“Trasimeno: il lago è un gioiello dell’Umbria da tutelare. Serve una strategia chiara con un cronoprogramma certo per gestire il dramma attuale, evitando di dire cose che poi si rimandano”
Melasecche (Lega): “Basta parole, solo fatti per tornare ad esaltarne le enormi potenzialità”
(Acs) Perugia, 8 luglio 2026 - La visita che ho effettuato a Isola Maggiore mi ha consentito di toccare con mano, ancora una volta, quanto il lago Trasimeno rappresenti uno dei patrimoni più preziosi dell’Umbria. Un luogo dalle grandi potenzialità unico per storia, paesaggio, cultura e tradizioni, che continua ad essere una delle principali attrazioni turistiche della nostra regione e un fondamentale motore economico per l’intero comprensorio. Chi sceglie il Trasimeno trova un territorio autentico, fatto di borghi, isole, percorsi naturalistici e museali, eccellenze enogastronomiche e un’accoglienza che non ha nulla da invidiare alle più rinomate destinazioni italiane. È proprio partendo da questa consapevolezza che devono essere affrontate con determinazione le criticità, trasformandole in un’opportunità di sviluppo. Meno parole, più fatti, realizzati con assoluta urgenza. Sentire parlare di cambiamento di paradigma fa solo sorridere chi conosce bene il problema ed assiste ad interventi tardivi quando non anche del tutto inutili, come quelli effettuati anche di recente sprecando risorse preziose”: così Enrico Melasecche, capogruppo della Lega in Assemblea legislativa.
“La questione più urgente - spiega Melasecche - è quella del progressivo abbassamento del livello del lago, padre di tutti i problemi che constatiamo. Quindi occorre, come ho ripetutamente sostenuto, in assoluta emergenza attivare, non da domani ma da oggi, la procedura per realizzare entro ottobre l’impianto di filtraggio, se realmente indispensabile, affinché gli 800 litri al secondo comincino a portare i 10 milioni di metri cubi di acqua da Montedoglio in surplus dalla diga durante la prossima stagione autunno/inverno. Basta parole, solo risposte serie. Inoltre i dragaggi costituiscono un’altra priorità assoluta perché si tratta di interventi strutturali indispensabili per ripristinare la piena funzionalità dei fondali, assicurare collegamenti efficienti e restituire al lago le condizioni necessarie per affrontare le sfide dei prossimi anni. Ma parlo di dragaggio, non di operazioni di vergognosa redistribuzione dei fanghi a pochi metri da dove si sono prelevati. Terzo punto: accanto agli interventi strutturali è indispensabile verificare se l’attuale assetto dei vincoli e delle relative procedure amministrative consenta di effettuare con la necessaria tempestività le opere di manutenzione del lago. La tutela ambientale rappresenta un valore imprescindibile, ma deve poter convivere con la salvaguardia del Trasimeno, con la sua piena fruibilità e con le esigenze delle comunità e delle attività economiche che vi operano. Altrimenti diventano pura teoria ed una corso al collo che andava di moda trent’anni fa per rincorrere valori talvolta condivisi, ma anche spesso ideologie estreme che fanno parte del bagaglio di questa giunta. Quarto punto i chironomidi. In attesa della ripresa dell’innalzamento del Lago verso lo zero idrometrico, occorrono misure anticipatrici dei fenomeni perché accorgersi a metà luglio del problema è solo da irresponsabili. Già sono fastidiosi di giorno, ma di notte rendono impossibile la vita alle attività ed a tutti coloro che vengono al Trasimeno per godersi, eventi e fresco. Quinto punto il problema dello stato delle darsene. Quella di Isola Maggiore, che ho verificato oggi, è inutilizzabile ed inutilizzata. Non si tratta soltanto di un problema logistico, ma di una situazione che incide quotidianamente sul lavoro di ristoratori, albergatori e operatori commerciali. Anche su questo fronte è necessario intervenire con immediatezza con opere di manutenzione e ripristino che andavano fatte sei mesi fa. Non solo, le foto delle gabbie di sassi, realizzate qualche anno fa e che si reggono precariamente su fondazioni totalmente disgregate pongono altri problemi di sicurezza ed impongono una inchiesta su chi ha commissionato, progettato ed eseguito quei lavori con opere pericolosissime, completamente da rifare. Assurdo poi che il sentiero francescano di Isola Maggiore, per il quale la Regione ha già stanziato 350 mila euro, veda ancora sbarrato il cammino ai turisti che volessero farsi una passeggiata verso San Francesco e i luoghi da lui vissuti. L’800mo anno dalla sua morte è ormai entrato nella sua seconda metà, mancano due mesi alla conclusione della stagione, possibile che non si è in grado di aprirlo immediatamente o quasi? Non solo, raggiungere la Polvese gratuitamente costituisce un impegno quale conseguenza di una vicenda mal gestita per colpe di questa giunta ma è corretto che invece per le altre due isole una famiglia di cinque persone debba pagare 50 euro oltre a tutto il resto? Domattina (in Aula, ndr.) l’assessore Meloni dovrà rispondere a tutte queste domande e prendere impegni non al bar di sezione, fra gli applausi di amici e compagni, ma nella solennità dell’Assemblea legislativa dell’Umbria. Voglio credere che risponderà con onestà intellettuale e con la non più rinviabile assunzione di responsabilità rispondendo con numeri e date”.
“Nel corso della visita - conclude - ho avuto modo di incontrare molte persone che, con passione e competenza, continuano ogni giorno a credere nel futuro del Trasimeno ed investono lavoro, risorse di una vita e meritano chiarezza. Desidero rivolgere un sincero ringraziamento a loro e a tutti coloro che mantengono viva l’identità di questo territorio e offrono ai turisti un’accoglienza di grande qualità”. RED/PG