Regione Umbria - Assemblea legislativa


“Raddoppio della strada Perugia-Ancona completato in Umbria e Marche”

In sintesi

Nota di Enrico Melasecche (Lega): “Siamo al collaudo dell’ultimo tratto da Valfabbrica a Casacastalda, che abbiamo sbloccato e avviato nella scorsa legislatura”

(Acs) Perugia, 30 luglio 2026 - “Con il completamento del raddoppio a quattro corsie sia del tratto marchigiano della direttrice Perugia-Ancona, che dell’ultimo umbro, Valfabbrica-Casacastalda il cui cantiere è stato sbloccato e avviato dalla precedente Giunta regionale, è ormai prossima la conclusione di un’infrastruttura strategica per l’Umbria, le Marche e l’intero Centro Italia”. Lo dichiara Enrico Melasecche, capogruppo della Lega Umbria ed ex assessore regionale alle Infrastrutture.

“Quello che oggi si avvia a conclusione – sottolinea Melasecche - è il risultato di un intenso lavoro amministrativo e istituzionale sviluppato nel corso della precedente legislatura. La consegna del cantiere all’impresa Donati dell’ultimo tratto umbro avvenne durante il mandato del centrodestra alla guida della Regione Umbria e, da quel momento, abbiamo seguito costantemente l’avanzamento dell’opera, in stretto raccordo con Anas e con il ministero delle Infrastrutture, affrontando e superando le criticità che inevitabilmente accompagnano interventi di tale complessità. Tra i momenti più significativi di quel percorso vi fu, il 1° agosto 2024, l’abbattimento del primo diaframma della galleria Picchiarella, alla presenza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Si trattò di un passaggio di straordinario valore simbolico e tecnico, poiché segnò il raggiungimento di una tappa fondamentale in un’opera attesa da decenni e confermò il rispetto del cronoprogramma che avevamo contribuito a definire insieme ad Anas e al Governo. Mentre il tratto marchigiano è stato completato e anche in Umbria si susseguono gli ultimi collaudi, è doveroso ricordare che le grandi opere non si costruiscono in pochi mesi, ma sono il frutto di anni di coraggio nella definizione degli obiettivi, progettazione, finanziamenti, confronto istituzionale e costante presenza sui cantieri”.

“È con questo metodo – ricorda il consigliere di opposizione - che ho operato nel corso del mio mandato da assessore regionale alle Infrastrutture, imprimendo una decisiva accelerazione anche a questa opera, destinata a migliorare stabilmente la sicurezza della circolazione, dopo i molti incidenti anche gravi che si sono verificati in quel tratto, migliorando la competitività del sistema produttivo e i collegamenti dell’Umbria con il versante adriatico. L’approssimarsi dell’apertura anche del tratto di Valfabbrica dimostra che il lavoro svolto nella scorsa legislatura ha posto basi solide e concrete. Le grandi opere non si realizzano con gli annunci, ma con visione strategica e la necessaria managerialità. È questo il lavoro che abbiamo svolto e del quale oggi l’Umbria vede quest’altro risultato storico, così per la completa ricostruzione della FCU, che ha visto la messa in funzione della metropolitana di superficie Sant’Anna-Ponte San Giovanni, la prossima conclusione dei lavori nel tratto tra Terni e Ponte San Giovanni, oltre alla imminente apertura del cantiere da Città di Castello a Sansepolcro. Altri due importanti cantieri da noi avviati daranno ampie soddisfazioni: la Tre Valli nella tratta Baiano-Firenzuola, oltre alla predisposizione del progetto per il tratto successivo fino ad Acquasparta, come è ormai in fase conclusiva il tratto da Mocaiana al bivio per Pietralunga sulla Pian d’Assino. Dispiace viceversa dover constatare – conclude - il confronto ben triste con altre infrastrutture bloccate da negazionismi assurdi della sinistra, come il nodo di Perugia, nonostante la situazione drammatica che vive quotidianamente la città, ma anche la stazione Media Etruria, oltre alla stazione aeroporto a Collestrada, la Variante Sud-Ovest di Terni e l’ospedale di Terni, ma molte altre ancora, che vedono le attuali amministrazioni a noi subentrate continuare a trincerarsi in modo irresponsabile dietro balbettii, guerre interne al campo largo e veti assurdi, che spingono l’Umbria verso una marginalizzazione per chissà quante generazioni ancora mentre i costi di tali opere riprendono a salire rendendone praticamente impossibile il futuro recupero”. RED/mp


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