Regione Umbria - Assemblea legislativa


“Tito Film Festival” dal 6 al 12 luglio a Costacciaro: da un piccolo centro un festival sempre più grande

In sintesi

È dedicato a Tito Marconi, che nel dopoguerra partì da Costacciaro portandosi dietro una quarantina dei suoi abitanti che divennero le maestranze e le comparse di una Cinecittà che, dopo i bombardamenti, doveva ancora rinascere, per divenire poi quel centro di produzione cinematografica per i film più importanti dell’epoca d’oro del cinema; Tito divenne nel 1949 il primo presidente di Cinecittà

(Acs) Perugia, 26 giugno 2026 – Si svolgerà a Costacciaro dal 6 al 12 luglio 2026 la quinta edizione del “Tito Film Festival”, dedicata a Tito Marconi, uomo di umili origini ma con una grande visione che contribuì in maniera determinante alla rinascita di Cinecittà, che nel dopoguerra era soltanto una piazzola destinata al rifugio di sfollati e senza tetto dopo i bombardamenti e che divenne la grande realtà cinematografica che è ancora oggi grazie al lavoro e all’impegno di tante persone coinvolte da Tito come maestranze, artigiani, in qualche caso anche come comparse nei film prodotti a quell’epoca. Nel 1949 Tito Marconi divenne il primo presidente di Cinecittà, risorta grazie al lavoro e all’impegno di mani e menti umbre. Significativo che ancora oggi l’amministratrice delegata di Cinecittà sia una cittadina di Costacciaro: Manuela Cacciamani.


Il festival è stato presentato stamani a Palazzo Cesaroni, sede dell’Assemblea legislativa dell’Umbria che anche quest’anno sostiene la manifestazione, alla presenza della presidente Sarah Bistocchi, del vicepresidente della Regione Tommaso Bori, del capogruppo PD Cristian Betti, del presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti, del sindaco di Costacciaro Andrea Capponi accompagnato da tutto lo staff del Consiglio comunale e del team che anima il festival, a partire dalla direttrice artistica e mediatrice dei panel, Laura Lena Forgia e dal direttore di Rai Cinema e serie tv Adriano De Maio, collaboratore per la parte artistica della rassegna.


Il programma di quest’anno prevede il riconoscimento alla carriera di due grandi protagonisti della scena cinematografica italiana: l’attore e regista Michele Placido e la voce più conosciuta delle grandi attrici americane doppiate in italiano, quella di Maria Pia Di Meo, voce di Meryl Streep e di tante altre. Non mancheranno le proiezioni, nella sala cinema San Marco, che quest’anno sono incentrate sulla figura di San Francesco, di cui ricorre l'Ottavo centenario: il 7 luglio sarà proiettato “Francesco d’Assisi” di Liliana Cavani, l’8 luglio “Fratello sole, sorella luna” di Franco Zeffirelli, il 9 luglio “Francesco”, ancora della Cavani. Stesso tema francescano anche per i cortometraggi degli studenti che domenica 12 luglio riceveranno le borse di studio per i lavori presentati.


Sabato 11 sarà la giornata clou con la cerimonia di apertura del Festival e il red carpet degli artisti, che si concluderà con l'apericena aperta a tutti sulla Terrazza del Monumento: oltre a quelli già citati, interverranno Vincent Riotta, attore italo-inglese di serie televisive internazionali e film di successo, prossimo a un ruolo da attore protagonista per una importante produzione cinematografica, Federica Luna Vincenti, attrice, produttrice teatrale e cinematografica oltre che musicista e compositrice, Francesco Siciliano, attualmente presidente della Fondazione Teatro di Roma, produttore cinematografico e attore, Eleonora Vanni, attrice di spicco in opere teatrali e di successo in fiction e serie televisive italiane. Per la regia e la recitazione interverranno anche Simone Riccioni, e gli attori Riccardo Andreucci, Alessio Chiodini e la giovanissima Emma Riotta, nel solco della valorizzazione dei giovani intrapreso fin dall’inizio del Festival, che pare abbia portato fortuna ai partecipanti delle varie edizioni.


Ma non di solo cinema si vivranno le giornate di Costacciaro: il 6 luglio nella chiesa di San Francesco, adibita a location da talk show, Paolo Mieli sarà intervistato dal giornalista Giacomo Marinelli Andreoli. Non mancherà la musica, con il concerto-dj set dei Roghers nella serata di venerdì 10 luglio. Per tutti, sabato 11 luglio alle ore 9 e domenica 12 dalle ore 8.30 alle 10 ci sarà un masterClass aperto (adesione gratuita) sulle tecniche di doppiaggio, a cura di Valentina Signorelli e Francesca della Ragione.


Fra gli intervenuti alla conferenza stampa di stamani, la presidente Sarah Bistocchi ha sottolineato come “da una comunità piccola nasca un patrimonio collettivo grande, che come Assemblea legislativa siamo ben contenti di custodire e sostenere. Un festival che dà lustro all’intera regione e che dimostra come non importa quanto si è piccoli se si riesce a pensare in grande”.


Il vicepresidente della Regione Umbria, Tommaso Bori, ha ricordato l’importanza della cultura e l’attenzione che l’attuale amministrazione regionale sta riservandole: “Siamo la prima regione che ha abolito 12 leggi in materia culturale per fare un Testo unico sulla cultura e sull’impresa creativa, cui sicuramente appartiene la vicenda di Tito Marconi e la ricostruzione di Cinecittà con mani umbre. La seconda regione italiana a dotarsi di un testo unico sarà l’Emilia, che ha intenzione di farla uguale alla nostra”.


Il capogruppo del Partito democratico, Cristian Betti, ha sottolineato la vicenda umana che si cela dietro la storia di Tito Marconi e dei cittadini di Costacciaro che lo seguirono a Roma: “è un’umanità che si percepisce attraverso l’amore per la propria comunità e la propria storia, che non è mai scontato. Lo stesso concetto di ‘Festival della gratitudine’, come viene anche chiamato, arriva dalla riconoscenza della comunità per un uomo che ha dato lavoro a tante persone ed è un concetto molto umano in un mondo che si sta disumanizzando”.


Il presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, ha chiuso gli interventi con una considerazione politica: “Sentiamo il dovere di continuare a impegnarci per dimostrare che senza i territori delle aree interne non si va avanti, a dispetto di qualcuno che in Parlamento aveva annunciato che le aree interne devono rassegnarsi all’estinzione. Se ne facciano una ragione, non succederà finché ci saranno i Tito Marconi, i Gianni Pasquarelli e tutti gli altri che potrei citare. Tito Film Festival è un'iniziativa non solo di Costacciaro, dà lustro a un territorio che è terra di confine. Spesso da questi territori arrivano i segnali più importanti, come l’unione tra Gualdo e Gubbio che già più di venti anni fa chiusero due ospedali per farne uno solo”. PG


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