Regione Umbria - Assemblea legislativa


Assestamento del bilancio di previsione della Regione Umbria per il triennio 2026-2028

In sintesi

L’Assemblea legislativa inizia l’esame del disegno di legge della Giunta regionale con le relazioni di maggioranza e minoranza di Filipponi (PD) e Pernazza (FI). Subito dopo ci sarà una discussione congiunta con il Rendiconto 2025, per poi votare i due atti in maniera separata

(Acs) Perugia, 30 luglio 2026 – L’Assemblea legislativa ha iniziato l’esame dell’Assestamento del bilancio di previsione della Regione Umbria per il triennio 2026-2028, proposto dalla Giunta regionale. Alle relazioni di maggioranza e di minoranza, rispettivamente di Francesco Filipponi (Pd) e Laura Penazza (FI), seguirà la discussione congiunta dell’Assestamento 2026-2028 con il Rendiconto 2025, che è stato illustrato in precedenza. Subito dopo si passerà alla votazione separata dei due atti

 

L’Assestamento del bilancio di previsione della Regione Umbria per il triennio 2026-2027-2028 prevede per la sanità un incremento di 2 milioni di euro nello stanziamento 2026 e 2027 del Fondo regionale per la non autosufficienza destinato alle gravi disabilità; incremento di euro 323.188 nel 2026 e di euro 300.000 in ciascuna delle annualità 2027 e 2028 per gli indennizzi ai soggetti danneggiati da complicazioni irreversibili a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e emoderivati di cui alla legge 210/1992; finanziamento degli oneri relativi all’assunzione di quattro professori universitari di alto profilo accademico per garantire l’accreditamento di alcune scuole di specializzazione di area medica. La Regione, ai sensi della legge n. 240/2010, sostiene tali oneri a favore dell’Università di Perugia con un impegno finanziario complessivo di euro 7.503.592,87 ripartito negli anni 2026-2041. La spesa autorizzata per il triennio 2026-2028 all’articolo 17 del presente DDL è di euro 53.535,85 nel 2026, euro 329.245,49 nel 227 e euro 341.010,32 nel 2028; incremento di euro 1 milione delle risorse regionali destinate nell’esercizio 2026 al sostegno della natalità (bonus bebè).

 

Per la casa è previsto il rifinanziamento dei contributi regionali all’acquisto della prima casa a favore di particolari categorie sociali con uno stanziamento di 1 milione di euro nell’esercizio 2027; rifinanziamento dei progetti di cooperazione allo sviluppo con uno stanziamento di euro 190.000 in ciascuna delle annualità 2026-2028; 20 milioni sono previsti per l’housing sociale e l’edilizia residenziale pubblica.

 

Per il diritto allo studio: confermati stanziamenti 28 milioni di euro per gli universitari con piena copertura delle borse di studio, assegni di ricerca (3,8 milioni) non solo per gli atenei ma anche per l’alta formazione sia artistica che musicale, con i conservatori; mense con accesso garantito a tutti; incremento degli stanziamenti relativi agli abbonamenti per studenti universitari di euro 1,414 milioni nel 2027 e di euro 1,568 nel 2028 per rinnovo e ampliamento del contratto di servizio; incremento di euro 500.000 nel 2026 del Fondo regionale per il sistema di educazione e istruzione per l’infanzia fino a 6 anni di età.

 

Per la sostenibilità: interventi per attenuare e ridurre gli effetti della crisi idrica del Lago Trasimeno; vengono finanziati per complessivi euro 530.000 nel 2026 e 360.000 in ciascuno degli anni 2027 e 2028 interventi di manutenzione ordinaria delle sponde del Lago e monitoraggio e gestione dei costi di adduzione da fonti di approvvigionamento idrico; euro 150.000 nel 2026 e 2.000.000 nel 2027 per interventi di manutenzione straordinaria volti alla salvaguardia del demanio lacuale; viene inoltre finanziata per euro 25.000 nel 2026 l’attività in via sperimentale del servizio di sicurezza e presidio del Lago Trasimeno nei giorni di maggiore afflusso dei mesi estivi, da parte dei Vigili del fuoco; viene disposta anche per l’anno 2026 la riduzione del 50% dei canoni lacuali per le attività economiche con scopo di lucro e del 20% per le attività economiche svolte da enti e associazioni senza scopo di lucro, con una spesa complessiva a carico del bilancio regionale di circa euro 147.500. Risorse per 4,2 milioni sono destinate alla copertura del rischio idrogeologico e pronto intervento, con ulteriori risorse per investimenti nei servizi idraulici. 270.000 euro in più destinati alla lotta agli incendi boschivi e altri 350mila per indennizzi da fauna selvatica.

 

Per la mobilità: sul Trasporto Pubblico locale incremento di euro 754.895 nel 2026, euro 1.345.573,81 nel 2027 e euro 292.522,10 nel 2028 delle risorse regionali destinate al finanziamento dei contratti di servizio di TPL, per far fronte all’incremento del tasso di inflazione registrato dall’inizio del 2026; finanziamento di euro 350.000 nel 2026 per l’attivazione di servizi di navigazione del Lago Trasimeno a basso pescaggio; incremento di euro 500.000 in ciascuno degli esercizi 2026-2028 per il contributo regionale ai costi di manutenzione del Minimetrò nel Comune di Perugia; rifinanziamento di euro 5.000.000 nel 2028 del contributo regionale a sostegno delle rotte dell’Aeroporto regionale “San Francesco di Assisi”.

 

Per lo sviluppo e il lavoro: 11 milioni gli incentivi a nuove assunzioni o stabilizzazioni, 12 milioni per la riduzione del gap di genere. In totale 112 milioni di euro per il sostegno alle imprese, la ricerca, l’innovazione e la competitività. 90 milioni e risorse ulteriori sono destinati alle aziende agricole.

 

Per la Cultura: finanziamento di euro 80.000,00 in ciascuno degli esercizi 2026-2028 per gli interventi autorizzati all’articolo 18 del presente Disegno di legge di modifica e integrazione della legge regionale 8/2026; incremento di euro 350.000 nel 2027 del contributo alla Fondazione Umbria Jazz; incremento di euro 150.000 in ciascuno degli esercizi 2026-2028 del contributo ordinario al Teatro Stabile dell’Umbria; finanziamento di euro 80.000 in ciascuno degli esercizi 2026 e 2027 per la partecipazione della Regione al Festival KUM, autorizzato all’articolo 27 del presente DDL.

 

Sono previsti fondi gestiti da Sviluppumbria per le attività delegate su promozione turistica, aumento di capitale Sase, valorizzazione del patrimonio e efficientazione degli edifici di proprietà. Affidate invece alla gestione degli enti locali le risorse per realizzare o portare a termine opere viarie e sulle infrastrutture.

 

RELATORI

Per il relatore di maggioranza, Francesco Filipponi (Pd) “questo è un bilancio di diritti perché è un bilancio che riguarda soprattutto i bisogni, le necessità, i diritti degli ultimi e delle persone che sono più in difficoltà e di chi non ce la fa. Un bilancio di straordinaria attenzione, di visione, di straordinarie opportunità di crescita. Questo assestamento dimostra come una gestione finanziaria rigorosa possa diventare uno strumento di politica pubblica. Il miglioramento degli equilibri di bilancio non rimane confinato nei documenti contabili, ma viene trasformato in investimenti, servizi e opportunità per i cittadini. È questa la cifra della manovra: un bilancio che rafforza i conti della Regione e, allo stesso tempo, rafforza i diritti delle persone, sostenendo salute, welfare, mobilità, casa, studio, lavoro, sviluppo economico e tutela dell’ambiente. Una programmazione che interpreta pienamente il principio costituzionale del buon andamento dell’amministrazione, traducendolo in risultati concreti per l’intera comunità umbra. Il rendiconto 2025 fotografa un significativo miglioramento della situazione finanziaria della Regione. Il disavanzo finanziario si riduce a poco più di 6,2 milioni di euro: in un solo esercizio il disavanzo si riduce di oltre 37 milioni di euro, dimostrando una gestione finanziaria prudente, efficace e capace di rafforzare progressivamente gli equilibri del bilancio regionale. La riduzione del disavanzo e il rafforzamento della capacità di programmazione consentono alla Regione di destinare nuove risorse ai servizi essenziali, agli investimenti e alle politiche di sviluppo, trasformando la solidità del bilancio in strumenti concreti di tutela dei diritti e di crescita del territorio. Un secondo elemento qualificante riguarda l’impostazione prudenziale adottata nella costruzione della manovra. Pur in presenza di stime ministeriali che prevedono un incremento del gettito tributario regionale derivante da IRAP e addizionale IRPEF, la Regione sceglie di aggiornare le previsioni in misura più contenuta, tenendo conto dell’incertezza del quadro macroeconomico internazionale e dei possibili riflessi negativi sull’economia reale. Un altro aspetto centrale dell’assestamento riguarda la politica degli investimenti. La manovra sceglie di accelerare gli investimenti pubblici proprio nella fase in cui si avvicina il progressivo esaurimento delle risorse del Pnrr e di alcuni contributi statali. Per questo motivo la Regione programma nuovi investimenti strategici, privilegiando, ove possibile, l’utilizzo delle risorse accantonate e razionalizzando il ricorso al debito. Si evidenzia chiaramente come l’accantonamento al Fondo obiettivi di finanza pubblica venga destinato prioritariamente al finanziamento degli investimenti, consentendo negli esercizi successivi di limitare il ricorso a nuovo indebitamento. Le maggiori risorse disponibili vengono poi orientate verso priorità molto concrete. Particolare attenzione viene riservata alle politiche socio-sanitarie, con il rafforzamento del Fondo regionale per la non autosufficienza (2 milioni sia per il 2026 che per il 2027), finanziando gli extra Lea, sostenendo l’edilizia sanitaria, il reclutamento dei docenti delle scuole di specializzazione medica e nuovi interventi a favore delle famiglie, della natalità e dei pazienti oncologici. La manovra rafforza il sistema di protezione sociale attraverso interventi per la vita indipendente, il sostegno alle famiglie numerose, il contrasto alle dipendenze e all’usura, l’invecchiamento attivo e il potenziamento dei servizi educativi per la prima infanzia. Particolare attenzione viene dedicata anche al diritto alla mobilità. L’assestamento finanzia agevolazioni tariffarie per studenti delle scuole secondarie e universitari, sostiene il trasporto pubblico locale, investe sull’aeroporto regionale, sulla manutenzione della rete stradale, sulla sicurezza di ponti e viadotti e sull’eliminazione delle barriere architettoniche. La sostenibilità ambientale costituisce un’altra delle priorità della manovra. Accanto agli importanti interventi per il Lago Trasimeno, vengono finanziate opere contro il rischio idrogeologico, il Piano di tutela delle acque, la prevenzione degli incendi boschivi, le comunità energetiche, la tutela della fauna, la gestione delle aree protette e la transizione ecologica delle imprese. Non meno significativa è la scelta di incrementare le risorse per agricoltura, turismo, cultura, sostegno alle imprese e manutenzione del patrimonio pubblico. Accanto alla descrizione generale degli investimenti, la manovra presenta una serie di interventi particolarmente significativi, che rafforzano la strategia regionale di manutenzione del territorio, sostegno sociale, sviluppo economico e tutela ambientale. Come gli incrementi per gli indennizzi ai soggetti danneggiati da emotrasfusioni: 323mila euro 2026, 300mila nel 2027 e nel 2028; assunzione di 4 professionisti universitari: 53mila euro nel 2026, 329mila nel 2027 e 341mila nel 2028; risorse per parrucche per pazienti oncologici: 80mila euro all’anno per il triennio 2026-2028; un milione di euro per il 2026 per il bonus bebè; un milione di euro per il 2027 per contributi per acquisto della prima casa per categorie sociali fragili; incremento di 500mila euro nel 2026 per rafforzare i servizi educativi per la prima infanzia; 350mila euro nel 2026 per indennizzi agli allevatori per i danni fauna selvatica alla zootecnica; 350mila euro all’anno per il triennio 2026-2028 per potenziare la digitalizzazione agricola; 150mila euro nel 2026 per prevenzione e gestione incendi; 42mila euro per i Giovani Agricoltori; 600mila euro nel 2026 per le spese rinnovo contratto personale Afor; 30mila euro nel 2026 per la programmazione ittica; 325mila euro nel 2026 per le funzioni associate dei Comuni; 180mila euro nel 2026 per la riduzione dei canoni lacuali; 70mila euro nel 2026 per il sostegno alle attività cinematografiche e audiovisive; 50mila euro all’anno per il 2026 e per il 2027 per la promozione della pratica sportiva; per gli abbonamenti degli studenti universitari sono previsti un milione 414mila euro nel 2027 e un milione e mezzo nel 2028; 150mila euro all’anno per il triennio 2026-2028 per il disegno di legge sulla Polizia Locale; 40mila euro nel 206 per indennità per commercianti/imprese del Ponte di Montemolino per compensare le perdite dovute alla chiusura del ponte; 200mila euro nel 2026, 765mila nel 2027, un milione 465mila nel 2028, per rafforzare la digitalizzazione dei servizi pubblici; per gli interventi su ponti e viadotti 600mila euro nel 2027, 800mila nel 2028, 300mila nel 2029 e 300mila nel 2030, per un totale di 2milioni di euro destinati alla manutenzione straordinaria e al monitoraggio strutturale; 850mila euro nel 2026 per l’acquisizione di nuovi spazi nel complesso Broletto, finalizzati alla razionalizzazione degli uffici regionali e alla creazione di nuovi servizi culturali; per i contributi ai Comuni per l’eliminazione delle barriere architettoniche sono previsti un milione di euro all’anno nel 2027 e nel 2028. 

 

Per il relatore di minoranza, Laura Pernazza (FI) “avete preso i soldi degli umbri in nome della sanità, e la sanità peggiora ogni giorno, a danno degli umbri. Questo è il motivo principale per cui il nostro voto sarà contrario. Un anno fa avete difeso il più grande aumento delle tasse nella storia dell’Umbria con una parola sola: sanità. Noi vi avevamo chiesto di ritirarla. Non lo avete fatto e oggi gli umbri pagano centinaia di milioni di tasse in più. In questo assestamento le risorse ci sono, ma alla sanità di quei soldi non arriva un euro. L'unico aumento del Fondo sanitario viene dallo Stato, ed è già mangiato dalla mobilità passiva che sotto la vostra gestione è peggiorata. Risorse regionali aggiuntive per la sanità: praticamente zero. Siamo perplessi sul metodo di questo assestamento, che è anche trasparenza. Un atto da 150 milioni portato in Aula di corsa, con tempi di esame compressi. Fondato su una nota del Mef che non era nemmeno tra gli allegati trasmessi alla commissione. E con un passaggio in Commissione in cui l’Assessore, alle nostre domande, ha opposto più silenzi che risposte. I numeri valgono meno di quello che dicono: sbandierate 153 milioni di nuove entrate. Ma nel 2026 il 93%, 142 milioni, è la reiscrizione di fondi statali ed europei già assegnati e non spesi: partite tecniche, non scelte vostre. E i 95 milioni della gara del Tpl erano già in bilancio: il nuovo sono 2 milioni e 4 per il blocco delle tariffe. La sanità è il dato peggiore di tutti. L’incremento del Fondo sanitario è di 24 milioni: ma arriva dal riparto nazionale. Il saldo della mobilità interregionale peggiora da 36 a 55 milioni: 19 milioni in più che l’Umbria versa alle altre regioni per curare altrove i propri cittadini. Risultato: dei 24 milioni ne restano disponibili 4,8. Lo Stato mette 24, la mobilità passiva ne mangia 19. In questo assestamento non c’è un euro di risorse regionali aggiuntive per la sanità. Né una misura per fermare la fuga dei pazienti fuori regione. E per l’ospedale di Terni non c’è nulla. Intanto, nelle conferenze stampa, comunicate la percentuale che vi conviene sulle liste d’attesa e tacete il numero dei cittadini in lista; e le nostre richieste di avere un numero chiaro restano senza risposta. Però nell’assestamento ci sono 220mila euro in più per le attività di comunicazione. I soldi per comunicare aumentano, i dati da comunicare a quest’Aula non arrivano mai. Le liste le comunicate a percentuali selezionate, la mobilità passiva peggiora, e risorse regionali per la sanità non ce ne sono. Le imprese pagano di più, ricevono zero. Dal primo gennaio le imprese umbre pagano l’Irap maggiorata, decisa da voi. In cambio, in questo assestamento, di risorse regionali per il sistema produttivo non ce n’è: le uniche poste autonome della missione sviluppo economico vanno all’aeroporto e alle partecipazioni societarie. L’unico sostegno settoriale è un milione e mezzo all’agricoltura. Per l’industria, l’artigianato, il commercio non una misura, non un bando, non un euro. La vostra relazione fonda le entrate sulla nota del Mef, che dice che il gettito delle vostre manovre su Irap e Irpef corre più alto del previsto: risulta un prelievo che supera di circa 20 milioni l’anno quanto avevate dichiarato approvando la manovra. E l’assestamento lo conferma iscrivendo altri 6 milioni quest’anno e 10 dal 2027, ammettendo di iscriverne ‘in misura inferiore alle stime Mef’. Un anno fa la promessa fu messa per iscritto, e ripetuta in quest’Aula. Il  fondo taglia tasse promesso dall’assessore Bori non c’è, la revisione della spesa nemmeno. Per questo abbiamo depositato un ordine del giorno che impegna la Giunta a istituire il fondo  e a destinarvi tutto l’extragettito delle manovre fiscali, per restituirlo in riduzione della pressione fiscale, a partire dai redditi medio-bassi e dall’Irap dei giovani. Se è vero che il taglia-tasse lo volete, votatelo. Con questo assestamento l’autorizzazione a contrarre mutui sale a 101 milioni nel triennio, 42 in più di quanto autorizzato a dicembre, e sommando il debito già autorizzato e non ancora contratto l’ipoteca complessiva supera i 107 milioni. La Corte dei conti, parificando il rendiconto, ha definito il debito autorizzato e non contratto ‘un’ipoteca sulle gestioni a venire’, da monitorare costantemente. Mentre il quadro nazionale è tornato alla prudenza, voi accelerate nella direzione opposta. Chiediamo che questa manovra dica quanto costerà domani. Interessi, piani di ammortamento, il peso lasciato alle prossime legislature. Agli atti, nero su bianco. E dentro quel debito c’è un caso che merita un capitolo a sé: 7 milioni di euro per l’impianto di trattamento meccanico dei rifiuti. Abbiamo chiesto in Commissione a Bori che cosa fosse previsto esattamente: nessuna risposta. Abbiamo atteso la conferenza stampa di De Luca: ancora nulla. L’atto dice che finanziamo un impianto che non ha un luogo, non ha un soggetto attuatore definito, non ha un costo complessivo. La stima è fatta ‘sulla base di progetti analoghi’ e per il quale la spesa degli anni successivi ‘verrà quantificata con la legge di bilancio’. 7 milioni sono l’acconto di un totale che non ci dite. Per le regole tariffarie, i costi non coperti da contributi finiscono nelle bollette. Abbiamo depositato un emendamento: prima di erogare un euro, la Giunta dica alla Commissione dove, chi, quanto costa in tutto, quanto finirà in tariffa e dove andrà il combustibile prodotto. Il debito lo pagheranno tutti gli umbri: ma dove vanno le opere? Nell’articolato si legge: il Broletto a Perugia, il Minimetrò di Perugia, l’aeroporto di Assisi, il Trasimeno. Il triangolo di sempre: quindici milioni con un indirizzo preciso. E il Ternano? Chiediamo un atto di equità: un riequilibrio esplicito per il Ternano e per le aree interne. Un caso di scuola di questo squilibrio è Umbria Jazz. Umbria Jazz è un patrimonio di tutti gli umbri, e nessuno qui ne discute il valore. Discutiamo le vostre scelte. I numeri presentati nella conferenza stampa di chiusura dell’edizione 2026 raccontano un successo senza precedenti: più di 3 milioni di euro di incasso, il 26% in più del precedente record. Un festival in ottima salute. Eppure questo assestamento aggiunge altri 350mila euro per il 2027, senza chiedere nulla in cambio. Quel contributo poteva accompagnarsi a un impegno preciso: l’estensione della manifestazione verso Terni, il ritorno della sua sezione ternana. Per 4 edizioni consecutive, fino al settembre 2024, Umbria Jazz Weekend aveva portato a Terni quattro giorni di musica gratuita nelle piazze. Oggi di quell’appuntamento non c’è traccia. Abbiamo depositato un ordine del giorno che impegna la Giunta a promuovere, d’intesa con la Fondazione Umbria Jazz e con il Comune di Terni, il ritorno stabile della sezione ternana della manifestazione a partire dal 2027. E nel testo ci sono 80mila euro l’anno per portare a Perugia un festival nato altrove dieci anni fa, che lascia le Marche. Il metodo è doppiamente sbagliato. Primo: quest’Aula ha appena approvato il Testo unico della cultura, che disciplina strumenti e procedure per sostenere le attività culturali. E la prima cosa che fate è aggirarlo con una legge ad hoc per una singola manifestazione. Secondo: si trovano risorse per portare a Perugia ciò che a Perugia non c’era, e non si trova una riga per riportare a Terni ciò che a Terni c’era già. Anche su questo abbiamo depositato un ordine del giorno: dal 2027 il sostegno alle manifestazioni culturali torni dentro gli strumenti ordinari del Testo unico, e le risorse vadano prioritariamente a chi lavora già nel nostro territorio. E un’ultima osservazione, da amministratori: due grandi manifestazioni sostenute dalla Regione, Umbria Jazz e il Festival dei Due Mondi di Spoleto, continuano ad accavallarsi nello stesso calendario di luglio, contendendosi pubblico, ricettività e attenzione. Un sistema regionale serio distribuisce la propria offerta culturale nel tempo e nei territori: non la concentra tutta negli stessi giorni e negli stessi luoghi”. DMB/


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