“Mancata presa in carico delle prescrizioni sanitarie, cittadini esclusi dalle liste di attesa”
L’Aula di Palazzo Cesaroni respinge la mozione di Enrico Melasecche (Lega) sulla “necessità di garantire la piena tracciabilità della domanda sanitaria regionale”
(Acs) Perugia, 24 settembre 2026 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha respinto, con 12 voti contrari della maggioranza e 6 voti favorevoli della minoranza, la mozione del consigliere Enrico Melasecche (Lega) sulla “mancata presa in carico delle prescrizioni sanitarie, cittadini esclusi dalle liste di attesa e necessità di garantire la piena tracciabilità della domanda sanitaria regionale”.
Illustrando l’atto in Aula, Melasecche ha spiegato che esso chiede all’Esecutivo di “garantire dall’inizio del prossimo mese di ottobre, senza eccezioni, almeno la presa in carico e la registrazione di ogni prescrizione sanitaria presentata dal cittadino attraverso i Cup, le 260 farmacie convenzionate e ogni altro canale autorizzato, indipendentemente dalla disponibilità immediata di appuntamenti. Fornire il numero, facilmente accertabile in un sistema informatizzato minimamente funzionante, del numero delle prescrizioni effettuate dal sistema sanitario regionale nell'ultimo anno e mezzo, cioè dalla data del 31 marzo 2025 (data nella quale dovevano essere azzerate, come è noto, le liste di attesa a seguito dell’impegno assunto con i cittadini dalla presidente Proietti durante la campagna elettorale) ad oggi, rispetto a quelle effettivamente prese in carico ed a quelle esaudite. Impartire disposizioni affinché una prescrizione per la quale non sia disponibile alcun appuntamento non possa più essere rifiutata agli sportelli ma comunque presa in carico, registrata dal sistema e, nella impossibilità di effettuare la prestazione, indicare da parte dell’operatore la procedura da seguire da parte del paziente per ottenere la prestazione presso il sistema privato convenzionato con rimborso della spesa effettuata. Istituire per l’immediato un sistema di monitoraggio dei cosiddetti ‘cittadini fantasma’, attraverso il confronto tra prescrizioni emesse dai medici, richieste di prenotazione effettuate e prescrizioni effettivamente presenti nei flussi delle liste di attesa”. (Qui il testo completo della mozione https://acta.alumbria.it/details/18641).
GLI INTERVENTI
Cristian Betti (Pd): “Voteremo contro questa mozione perché gli impegni richiesti sono già tutti operativi. È già tutto tracciato e rintracciabile. Se dovessero esistere, e mi auguro di no, episodi problematici, allora ce ne faremo carico e faremo le dovute verifiche. Non esiste quello che viene lasciato intendere dalla mozione, ovvero che questo tipo di situazioni siano create per intorbidire i dati delle liste d’attesa. Non si possono strumentalizzare eventuali episodi per sostenere che tutto il sistema è costruito in questa maniera. Non faremmo un servizio agli umbri se creassimo un caso che non c’è, al di là di eventuali episodi. Oramai ci siamo abituati a condire ogni atto con richiami alla manovra. Molte regioni hanno fatto la stessa cosa. Ma dobbiamo interrogarci sulla crisi generata dal caro vita, sul rincaro dei carburanti”.
Eleonora Pace (FDI): “Io cerco di segnalare problemi e di risolverli. Solo la settimana scorsa ho avuto due episodi, fortunatamente poi risolti, con liste chiuse per una tac torace, e per un ecocolor doppler transcranico. E non era neanche possibile essere messi in percorso di tutela. E andando sulla app Umbria facile è lo stesso. Ed è saltato anche il criterio di prossimità. Settimanalmente accade, quindi c’è qualcosa a monte che non funziona nell’organizzazione di queste agende. Dopo due anni è arrivato il momento di capire da dove nasce questo problema. Andare a fondo e cercare di capire dove sta l’inghippo serve a tutti i cittadini. Visto che le nostre proposte non vi vanno bene, chiedo alla presidente Proietti che cosa possiamo fare. Se c’è un problema tecnico a monte, cerchiamo di capire che percorso intraprendere. È un tema che sta facendo perdere di credibilità a tutta la politica. È inutile che neghiamo il problema e ci rimpalliamo le responsabilità. C’è un problema organizzativo a monte che non può essere attutito con interventi spot. Affrontiamolo con concretezza”.
Laura Pernazza (FI): “Ai cittadini dico che il giorno in cui vengono presi in carico devono chiamare i carabinieri. Oggi è l’ennesima volta che la minoranza segnala i disservizi e voi dite che è propaganda: significa che voi state nascondendo la verità ai cittadini umbri. Almeno potreste evitare la tassa occulta dell’assessore Bori, cioè l’obbligo di ricorrere alla sanità privata. Il problema della sanità non è solo umbro. Vi invito ad essere più cauti nel dire che la minoranza fa solo speculazione politica”.
Stefania Proietti (presidente Giunta): “La mozione, pur con toni inappropriati e velatamente denigratori, segnala una questione giusta: il ruolo delle farmacie nella presa in carico. È un servizio molto comodo per i cittadini, e ringrazio le farmacie che lo fanno e che sono remunerate per questo. Noi siamo stati i primi a firmare l’accordo per le farmacie di servizi. Ha ragione la consigliera Pernazza: bisogna denunciare ai carabinieri se c’è una situazione di liste chiuse. L’Osservatorio per le liste d’attesa, che si riunisce periodicamente, è un'ottima sede anche per i consiglieri regionali per andare ed esporre questi casi particolari. Casi che ci sono ma che vanno denunciati. Sul fronte della gestione delle offerte le azioni che abbiamo condotto hanno mirato a una progressiva ottimizzazione e aumento della capacità produttiva. Il governo della domanda è affrontato mediante l'istituzione di team multidisciplinari che sono dedicati alla promozione e alla verifica costante dell'appropriatezza prescrittiva. Leggiamo tutte le segnalazioni che arrivano, anche dai social. Ogni utente che scrive viene contattato privatamente dagli operatori addetti, espone la sua rimostranza sulla quale viene fatta un’indagine per capire il problema. Non sto dicendo che il sistema è perfetto. Le prestazioni di primo accesso, una volta prescritte, o vengono prenotate e trovano un appuntamento al momento della richiesta oppure entrano in un percorso di tutela per l'assegnazione di un appuntamento successivamente. È la legge. Le prestazioni di secondo accesso vengono prescritte dagli specialisti e prenotate come tali. Queste sono le disposizioni vigenti, che verranno confermate nel piano regionale del governo delle liste d'attesa, da adottare entro 120 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta nell’agosto 2026 del piano nazionale di governo delle liste d'attesa, che regolamenta tutte le procedure e che consentirà il definitivo passaggio da una logica di gestione emergenziale a un modello strutturato di programmazione ordinaria e percorsi di tutela integrati a piena garanzia del diritto della salute dei cittadini. Confermo che le disposizioni date prevedono che la presa in carico e la registrazione di ogni prescrizione sanitaria presentata dal cittadino attraverso i Cup, le farmacie convenzionate e ogni altro canale autorizzato, indipendentemente dalla disponibilità immediata di appuntamenti, va a finire in un percorso di tutela. Per quanto riguarda i dati relativi alle prestazioni di specialistica ambulatoriale erogate dal primo aprile 2025 al 15 settembre 2026, sulla base dei dati forniti da Punto Zero, le prestazioni inserite nei percorsi di tutela non evase per rinuncia all’appuntamento sono 43.260. Mentre sono in totale 908.462 quelle inserite, di cui 865.202 evase. Le prestazioni inserite nei percorsi di tutela sono 29.607 con 21.603 prestazioni nei tempi del Rau. Non presenti prestazioni di classe U e di classe B che sono prestazioni che devono essere eseguite in maniera urgente. Tutte le segnalazioni pervenute sono oggetto di controlli. Chiedo alle aziende, al Cup, alle farmacie, il rigoroso rispetto delle disposizioni, affinché una prescrizione per la quale non sia disponibile un appuntamento nell'immediatezza in cui viene richiesta venga comunque sempre presa in carico e registrata dal sistema. C'è un monitoraggio da parte nostra che riguarda tutto ciò che ci arriva attraverso qualsiasi canale. Promuoviamo di più gli Urp e verifichiamo sulla app Umbria Facile. Il mio cellulare è disponibile su internet ed è a disposizione di tutti. Questa mozione non è accettabile così come è stata presentata”.
Donatella Tesei (Lega): “Voterò favorevolmente alla mozione. Non si può dire che se vado al cup è diverso che se accedo attraverso Umbria Facile perché il sistema è unico. Il sistema è complesso e lavoriamo affinché funzioni. Ma basta propaganda. Il sistema di prossimità l’avevamo introdotto. Avete vinto le elezioni con le bugie e adesso torna tutto. Prendiamo atto dell’ennesima impossibilità di lavorare insieme per migliorare il sistema che ne ha bisogno”.
Stefano Lisci (Pd): “Sarebbe necessario parlare di questo problema in commissione, audendo coloro che possono aiutarci a capire cosa c’è che non va. In passato la situazione era peggiore, con persone che da Spoleto erano costrette ad andare ad Orvieto per una visita”.
Fabrizio Ricci (AVS): “voteremo contro la mozione perché invita la Giunta a fare l’ovvio, a rispettare la legge. Se c’è una violazione di legge bisogna chiamare i carabinieri. La mozione serve solo a sentirsi dire quello che ripetiamo continuamente. Pure nelle difficoltà che tutte le regioni stanno affrontando, la Giunta è impegnata per migliorare la situazione. E parlando con le persone questo sforzo è riconosciuto e percepito”. DMB/