Regione Umbria - Assemblea legislativa


“Riattivazione nell’ospedale ‘San Matteo degli Infermi’ di Spoleto del punto nascita e dei servizi h24 chiusi nel 2020 per l’emergenza covid”

In sintesi

In Terza commissione i rappresentanti di alcuni comitati per presentare una petizione popolare sottoscritta da oltre 10mila cittadini. La richiesta di prevedere un ospedale Dea di I livello nel nuovo Piano socio sanitario

(Acs) Perugia, 15 luglio 2026 - “Riattivazione nell’ospedale ‘San Matteo degli Infermi’ di Spoleto del punto nascita, della pediatria, dell’emergenza chirurgica e medica, della rianimazione e dei servizi h24 chiusi nel 2020 e che costituiscono concretamente il Dipartimento emergenza e accettazione di I livello, della cui rete l’ospedale di Spoleto è parte integrante”. È il dispositivo di una petizione popolare sottoscritta da oltre 10mila cittadini predisposta dal Comitato civico per la salute pubblica e l’emergenza sanitaria della città di Spoleto e Valnerina, dal comitato di strada per la salute pubblica, dal coordinamento per la pace i diritti e la difesa dell’ambiente e dallo Spoleto city forum, i cui rappresentanti hanno preso parte alla riunione odierna della Terza commissione, presieduta da Luca Simonetti, invitati ad illustrare il documento.

Da ogni intervento dei presenti, che erano già stati ascoltati in audizione lo scorso 17 giugno (https://tinyurl.com/4f2a3hzr): Daniela Tosti e Francesco Giannini (coordinamento per la pace i diritti e la difesa dell’ambiente), Massimo Brunini (comitato di strada per la salute pubblica), Leonello Spitella e Laura Zampa (Spoleto city forum), Salvatore Taverna (avvocato) è emersa l’urgenza di un atto formale da parte della Regione rispetto alle loro richieste e comunque che le stesse possano trovare adeguato spazio nel nuovo Piano socio-sanitario in fase di definizione. Nel corso degli interventi è emerso che dal 2020 al 2025 l’ospedale di Spoleto ha perso 350 dipendenti e che rispetto ai maggiori trasferimenti di risorse dallo Stato, Spoleto ha subito la contrazione maggiore. È stata dunque rappresentata una situazione di rilevante gravità che starebbe portando ad un impoverimento e quindi perdita di ruolo da parte della città e del territorio. È stata quindi sottolineata la necessità e l’urgenza di “ripartire e ridefinire gli standard dei servizi per il territorio attraverso una politica che affronti in maniera concreta i problemi”. Rispetto al ripristino del punto nascita, l’avvocato Taverna ha detto che “il parere del Ministero non è vincolante” e che “la riapertura del punto nascita di Spoleto è una scelta prettamente politica”. Tra le varie argomentazioni della riunione anche l’avvenuto riconoscimento di Spoleto tra i comuni montani ed il territorio in area Zes (zona economica speciale), una ulteriore motivazione – è stato osservato – per riavere tutti i servizi ospedalieri pre covid con importanti opportunità rispetto ad assunzioni ed acquisto di nuove strumentazioni. Auspicando che possano essere mantenute le “promesse elettorali” hanno tutti rimarcato la necessità di una “visione aperta, ampia e non campanilistica” ed hanno chiesto alla Commissione di elaborare un documento condiviso sulle “giuste istanze ed esigenze di un territorio vasto dove l’ospedale, nel tempo, ha sempre rappresentato un punto di riferimento non solo per Spoleto e la Valnerina, ma per l’intera Umbria”.

A margine dell’illustrazione dell’atto e dei vari approfondimenti rispetto alla situazione attuale dell’ospedale, è stata la volta degli interventi dei Commissari presenti alla riunione.

Stefano Lisci (Pd) ha invitato tutti, “quando si parla di sanità, ad uscire da ogni campanilismo ed appartenenza politica. Visto che si sta componendo il quadro del piano socio sanitario regionale, che a breve verrà preadottato in Giunta, trasmetteremo – ha assicurato – quanto viene richiesto nella petizione e su questo assicuro il mio impegno personale. Le promesse fatte in campagna elettorale vanno mantenute. Spoleto deve avere tutti i servizi di un ospedale di I livello”.

Nilo Arcudi (Tp-Uc): “Quella dell’ospedale di Spoleto è una questione importante che riguarda l’intera Umbria. La presidente Proietti ha garantito, in campagna elettorale, la riapertura di tutti i servizi ed ora quelle promesse vanno mantenute. Ma il nuovo Piano socio sanitario è come la tela di Penelope con annunci mai rispettati rispetto alla sua definizione”.

Eleonora Pace (FdI): “Rispetto a quanto ci siamo detti nel precedente incontro in questa commissione, lo scorso 17 giugno, abbiamo chiesto l’accesso agli atti per verificare la richiesta di deroga che la presidente Proietti dice di aver fatto per il punto nascita, ma ad oggi non abbiamo avuto risposta”.

Bianca Maria Tagliaferri (Ud-Pp): “Ricordo l’incontro avuto con voi ad inizio 2025, è trascorso un anno e mezzo ed oggi si può notare una maggiore apprensione. È giusto che cittadine e cittadini esprimano la loro legittima preoccupazione ed è giusto vigilare sui diritti di ognuno. Il tempo è ormai maturo per assumere decisioni. Noi ci facciamo portavoce delle vostre istanze”.

Maria Grazia Proietti (Pd): “Non nascondo il mio imbarazzo di fronte a cittadine e cittadini costretti a raccogliere firme per essere ascoltati. Il periodo del covid non è stato semplice ed alcune scelte, seppure discutibili, vanno comunque inquadrate in quel particolare momento. Il piano socio sanitario manca da 17 anni, si tratta di un documento complicato, ma anche personalmente mi impegnerò affinché preveda la deroga per il punto nascita dell’ospedale di Spoleto che dovrà anche assicurare ogni servizio necessario ad un territorio, dove soprattutto nei piccoli borghi della Valnerina è presente l’indice di invecchiamento più alto a livello nazionale e quelle persone hanno il diritto di avere le giuste risposte. L’ospedale spoletino ha sempre rappresentato una eccellenza regionale”.

Andrea Romizi (FI): “Mi crea imbarazzo ritrovarci ad ascoltare le stesse cose, è necessario rivedere la direzione e le modalità con cui la politica si approccia verso i cittadini. Quando si arriva ad una petizione vuol dire che c’è difficoltà di rapporto con le istituzioni. Assicuro la massima disponibilità ad accompagnare le istanze emerse e quanto richiesto, parliamo di uno dei territori umbri con maggiore sofferenza e per questo sarebbe auspicabile costruire un tavolo permanente per affrontare le problematicità che, in alcuni casi, vanno anche oltre quelle della sanità. Invito la maggioranza a ragionare su un ‘Piano Spoleto’”.

A concludere la riunione è stato il presidente della Commissione, Luca Simonetti (M5S) assicurando che “il Piano socio sanitario è pronto al 95 percento” e che nella composizione “c’è stato un cambio di paradigma rispetto al passato. Come Commissione abbiamo voluto questo momento di confronto alla luce della vostra petizione e attraverso questo strumento ci date la possibilità di mettere sul piatto della Giunta le vostre richieste. Assicuro la volontà politica di ascoltare quanto anche oggi ci avete rimarcato”. AS


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