Regione Umbria - Assemblea legislativa


“Anziani non autosufficienti, dopo sette mesi dalla mia interrogazione i dati restano drammatici. Oltre 1.500 persone ancora in lista d'attesa, non c'è più tempo da perdere"

In sintesi

Nota di Nilo Arcudi (Tp-Uc)

(Acs) Perugia, 4 settembre 2026 - "Lo scorso 5 febbraio avevo portato in Assemblea legislativa regionale una questione che considero fondamentale per la nostra comunità: la presa in carico degli anziani non autosufficienti e la grave carenza di posti letto convenzionati nelle strutture residenziali. A distanza di sette mesi, purtroppo, la situazione non è cambiata. Oltre 1.500 anziani risultano ancora in lista d'attesa per l'accesso all'assistenza residenziale, mentre il problema della mancata attivazione e contrattualizzazione di posti già presenti nelle strutture accreditate continua a pesare sulle famiglie e sui caregiver": lo afferma il consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc).

 

"Quando presentai la mia interrogazione - spiega Arcudi - la presidente Proietti comunicò che, al 31 gennaio 2026, le persone in lista d'attesa erano 1.519, a fronte di 1.588 posti convenzionati. Definii allora quel dato preoccupante. Oggi, dopo sette mesi, siamo ancora agli stessi numeri: il problema non è stato risolto, e con una popolazione che invecchia sempre più rapidamente il sistema continua a non tenere il passo con i bisogni reali. L'Umbria è una delle regioni con il più alto indice di vecchiaia e la domanda di assistenza è destinata a crescere. Non possiamo continuare a rincorrere l'emergenza con annunci e ricognizioni. Dietro i numeri ci sono persone anziane, spesso non autosufficienti, e famiglie lasciate sole a sostenere costi che arrivano a diverse migliaia di euro al mese. Il punto resta quello che avevo sollevato a febbraio: esistono strutture accreditate e posti potenzialmente disponibili, ma non vengono messi a disposizione attraverso le necessarie convenzioni con le Aziende sanitarie".

 

"Nel Question time - ricorda Arcudi - la Presidente della Giunta aveva annunciato che il nuovo Piano Socio-Sanitario prevede il raddoppio dei posti nelle strutture residenziali e semi-residenziali. È un obiettivo importante, ma non può diventare l'ennesima promessa rinviata: già allora dicevo che non potevamo aspettare mesi per un'emergenza già in corso, e oggi lo confermo ancora di più. Serve un intervento immediato: risorse certe, tempi definiti, e soprattutto i posti attivati. Le maggiori risorse che arrivano dalle scelte fiscali regionali devono tradursi in servizi concreti, a partire da chi è più fragile".

 

"Non è un capitolo della programmazione sanitaria - conclude - è la vita reale di migliaia di famiglie umbre che da sette mesi aspettano una risposta. Adesso servono fatti". RED/PG


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