“Autorizzazioni sociosanitarie, da presidente Proietti solo risposte evasive e le pratiche rimangono bloccate”
Nota di Matteo Giambartolomei (FDI) a margine della trattazione della sua interrogazione
(Acs) Perugia, 10 settembre 2026 – “Una risposta evasiva e tutt’altro che chiarificatrice. La presidente Stefania Proietti ha richiamato norme, procedure e strumenti di programmazione, senza fornire alcun dato sulle istanze inevase, spiegazioni convincenti sui ritardi né una data per sbloccare autorizzazioni che, secondo il regolamento regionale, dovrebbero essere definite entro 45 giorni”. È quanto dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Matteo Giambartolomei, dopo la risposta della presidente della Regione alla sua interrogazione sulle autorizzazioni per la realizzazione di strutture sociosanitarie.
“Bisogna riconoscere a questa Giunta una particolare abilità nello schivare le domande – osserva Giambartolomei –. Proietti si è messa ancora una volta in cattedra, proponendo una lunga lezione su norme e procedure già richiamate nella mia interrogazione, ma ha evitato il cuore del problema. Il regolamento parla chiaro: in assenza di una programmazione complessiva, la verifica di compatibilità deve essere rilasciata dalla Giunta entro 45 giorni. Alcune pratiche, invece, sarebbero ferme da quasi due anni, oltre dieci volte il termine previsto”.
“Non sappiamo quante siano le domande giacenti – continua il consigliere di FdI -, da quanto tempo attendano una decisione e perché, nelle more dell’approvazione della programmazione complessiva, non si proceda attraverso gli strumenti previsti dal regolamento. Non è stata indicata neppure una data per l’approvazione del nuovo strumento di programmazione. Che gli uffici monitorino le pratiche è il minimo: la ricognizione non può diventare un alibi per rinviare indefinitamente le decisioni. Monitorare non significa decidere e annunciare programmi futuri non risolve il problema di chi aspetta da quasi due anni”.
“Altro che risposte puntuali – prosegue –. Invito chiunque sia interessato ad ascoltare l’intervento della Presidente e a verificare a quale dei tre quesiti contenuti nell’interrogazione sia stata data una risposta precisa. Al termine della sua lunga esposizione restano sconosciuti il numero delle pratiche ferme, le ragioni dei ritardi e soprattutto quando questa situazione verrà finalmente sbloccata”.
Secondo Giambartolomei, “le conseguenze dello stallo ricadono direttamente sui servizi destinati alle persone più fragili. Non stiamo parlando di questioni marginali, ma di strutture, anche con posti letto, residenziali o diurne, che operano in settori delicatissimi come la disabilità, la salute mentale e le dipendenze. Servizi dei quali i territori, le persone fragili e le loro famiglie hanno un bisogno concreto e immediato”.
“Il silenzio della Presidente sui punti decisivi è già una risposta – conclude Giambartolomei –: questa Giunta dimostra ancora una volta di non saper governare le complesse esigenze del sistema sanitario e sociosanitario, che richiedono competenza, capacità decisionale e rapidità d’intervento. Qualità che, anche in questa vicenda, sono evidentemente mancate”. RED/as