“Rilancio strategico del polo universitario di Terni”
In Seconda commissione la mozione di Enrico Melasecche (Lega) rinviata dall’Aula in Commissione per approfondimenti sul tema del potenziamento del polo scientifico tecnico industriale di Pentima e realizzazione del ‘campus urbano’ nel centro città per corsi di laurea ad indirizzo economico, umanistico, sociale”
(Acs) Perugia, 15 settembre 2026 – Tra gli argomenti trattati oggi dalla Seconda commissione, presieduta da Letizia Michelini, anche una mozione di Enrico Melasecche (Lega) concernente il “Rilancio strategico del polo universitario di Terni”, atto presentato in Aula lo scorso 15 aprile (https://tinyurl.com/42f8zuf8) e rinviato in Commissione per approfondimenti e confronti attraverso specifiche audizioni con tutti i soggetti istituzionali interessati.
Melasecche, che nell’atto sottolineava l’esigenza per Terni del “potenziamento del polo scientifico tecnico industriale di Pentima e la realizzazione del ‘campus urbano’ nel centro città che sta morendo anche attraverso l'utilizzo di immobili di pregio per i corsi di laurea ad indirizzo economico, umanistico, sociale”, ha detto in Commissione, illustrando nuovamente l’atto, che “l’esistenza in Umbria dell’unica Università degli studi di Perugia ha comportato scelte che hanno in parte risentito della politica universitaria dei vari Rettori e delle amministrazioni regionali che si sono susseguiti. C’è stata una fase nella quale si è creato un Polo universitario a Terni con tutta una serie di corsi di laurea poi, successivamente, in occasione della riforma ‘Gelmini’ (2010) c’è stato un ripensamento nella riduzione di tutte le sedi universitarie per cui si ritenne che, visto il blasone, l’Università di Perugia potesse attrarre, nel capoluogo umbro, studenti qualitativamente e quantitativamente in numero tale da continuare a dare valore al titolo di studio. Erano già evidenti dei dubbi, poi puntualmente verificati: a Terni è stata chiusa la facoltà di scienze politiche, scienze della formazione televisiva e cinematografica, lingue, rimanendo ingegneria, medicina ed economia, e questo ha portato a demolire il concetto e la volontà politica di mantenere questo inquadramento di Terni come città universitaria. Questo ha comportato che una parte di studenti, piuttosto che a Perugia se ne sono andati nelle università di Roma, a Viterbo, oggi a Rieti in quanto l’accordo tra le università ‘La Sapienza’ e ‘La Tuscia’ hanno creato un numero elevatissimo di corsi di laurea. Questo ha comportato per l’università di Perugia una perdita notevole di ‘peso’. All’epoca della riforma Gelmini, nel ruolo di consigliere di opposizione al Comune di Terni, feci di tutto per prevedere almeno, nell’abolizione delle facoltà, un dipartimento interdisciplinare a Terni, ma non ci fu nulla da fare. Era prevista la realizzazione di un campus universitario, ma anche in questo caso, nulla. Oggi, per fortuna, l’attuale Rettore sembra riflettere sull’importanza di un dipartimento a Terni, con importanti corsi di laurea, una città dove c’è la necessità di creare quell’atmosfera universitaria che è sempre mancata. Tuttavia l’ipotesi di andare a conglomerare tutti i corsi di laurea a Pentima è un errore, bisognerebbe pensare alla realizzazione del ‘campus urbano’ nel centro città anche attraverso l'utilizzo di immobili di pregio, ovviamente potenziando l’attuale offerta di corsi di laurea”.
Melasecche ha quindi auspicato una serie di audizioni con tutti i soggetti interessati, proposta pienamente condivisa dalla presidente Michelini che, con ogni probabilità, convocherà a breve una riunione della Commissione proprio a Terni alla quale verranno invitati, per essere ascoltati, l’Assessore regionale all’istruzione, il Sindaco della città di Terni, il Rettore dell’Università degli studi di Perugia, il Presidente della Fondazione della Cassa di Risparmio di Terni, un rappresentante del Gruppo Arvedi (Ast). AS