Regione Umbria - Assemblea legislativa


“Criticità emerse dalla sperimentazione, nella provincia di Perugia, della riforma della disabilità”

In sintesi

L’Aula di Palazzo Cesaroni rinvia in Commissione la mozione di Fabrizio Ricci (AVS)

(Acs) Perugia, 25 giugno 2026 – L’Assemblea legislativa ha rinviato in Terza commissione, su richiesta di Eleonora Pace (FdI) e con il consenso del proponente, la mozione del consigliere Fabrizio Ricci (AVS) relativa alle criticità emerse dalla sperimentazione, condotta nella provincia di Perugia, della riforma della disabilità (decreto legislativo 62/2024).

L’atto di indirizzo, illustrato in Aula dal proponente, impegnava la Giunta di Palazzo Donini ad: “attivarsi affinché il Governo nazionale riveda le modalità applicative della riforma della disabilità, reintroducendo in via permanente la possibilità di visita agli atti, garantendo il pieno ripristino del ruolo dei Patronati nella fase di avvio del procedimento sanitario, prevedendo il rimborso o ristoro degli onorari del certificato medico introduttivo almeno per i soggetti in condizione economica equivalente non superiore alle soglie di esenzione, e avviando un confronto strutturato con le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria del settore della disabilità prima di procedere all'estensione della riforma sull'intero territorio nazionale; avviare un'interlocuzione formale con la Direzione regionale Inps Umbria per acquisire un quadro aggiornato e puntuale sulle tempistiche di immissione in servizio dei medici nelle commissioni di valutazione della provincia di Perugia e di Terni, e di monitorare l'adeguatezza della dotazione organica rispetto ai volumi di domande attese sia a regime sia nel periodo transitorio; sollecitare Governo e Inps affinché sia garantita alla sede di Perugia e a quella di Terni una dotazione di spazi ambulatoriali adeguata al fabbisogno stimato dal piano patrimoniale INPS nei tempi necessari a non determinare liste di attesa ulteriori rispetto a quelle già esistenti; favorire, anche attraverso le sperimentazioni già avviate, una maggiore diffusione sul territorio regionale di sedi ambulatoriali per lo svolgimento delle visite Inps”.

“Il Consiglio di indirizzo e vigilanza dell'Inps (Civ-Inps), nella deliberazione del 28 maggio 2026, ha documentato in modo analitico – ha sottolineato Ricci - le criticità strutturali della riforma, riconoscendo esplicitamente che la sperimentazione ha prodotto effetti negativi sull'accesso alle prestazioni e sulla presa in carico dei cittadini fragili. I dati relativi alla sola provincia di Perugia, tra le prime nove province in sperimentazione, evidenziano un calo del 21,8% nelle domande di invalidità e inabilità previdenziale nel confronto tra il 2024 e il 2025, rispetto a un incremento dell'1% registrato nello stesso periodo nelle province non coinvolte dalla sperimentazione; analogamente, le domande accolte si sono ridotte del 18,2% e quelle respinte del 18,1%. Il Civ-Inps ha altresì rilevato, con riguardo al complesso delle nove province di prima sperimentazione, che al 30 aprile 2026 il 22% dei certificati medici introduttivi presentati risultava ancora privo di certificazione finale, con picchi significativi in diverse province; la causa principale è la carenza di organici medici. Per quanto riguarda l'Umbria, il report Inps rileva che la sede di Perugia (via Canali) dispone attualmente di 891 mq destinati alle commissioni mediche, a fronte di un fabbisogno stimato di ulteriori 1.519 mq, rendendo di fatto necessario un raddoppio degli spazi disponibili prima dell'entrata a regime della riforma; l'organico medico regionale conta 37 unità al 12 maggio 2026, con due cessazioni attese entro il 31 dicembre 2026 e soli 4 nuovi ingressi previsti. La riforma ha inoltre eliminato, nella fase sperimentale, la possibilità di richiedere la cosiddetta ‘visita agli atti’ (la valutazione sulla base della documentazione clinica già in possesso del richiedente senza obbligo di presentazione fisica) producendo oneri aggiuntivi e significativi disagi per i soggetti più fragili, in particolare anziani e persone con ridotta mobilità, che sono spesso costretti a spostarsi fisicamente presso gli ambulatori Inps collocati prevalentemente nei capoluoghi di provincia”.

Eleonora Pace (FdI): “Non si può raccontare la riforma come un arretramento dei diritti. Il cuore della riforma non sono le procedure aggravate, ma il progetto di vita. Per la prima volta si supera una visione frammentata della persona con disabilità, che diventa titolare di un percorso costruito sulle sue aspettative e opportunità concrete di partecipazione alla vita di comunità. L’anno scorso, in Umbria, è nata la Carta di Solfagnano, un punto di riferimento internazionale per promuovere la piena partecipazione delle persone con disabilità. Abbiamo quindi una grande responsabilità. E siamo consapevoli che una rivoluzione come quella del decreto legislativo 62/2024 richiede delle tempistiche per essere pienamente attuata. Proponiamo, alla luce di tutto ciò, di portare questo atto di indirizzo in Terza commissione per svolgere una serie di audizioni e arrivare ad un testo condiviso e approfondito da riportare in Aula”. MP/


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