Rendiconto 2025 dell’Amministrazione regionale
In Assemblea legislativa la discussione del disegno di legge proposto dalla Giunta. Le relazioni di maggioranza di Francesco Filipponi (PD) e di minoranza di Paola Agabiti (FdI)
(Acs) Perugia, 30 luglio 2026 – L’Assemblea legislativa ha iniziato la discussione del disegno di legge ‘Rendiconto generale dell’amministrazione regionale per l’esercizio finanziario 2025’, proposto dalla Giunta regionale, con le relazioni di maggioranza e di minoranza, rispettivamente svolte da Francesco Filipponi (Pd) e Paola Agabiti (FdI). Seguirà l’illustrazione dell’Assestamento del Bilancio di previsione della Regione Umbria 2026-2028, per poi procedere ad una discussione congiunta dei due atti.
Il rendiconto generale, predisposto sulla base dei risultati dell’intera attività amministrativa realizzata nell’anno, rappresenta l’ultimo atto del processo iniziato in sede di programmazione. Il Rendiconto generale è composto dal conto del bilancio, dal conto economico e dallo stato patrimoniale. Il risultato di amministrazione alla chiusura dell'esercizio finanziario 2025 è pari a oltre 414 milioni di euro. Il disavanzo finanziario a fine 2025, considerando le quote accantonate e vincolate del risultato di amministrazione, è di circa 6,2 milioni di euro. Il risultato economico dell'esercizio 2025 è di circa 46 milioni di euro.
RELATORI
Illustrando l’atto in Aula, il relatore di maggioranza, Francesco Filipponi (Pd), ha detto che “il Rendiconto 2025 ci consegna l’immagine di una Regione che gestisce con prudenza, trasparenza e responsabilità le proprie risorse. Una Regione che mantiene equilibrio nei conti, che investe, che riduce il debito e che rafforza la propria credibilità istituzionale, nei confronti degli ultimi e dei più deboli. È un risultato che conferma la solidità dell’azione amministrativa e che ci permette di guardare con fiducia alle scelte programmatiche dei prossimi anni. Sul fronte delle entrate, il 2025 si chiude con accertamenti pari a circa 3,4 miliardi di euro. Di questi, 2,5 miliardi sono stati effettivamente riscossi, mentre la parte restante costituisce residui attivi. Il quadro conferma la buona capacità di previsione e di realizzazione delle entrate tributarie, che anche quest’anno superano il 100% dello stanziamento, grazie a stime prudenti e a un’efficace attività di recupero fiscale. Particolarmente significativo è il risultato della tassa automobilistica, che nel 2025 ha registrato il miglior gettito da recupero degli ultimi dieci anni, segno di un’azione amministrativa attenta e costante. Sul versante delle spese, gli impegni complessivi ammontano a circa 3,45 miliardi di euro, con pagamenti pari a 2,4 miliardi. La differenza costituisce residui passivi, che rappresentano obbligazioni già assunte e che troveranno esigibilità negli esercizi successivi. Anche in questo caso, il rispetto dei limiti autorizzatori del bilancio è pieno. La Regione ha impegnato risorse entro i confini stabiliti dal bilancio di previsione e dalle successive variazioni. Un elemento centrale del rendiconto è il risultato di amministrazione, che si attesta a oltre 414 milioni di euro. Questo valore, tuttavia, va letto nella sua composizione: una parte significativa è costituita da fondi accantonati e vincolati, necessari per garantire la copertura dei crediti di dubbia esigibilità, dei contenziosi, delle passività potenziali e dei vincoli derivanti da trasferimenti e da norme statali. Al netto di queste componenti, la parte disponibile risulta negativa per circa 6,2 milioni di euro, importo che corrisponde al debito autorizzato e non ancora contratto. Si tratta quindi di un disavanzo tecnico, che non incide sulla stabilità finanziaria. Il Fondo crediti di dubbia esigibilità supera i 185 milioni. Il fondo contenzioso è pari a oltre 34 milioni. Un elemento di grande rilievo è la cancellazione del Fondo Anticipazioni di Liquidità. È un passaggio importante perché libera il risultato di amministrazione da un vincolo storico, certifica la capacità della Regione di gestire i propri flussi finanziari senza ricorrere a strumenti straordinari e rafforza la credibilità dell’Umbria nei confronti degli organismi di controllo. Politicamente, significa che la Regione non ha più bisogno di anticipazioni per garantire i pagamenti, perché la gestione ordinaria è solida e sostenibile. Il conto economico registra un risultato positivo di oltre 46 milioni, frutto di una gestione che ha saputo contenere i costi, valorizzare i proventi e mantenere equilibrio tra attività e passività. Il patrimonio netto supera i 670 milioni di euro, mentre le immobilizzazioni mostrano una crescita significativa, in particolare per gli investimenti legati alla digitalizzazione, alla sanità territoriale e ai progetti finanziati con fondi europei e Pnrr. È un dato che conferma la solidità della Regione anche nella prospettiva economico-patrimoniale, non solo finanziaria. Un capitolo rilevante riguarda l’indebitamento, che al 31 dicembre 2025 si attesta a circa 343 milioni di euro. Si tratta di un livello di debito basso rispetto alla media nazionale, con una struttura solida e un’elevata quota a tasso fisso. Le operazioni di copertura tramite derivati continuano a produrre effetti positivi, riducendo il tasso medio atteso fino alla scadenza dei prestiti. Anche nel 2025 non è stato contratto nuovo debito. In sostanza, la gestione del bilancio chiude in equilibrio, con 61,9 milioni di euro. Questi elementi concorrono alla valutazione complessiva della Regione da parte delle agenzie di rating. Nel 2025 Standard & Poor’s ha confermato per l’Umbria il rating BBB+ con prospettive stabili, evidenziando la solidità della gestione finanziaria, la capacità di controllo della spesa sanitaria, la liquidità eccezionale e il basso livello di indebitamento. Sono elementi che rafforzano la credibilità della Regione sui mercati e nei confronti degli investitori istituzionali”.
Il relatore di minoranza, Paola Agabiti (FdI), ha detto che “un bilancio in equilibrio rappresenta un punto di partenza, non un punto di arrivo. È proprio sotto questo profilo che questa Amministrazione deve ancora dimostrare di essere all'altezza delle sfide che l'Umbria ha di fronte. Le risorse ci sono: ciò che manca è una chiara capacità di orientarle verso una strategia di sviluppo che renda la nostra Regione più competitiva, più attrattiva e capace di affrontare con fiducia le trasformazioni economiche, sociali e demografiche dei prossimi anni. Non c'erano assolutamente le condizioni per imporre a cittadini e imprese un incremento della pressione fiscale di tale portata. La relazione della Corte dei Conti sul rendiconto 2025 conferma che la Regione si trova in una situazione di buona salute finanziaria, evidenziando come tale condizione non sia una novità dell’ultimo anno, ma il risultato di un equilibrio mantenuto nel tempo. La Corte rileva che nei sette esercizi presi in esame, la situazione di equilibrio finanziario è stata costantemente raggiunta. La Corte dei conti evidenzia che proprio il risultato positivo della gestione 2024 ha consentito di ridurre il disavanzo di quasi 50 milioni di euro, con conseguente definizione dell’ammontare complessivo del debito autorizzato e non contratto a poco più di 6 milioni di euro nel 2025. Occorre fare chiarezza, un’operazione verità, affinché gli umbri possano conoscere come stanno effettivamente le cose. È evidente come questi stralci sconfessano la narrazione sbandierata dalla maggioranza, secondo cui l'Umbria sarebbe stata lasciata dalla precedente Giunta in una situazione finanziaria pessima. Ora è stata attestata in modo incontrovertibile la solidità della gestione del bilancio regionale negli anni di governo del centrodestra: conti in equilibrio, una struttura finanziaria sostenibile e un sistema di gestione riconosciuto come affidabile. Tutto questo mette la parola fine sui presunti buchi di bilancio di cui abbiamo molto sentito fantasticare in questo anno e mezzo, utilizzati solo per giustificare una manovra fiscale lacrime e sangue senza precedenti. Il miglioramento del risultato di amministrazione è stato favorito anche dalla riduzione della parte accantonata, sia per l’azzeramento dei 25 milioni del Fondo Anticipazione di Liquidità per l’intervento del Governo Meloni, sia per la diminuzione di circa 15 milioni del Fondo passività potenziali, giù impostato dalla nostra Giunta. Ma anche per la liberazione di 6 milioni di euro per il Tpl. Effetti positivi sui conti pubblici derivanti da decisioni assunte in precedenza o da accantonamenti già effettuati che nel 2025 hanno concluso il loro iter, e che pertanto non dipendono da scelte operate dall'attuale amministrazione. Anche sulla svalutazione dei fondi versati dalle aziende fornitrici di dispositivi medici, il cosiddetto payback, assistiamo ad una evidente retromarcia che dimostra che ciò che avevamo sempre sostenuto fosse corretto. Questo dimostra come le scelte operate dalla maggioranza nel 2025 sul rendiconto 2024 erano strumentali per alimentare la narrazione di una situazione finanziaria precaria, solo per giustificare l'incremento della pressione fiscale. Inoltre la Regione continua a beneficiare delle politiche di contrasto all'evasione fiscale avviate nel periodo post-pandemico, che dal 2023 stanno producendo importanti recuperi di gettito derivanti da Irpef, Irap e tassa automobilistica. Il giudizio di parifica mette in evidenza che nel 2025 diminuiscono gli impegni di spesa rispetto al 2024 in alcune delle missioni che questa maggioranza continua a valutare come prioritarie: diritti sociali, politiche sociali e famiglia -23%; trasporti e alla mobilità -15%; agricoltura -2,5%; territorio ed edilizia abitativa -17%; ambiente e sviluppo sostenibile -2,6%; turismo -44%, nonostante il rapido consolidamento del settore del turismo avvenuto negli scorsi anni. Con il settore sanitario avete giustificato l’aumento della pressione fiscale. Ma la Corte dei conti dice che ci troviamo di fronte a un pareggio solo apparente: il raggiungimento dell'equilibrio economico non deriva da un miglioramento strutturale della gestione ordinaria, ma da entrate eccezionali che non garantiscono gli equilibri futuri, con un forte incremento della gestione straordinaria passata da 20,7 milioni di euro nel 2024 a 71,5 milioni nel 2025. Nonostante i sacrifici le prestazioni sono in calo, la mobilità sanitaria è fuori controllo, aumenta la spesa per consulenze esterne. Il giudizio di parifica descrive un sistema sanitario in netto peggioramento e pone interrogativi ai quali la Giunta deve dare risposte, anziché continuare ad alimentare una narrazione che i numeri della Corte dei conti smentiscono alla radice. Anche sulle politiche del personale il giudizio è particolarmente severo. Il Rendiconto 2025 dà atto di una realtà ben diversa da quella raccontata in questi mesi dalla maggioranza: una Regione con basi finanziarie solide, costruite nel corso degli anni e fondate sul mantenimento degli equilibri di bilancio per sette esercizi consecutivi. Non avete ereditato una Regione con i conti in rosso, ma sana e perfettamente in grado di affrontare le sfide future. Ed è proprio la vostra azione a determinare un progressivo peggioramento del quadro. Non ci sono meriti da rivendicare per il raggiungimento degli equilibri contabili, dato che quegli equilibri esistevano già. Anzi, le politiche di bilancio da voi adottate sono inefficaci. Ora dovete dimostrare di saper trasformare questa solidità finanziaria in crescita economica, investimenti, servizi efficienti e maggiori opportunità per cittadini e imprese. È su questo terreno che il Governo regionale deve essere giudicato: sulla capacità di utilizzare le risorse disponibili per rafforzare la competitività del sistema produttivo, sostenere le imprese che investono e innovano, migliorare la qualità della sanità pubblica, realizzare infrastrutture strategiche, valorizzare le eccellenze del territorio e creare condizioni favorevoli per attrarre nuovi investimenti e trattenere i giovani in Umbria”. DMB/