Regione Umbria - Assemblea legislativa


“Turismo: bene i numeri, ma no ai trionfalismi, la crescita è figlia della programmazione della precedente legislatura. Ora servono più turisti stranieri e soggiorni più lunghi”

In sintesi

Nota dei consiglieri regionali di opposizione (Paola Agabiti, Eleonora Pace e Matteo Giambartolomei-Fratelli d’Italia, Enrico Melasecche e Donatella Tesei-Lega Umbria, Nilo Arcudi-Tp-Uc, Laura Pernazza e Andrea Romizi-Forza Italia)

(Acs) Perugia, 9 luglio 2026 - “I dati diffusi sul turismo rappresentano certamente una buona notizia per l’Umbria e per tutto il sistema dell’accoglienza. È un risultato che premia gli imprenditori, gli operatori turistici, le strutture ricettive e tutti coloro che, con professionalità e sacrificio, lavorano ogni giorno per rendere la nostra regione sempre più attrattiva. Proprio per questo, però, riteniamo che i numeri debbano essere letti con serietà e senza inutili trionfalismi”: lo dicono i consiglieri regionali di opposizione (Paola Agabiti, Eleonora Pace e Matteo Giambartolomei-Fratelli d’Italia, Enrico Melasecche e Donatella Tesei-Lega Umbria, Nilo Arcudi-Tp-Uc, Laura Pernazza e Andrea Romizi-Forza Italia).

 

“L’incremento registrato nel primo semestre del 2026 – affermano - è certamente un segnale positivo ma è altrettanto evidente che il dato è stato fortemente influenzato da un evento assolutamente straordinario come l’Ostensione del corpo di San Francesco, che ha richiamato ad Assisi circa 400mila pellegrini e visitatori. Un appuntamento unico che ha rappresentato una straordinaria occasione per l’Umbria, ma che proprio per la sua eccezionalità non può essere assunto come indice di una crescita strutturale del turismo regionale. È sufficiente leggere con attenzione le statistiche ufficiali della stessa Regione Umbria per comprendere come la situazione sia più articolata. La crescita è trainata soprattutto dal turismo nazionale: nel primo trimestre del 2026 gli arrivi degli italiani aumentano del 31,1% e le presenze del 23,5%. Molto diversa, invece, la situazione del mercato internazionale, che continua a rappresentare la vera sfida per il turismo umbro: gli arrivi degli stranieri crescono appena del 4,7%, mentre le presenze si fermano a un modesto +0,3%. Numeri che dimostrano come manchi ancora una reale capacità di intercettare e consolidare il turismo estero, quello che normalmente garantisce permanenze più lunghe e una maggiore ricaduta economica sui territori”, spiegano i consiglieri di opposizione. C’è poi un altro dato che dovrebbe invitare tutti alla prudenza, la permanenza media dei visitatori scende da 2,6 a 2,4 giorni, con una diminuzione del 6,4%. Significa che aumentano gli arrivi, ma diminuisce il tempo trascorso in Umbria. È il segnale di un turismo ancora fortemente concentrato sul ‘mordi e fuggi’, legato ai grandi eventi e ai pellegrinaggi, mentre la vera sfida resta quella di trasformare questi flussi in soggiorni più lunghi, diffusi e capaci di coinvolgere l’intero territorio regionale”.


“Per questo – continuano - sorprende che l’attuale maggioranza tenti di intestarsi risultati che sono invece il frutto di una programmazione costruita nella precedente legislatura. Il turismo non produce effetti nel giro di pochi mesi, ma attraverso investimenti, strategie e promozione che richiedono anni per dare risultati. È durante il governo del centrodestra che è stato costruito un vero piano industriale del turismo umbro, rafforzando la promozione nazionale e internazionale, sostenendo il sistema ricettivo, valorizzando il turismo esperienziale, i borghi, il cicloturismo, il turismo religioso e quello lento. È in quella stagione amministrativa che l’Umbria è diventata regione capofila del progetto nazionale ‘Scopri l’Italia che non sapevi’, assumendo un ruolo guida nella valorizzazione del turismo lento. Sempre allora sono nati progetti come ‘Cammini Aperti’, oggi riferimento nazionale, insieme alla valorizzazione dei cammini francescani e benedettini, delle ciclovie e delle aree interne, con l’obiettivo di destagionalizzare l’offerta turistica e distribuire i flussi sull’intero territorio regionale. Anche la grande esposizione mediatica che l’Umbria sta vivendo in questi mesi merita una lettura corretta. Numerose produzioni e trasmissioni del palinsesto Rai stanno raccontando la nostra regione grazie alla straordinaria centralità di Assisi, del Sacro Convento e della figura di San Francesco, in un anno reso ancora più significativo dall’Ottavo Centenario francescano. Si tratta di una straordinaria opportunità che il servizio pubblico sta offrendo all’Umbria e che si inserisce anche nella particolare attenzione che il Governo nazionale ha riservato alla nostra regione. Una vetrina preziosa che deve diventare uno strumento di promozione stabile e non essere impropriamente rivendicata come un risultato esclusivo dell’attuale amministrazione regionale. Se il quadro complessivo è positivo, non possono però essere ignorate le criticità che rischiano di compromettere proprio il comparto turistico. Pensiamo innanzitutto al lago Trasimeno, una delle principali destinazioni dell’Umbria, dove la grave crisi idrica ha già prodotto effetti pesanti sulla stagione estiva, con la sospensione dei collegamenti di linea con l’Isola Polvese e le difficoltà che stanno vivendo operatori economici e strutture ricettive. Una situazione che richiede interventi rapidi e una gestione molto più efficace. Altrettanto importante è garantire collegamenti efficienti per chi sceglie l’Umbria come meta di vacanza. La gestione dei servizi ferroviari, dei cantieri e della mobilità turistica non può essere affrontata con superficialità. Ritardi, soppressioni dei treni, disagi e carenze organizzative incidono direttamente sull’immagine della regione e sulla qualità dell’esperienza dei visitatori”.


“Il centrodestra – concludono i consiglieri - continuerà a sostenere ogni iniziativa utile alla crescita del turismo umbro, perché i risultati positivi sono un patrimonio dell’intera regione e non di una parte politica. Ma proprio perché vogliamo che questa crescita continui, riteniamo necessario abbandonare la propaganda e affrontare le vere sfide ancora aperte: riportare gli stranieri in Umbria, aumentare la permanenza media, valorizzare tutto il territorio regionale e consolidare nel tempo un modello di sviluppo turistico costruito con la programmazione avviata nella precedente legislatura. Solo così la crescita registrata in questi mesi potrà diventare davvero strutturale, diffusa e duratura”. RED/PG


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