Regione Umbria - Assemblea legislativa


QT 5 - “Presunta illegittimità del blocco delle autorizzazioni sociosanitarie e mancanza degli atti di programmazione dei fabbisogni”

In sintesi

Interrogazione di Matteo Giambartolomei (FdI), la presidente Proietti risponde: “Le istanze sono oggetto di costante ricognizione da parte degli Uffici e saranno inserite in un piano organico di programmazione. Piena legittimità dell'operato della Regione Umbria, che per la prima volta sta seguendo una pianificazione dei fabbisogni”

(Acs) Perugia, 10 settembre 2026 - L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha discusso oggi l’interrogazione a risposta immediata riguardante la “presunta illegittimità del blocco delle autorizzazioni sociosanitarie e mancanza degli atti di programmazione dei fabbisogni”, con cui il consigliere Matteo Giambartolomei (FdI) chiedeva di sapere “quali siano i dati analitici e aggiornati relativi alle istanze di autorizzazione alla realizzazione attualmente giacenti presso la Direzione Regionale Salute, con specifica indicazione della data di presentazione di ciascuna domanda; quali siano i motivi ostativi che impediscono alla Giunta di ottemperare al dettato del Regolamento regionale n. 9/2023, determinando un prolungato e presunto illegittimo blocco del rilascio delle autorizzazioni socio-sanitarie; quali siano i tempi previsti per l'adozione definitiva del nuovo atto di programmazione dei fabbisogni per tutte le tipologie di strutture socio-sanitarie regionali, ponendo fine a una paralisi che lede il diritto alla salute dei cittadini umbri.  Le autorizzazioni sanitarie, sia alla realizzazione che al funzionamento – ha ricordato Giambartolomei in Aula - costituiscono strumenti fondamentali e imprescindibili per la programmazione, il monitoraggio e la regolazione dell’intera rete delle strutture sanitarie e socio-sanitarie, a tutela della salute pubblica. Tale regime autorizzatorio si applica rigorosamente anche alle strutture che erogano prestazioni esclusivamente in regime privato (non accreditate e non convenzionate con il Servizio sanitario regionale), in quanto l'esercizio della medicina e dell'assistenza, per la sua intrinseca delicatezza, non può essere deregolamentato o assimilato a un mercato privo di tutele. Le strutture private non convenzionate, pertanto, non operano in un regime di assoluto libero mercato, ricadendo nella primaria funzione programmatoria della Regione. Tale principio è sancito chiaramente dalla consolidata giurisprudenza del Consiglio di Stato. Risulta al sottoscritto che innumerevoli richieste di autorizzazione alla realizzazione di nuove strutture sociosanitarie giacciono inevase presso gli uffici della Direzione regionale Salute; alcune sono ferme ormai da quasi 2 anni, ovvero sin dall’insediamento della Giunta Proietti, privando il territorio di risposte assistenziali importanti. Ad oggi si registra la totale assenza di un aggiornato atto di programmazione regionale per le strutture socio-sanitarie (con particolare riferimento all'area delle disabilità, della psichiatria e delle dipendenze). L’unico strumento attualmente vigente resta la delibera di programmazione per le strutture per anziani non autosufficienti approvata dalla precedente Giunta Tesei. Il Regolamento regionale n. 9/2023, anch'esso frutto della riforma del comparto attuata dalla precedente amministrazione regionale, dispone testualmente che “qualora i fabbisogni complessivi non siano stati definiti, la verifica di compatibilità [ai fini dell’autorizzazione alla realizzazione] è rilasciata con atto della Giunta regionale”, fissando in 45 giorni il termine perentorio per l'adozione del provvedimento. La persistente inerzia amministrativa potrebbe configurare, di fatto, un illegittimo blocco delle autorizzazioni socio-sanitarie nel territorio umbro. Tale stallo rischia di favorire unicamente gli operatori privati già consolidati e operanti nelle aree geografiche strutturalmente più redditizie, penalizzando fortemente le comunità delle aree interne e depotenziando i servizi essenziali a minore remunerazione, che restano tuttavia primari e indispensabili per la cittadinanza”.

La presidente della Giunta, Stefania Proietti, ha risposto: “La norma di riferimento del 1992 prevede tre passi: l’autorizzazione necessaria per l’autorizzazione delle strutture e l’esercizio dell’attività; l’accreditamento necessario per operare per conto del servizio sanitario regionale; la stipula di accordi contrattuali con le Asl. L’autorizzazione alla realizzazione risponde a ragioni di tutela della salute in coerenza con il principio di tutela della concorrenza è inserita nell’ambito della programmazione regionale, che a questo ente manca da sempre nell’ambito della tematica socio assistenziale. Deve essere dunque individuato l’effettivo fabbisogno e mappata la presenza di strutture già presenti, tutti dati che noi non abbiamo trovato e abbiamo dovuto ricavare con una fatica enorme. Per la prima volta nella storia recente questa Giunta regionale sta dando attuazione all’obbligo di programmazione dei servizi sociosanitari previsto dalla normativa vigente. Ricordo che neppure il Piano sanitario del 2009 conteneva una programmazione sociosanitaria. 

Gli Uffici regionali stanno procedendo ad una complessiva valutazione tecnica della possibile localizzazione e dimensionamento delle strutture per dare seguito al regolamento regionale e contemperare i servizi già offerti con le nuove richieste, al fine di garantire la migliore risposta di salute possibile. Le istanze di autorizzazione alla realizzazione di nuove strutture attualmente giacenti presso la Direzione Salute sono oggetto di costante ricognizione da parte degli Uffici e saranno inserite in un piano organico di programmazione. C’è la piena legittimità dell'operato della Regione Umbria, che per la prima volta sta seguendo una pianificazione dei fabbisogni”. 

Matteo Giambartolomei ha risposto: “Mi complimento per la maestria nello schivare le domande. Tre minuti vengono ritenuti pochi per rispondere puntualmente ma nessuno dei tre quesiti dell’interrogazione ha ricevuto risposta. Non è chiaro quante sono le domande inevase e da quanto tempo. Non è stato spiegato perché non si provveda con delibere di Giunta. Anche oggi abbiamo avuto risposte evasive”. MP


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