“Stigmatizzazione dei gravissimi episodi di violenza verificatisi a Bologna e in Val di Susa contro le Forze dell’Ordine, condanna del manifesto denigratorio comparso a Perugia e piena solidarietà alle donne e agli uomini in divisa”
L’Aula boccia la mozione dei gruppi di minoranza, FdI, Tp-Uc, Lega, FI
(Acs) Perugia, 10 settembre 2026 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha respinto, con 8 voti contrari della maggioranza e 7 voti favorevoli dell’opposizione, una mozione che chiedeva alla Giunta regionale la “Stigmatizzazione dei gravissimi episodi di violenza verificatisi a Bologna e in Val di Susa contro le Forze dell’Ordine, condanna del manifesto denigratorio comparso a Perugia e piena solidarietà alle donne e agli uomini in divisa”, presentata da Eleonora Pace (FdI) come prima firmataria e sottoscritta da tutti i consiglieri di opposizione Paola Agabiti, Matteo Giambartolomei (FdI), Nilo Arcudi (Tp-Uc), Donatella Tesei, Enrico Melasecche (Lega), Laura Pernazza, Andrea Romizi (FI).
Con questo atto i consiglieri di minoranza chiedevano, nello specifico, all’Esecutivo regionale di “esprimere la più ferma e totale condanna per gli atti di violenza, i disordini e le aggressioni perpetrate dai facinorosi ai danni delle Forze dell'Ordine in occasione dei fatti di Bologna e in Val di Susa; esprimere sincera e incondizionata solidarietà a tutti gli agenti e i militari rimasti feriti, augurando loro una pronta guarigione, e rinnova la propria gratitudine a tutte le Donne e gli Uomini delle Forze di Polizia per il costante lavoro svolto a difesa della sicurezza pubblica e della democrazia”. Inoltre chiedevano l’impegno da parte della Presidente della Giunta e dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria a “trasmettere ufficialmente il presente atto al Ministero dell’Interno, ai Comandi Regionali e Provinciali delle Forze dell’Ordine e ai rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali di Polizia, quale segnale tangibile di vicinanza delle Istituzioni umbre”.
Illustrando l’atto in Aula, Pace ha ricordato che “questo è un atto che ho tentato senza successo di iscrivere con urgenza all'ordine del giorno della scorsa seduta. Auspico che sia questa invece la sede che ci porti ad arrivare ad un atto unanime, congiunto e condiviso e che sgomberi finalmente il campo da ambiguità, per far capire da che parte stiamo. Nel dispositivo della mozione non c’è nulla di strumentale, nulla fatto ad arte per mettere in difficoltà qualcun altro. Serve semplicemente ad esprimere in maniera unanime e condivisa la condanna per gli attacchi subiti dalle nostre forze dell'ordine, esprimendogli massima solidarietà e sostegno”. DMB/