo in discussione.
Interventi
Organizzazioni sindacali
Maria Rita Poggio (Cgil) ha detto di condividere l’approccio della nuova legge verso l’economia circolare come pure il superamento della termovalorizzazione per la chiusura del ciclo. Ha espresso invece qualche dubbio, in particolare, sul raggiungimento degli obiettivi nei termini previsti, auspicando per questo un monitoraggio costante degli interventi a sostegno della raccolta differenziata e di tutte le operazioni connesse alla gestione del ciclo, sottolineando la necessità di investimenti tecnologici per la separazione dei rifiuti e per il recupero della materia. Rispetto alla governance ha auspicato la gestione in house. Per il personale ha chiesto la tutela sotto il profilo occupazionale, sia in termini numerici che contrattuali. Bene la previsione delle organizzazioni sindacali all’interno della consulta e la previsione della tariffa puntuale.
Gianluca Giorgi (Cisl) ha definito “condivisibile” il progetto pur manifestando alcune perplessità sulla chiusura del ciclo. L’Umbria – ha detto - “non può permettersi l’aumento della tariffa, né la diminuzione del personale o la diminuzione dei salari”. Rispetto alla governance ha auspicato la gestione in house.
Fabio Ciancabilla (Cisl), ha specificato che la gestione della raccolta dei rifiuti è un settore con alta incidenza di manodopera e lavori usuranti auspicando così la salvaguardia dei lavoratori e per questo ha definito importante conoscere nel dettaglio gli investimenti tecnologici per ridurre l’impatto sui lavoratori coinvolti nel piano. Ha poi definito “condivisibile” l’organizzazione omogenea in un unico ambito, da tenere conto, però, che “non partiamo da una situazione omogenea”. Ha chiesto anche di tenere in considerazione i contratti di secondo livello e sottolineato l’importanza del monitoraggio del procedimento come pure la necessità di qualificare il personale.
Stefano Cecchetti (Uil) ha espresso “convergenza” sul documento e “condivisione” rispetto al superamento dei sub ambiti e quindi un giudizio positivo sulla gestione unica dell’intero ciclo ad un unico operatore che significa “economia di scala per una tariffa più accessibile”. Auspicando una “maggioranza del pubblico” nella governance ha sottolineato la necessità di sistemi di raccolta omogenei tra le due province. Ha rimarcato poi come i lavoratori di questo settore, nel giro di pochi anni, subiscano invalidità che si portano dietro per tutta la loro vita, per questo ha chiesto una "meccanizzazione forte del sistema”.
Associazioni di categoria
Andrea Di Matteo (Confindustria) ha chiesto maggiori misure di semplificazione amministrativa e premialità per le imprese impegnate nel percorso della transizione. Ha quindi auspicato un quadro normativo certo ricordando anche che l’Umbria è un’area ‘Zes’. Rispetto ai rifiuti industriali ha chiesto l’attivazione di una virtuosa sinergia di filiera e su questo la Regione, attraverso il tavolo tecnico scientifico potrebbe individuare e disciplinare – ha detto - i sottoprodotti come fanno già altre Regioni. “Rispetto agli obiettivi di riciclo - ha aggiunto - serve un attento monitoraggio. Chiediamo che nel ddl vengano individuati obiettivi con cadenza annuale. Rispetto alla tassa rifiuti ci auguriamo che con questa legge ci sia un sistema più equo”. Perplessità sono state infine espresse sulla composizione e quindi sul ruolo della Consulta.
Anna Lisa Agneletti (Cna) ha espresso soddisfazione per la condivisione di alcune proposte ricomprese nella prima stesura del documento. La transizione – ha detto – “non è più rinviabile. Bene gli obiettivi e le finalità di questa legge”, sottolineando però che rimane aperta la questione dei sottoprodotti che vanno individuati con la massima precisione. Rispetto alla Tari sarebbe auspicabile un regolamento che venga recepito in maniera omogenea da tutti i comuni. Bene la nascita della Consulta perché rappresenta un importante interlocutore. Le imprese virtuose andrebbero meglio tutelate con sconti e incentivazioni. Fondamentale la formazione e l’informazione per i cittadini.
Roberto Gianangeli (Cna) ha definito “positiva” l’impostazione della legge che permette di fare importanti passi in avanti, ma su alcuni temi ha chiesto approfondimenti. Ha quindi auspicato il taglio dei costi inutili applicati alle imprese. “La transizione ecologica va legata a quella energetica. La costituzione di Cer può rappresentare una realtà importante”.
Marcello Serafini (Confartigianato) ha sottolineato come il provvedimento vada in discontinuità con il passato e ha chiesto tempo affinché le associazioni di categoria possano confrontarsi con le imprese. Ha definito “centrale” il tema del monitoraggio da leggere con cadenza ravvicinata perché – ha detto – “ci sono traguardi intermedi da verificare”. Ha quindi auspicato premialità per le imprese virtuose che si dotano di strumenti di controllo ambientali e di certificazioni specifiche.
Mauro Orsini (Confapi) ha definito “condivisibili” gli obiettivi della legge accertando però le modalità con cui vengono messi a terra. Ha chiesto di intensificare il monitoraggio “perché esprime indicatori utili alle imprese per correggerne eventualmente l’operato” e il “riconoscimento di premialità, attraverso tariffe agevolate e punteggi nella partecipazione a gare di appalto, alle imprese certificate”. Ha quindi auspicato una più precisa definizione dei sottoprodotti da riutilizzo e un tavolo per le associazioni di categoria.
Anna Chiacchierini (Coldiretti) ha rimarcato che l’agricoltura umbra è già all’interno della transizione ecologica e quindi dell’economia circolare e ha puntualizzato che l’agricoltura “non è un’industria di produzione rifiuti, vengono prodotti rifiuti che se fossero urbani o domestici sarebbero tranquillamente riciclati, invece questo determina per noi un forte aggravio di costi”. Sul riutilizzo dei reflui zootecnici ha detto che le emissioni odorigene prodotte, completamente naturali e quindi non dannose per la salute, portano il cittadino a rivolgersi spesso agli organi di controllo come Arpa e per questo ha chiesto alla Regione un aiuto per una comunicazione puntuale. La rappresentante di Coldiretti ha sottolineato poi il problema della Tari per gli agriturismi che gli verrebbe applicata dai Comuni come se fossero residenze e su questo ha chiesto un tavolo di confronto. “L’agricoltura umbra – ha concluso - ha bisogno di più strumenti e non di ulteriori vincoli”.
Legambiente
Maurizio Zara (Legambiente) ha espresso un giudizio “assolutamente positivo” sulla struttura della legge e sui principi che l’hanno guidata. Bene la leva economica per sollecitare i territori, i gestori e le amministrazioni locali a raggiungere le performance previste per la raccolta differenziata. Utile promuovere strumenti, come i centri riuso, su cui la Regione ha già investito, ripartendo da un’analisi dell’esistente per capire come rilanciarli. Aspetto interessante è la costituzione delle comunità per l’economia circolare. Necessario dare uniformità al sistema nell’intero territorio regionale”.
L’assessore Thomas De Luca, presente alla riunione, dopo aver risposto puntualmente alle varie domande poste dagli auditi e da alcuni consiglieri, membri della Commissione, ha ribadito che il percorso che ha portato alla predisposizione del Ddl ha visto un’ampia partecipazione attiva di tutti i soggetti interessati alla materia, con il recepimento di molte proposte emerse nel corso degli incontri. Ha poi specificato che nella legge non ci sono contenuti di natura pianificatoria, che saranno invece presenti nel Piano che a breve inizierà il suo iter in Commissione. De Luca ha anche aperto a nuove proposte e sollecitazioni se utili al miglioramento della legge. Rassicurazioni sono arrivate dall’Assessore anche rispetto alla gestione e alla salvaguardia dei livelli occupazionali oltre che sulla condizione lavorativa. AS