Nuovo ospedale di Terni, il più grande investimento pubblico della legislatura meriterebbe un confronto sui fatti, non polemiche senza dati"
Nota di Luca Simonetti (capogruppo M5S)
(Acs) Perugia, 31 luglio 2026 - “Stiamo alzando l'asticella perché vogliamo che il nuovo ospedale di Terni diventi uno dei poli sanitari più moderni e attrattivi del Centro Italia. Solo puntando all'eccellenza potremo restituire prospettive a una comunità che per troppo tempo è stata abituata ad accontentarsi dei rattoppi e delle briciole”, così il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Luca Simonetti.
“Quando siamo arrivati in Regione – aggiunge - non abbiamo trovato alcun progetto. Oggi, invece, esiste un Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali, un percorso amministrativo definito, un cronoprogramma e risorse già individuate per avviare la progettazione. Non siamo più nella stagione degli annunci: da oggi esiste un percorso istituzionale scandito da passaggi obbligati e tempi realistici che porterà alla scelta definitiva del sito, alla progettazione e alla realizzazione del nuovo ospedale. È un percorso ormai tracciato, sul quale non si può più tornare indietro”.
“La Regione ha già individuato circa 50 milioni di euro per la progettazione e le attività preliminari. L'investimento complessivo, a seconda dell'alternativa che sarà scelta al termine della fase di dibattito con partecipazione aperta – spiega Simonetti - supera i 500 milioni di euro. Si tratta del più importante investimento pubblico programmato dalla Regione Umbria in questa legislatura per il territorio ternano”.
“Il documento non individua ancora il sito definitivo. Attraverso una valutazione tecnica costruita su tre macrocriteri e venti subcriteri seleziona le tre alternative migliori – Sabbione, Campitello e Colle Obito – che – osserva il capogruppo pentastellato - saranno ora sottoposte al confronto pubblico previsto dalla legge prima della decisione finale”.
“In queste ore, però, alcune forze politiche – commenta Simonetti - stanno alimentando polemiche che non trovano riscontro nei dati. Il lavoro svolto non si limita a confrontare tre aree, ma valuta ogni alternativa sotto tutti i principali aspetti: organizzazione sanitaria, costi di realizzazione e di gestione, tempi, accessibilità, mobilità, viabilità, aspetti urbanistici, geologici, idrogeologici, sismici, ambientali e possibilità di sviluppo futuro. La graduatoria nasce da questo lavoro tecnico, non da valutazioni arbitrarie”.
“Uno degli elementi più importanti – continua il capogruppo del M5S - riguarda il bacino di utenza. Il DOCFAP confronta le diverse localizzazioni anche attraverso lo studio delle isocrone di percorrenza, dimostrando come anche uno spostamento di pochi chilometri possa modificare in maniera significativa il bacino di utenza e l'accessibilità del nuovo ospedale. Nelle ipotesi meglio classificate il bacino arriva quasi a raddoppiare, rafforzando il ruolo del nuovo ospedale come punto di riferimento per la sanità dell'Italia centrale e rendendolo molto più attrattivo anche per medici, ricercatori e professionisti sanitari che oggi troppo spesso scelgono altre realtà”.
“Anche sul piano ambientale – continua - è bene attenersi ai fatti. L'attuale ospedale di Colle Obito è già collocato a ridosso del polo siderurgico di Terni e dell'area industriale di Maratta. Tra le valutazioni effettuate rientrano anche quelle sulla qualità ambientale delle diverse localizzazioni e, nel caso di Sabbione, l'area individuata risulta esterna alla zona di ricaduta delle emissioni dell'inceneritore. Sono proprio queste analisi tecniche, insieme a quelle idrogeologiche, sismiche e urbanistiche, ad aver contribuito alla graduatoria finale”.
“Vale infine la pena ricordare – continua la nota del capogruppo pentastellato - che il Sindaco di Terni aveva annunciato la presentazione di una propria proposta progettuale entro febbraio dello scorso anno, sostenendo che il nuovo ospedale sarebbe stato realizzabile con 150 milioni di euro. Quella proposta non è mai arrivata. Oggi, invece, esiste un percorso concreto, una procedura definita dalla legge, risorse già stanziate per la progettazione e un investimento complessivo superiore ai 500 milioni di euro”.
“Le opinioni sono sempre legittime – conclude Simonetti -. Ma quando la Regione mette in campo il più importante investimento della legislatura per Terni, il confronto politico dovrebbe partire dai fatti, dai numeri e dalle analisi tecniche, non da ricostruzioni prive di fondamento. Dopo anni di immobilismo, il nuovo ospedale ha finalmente un percorso concreto, strutturato e definito che accompagnerà il territorio fino alla realizzazione di un'infrastruttura all'altezza delle sfide dei prossimi decenni”. RED/as