Regione Umbria - Assemblea legislativa


“Contributi regionali a comuni per manutenzione e investimenti mirati sui cimiteri”

In sintesi

L’Aula approva all’unanimità la proposta di risoluzione unitaria della Seconda commissione basata su una precedente mozione con prima firmataria Pernazza (FI)

(Acs) Perugia, 25 giugno 2026 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità una proposta di risoluzione concernente il ‘Programma regionale di contributi ai comuni per manutenzione straordinaria e investimenti mirati sui cimiteri comunali’. L’atto di indirizzo per la Giunta regionale, proposto in maniera unitaria dalla Seconda commissione consiliare, è conseguente ad una mozione presentata in Aula, poi rinviata in commissione, promossa da Laura Pernazza (FI), quale prima firmataria, unitamente agli altri proponenti Enrico Melasecche e Donatella Tesei (Lega), Eleonora Pace (FdI) lo scorso 5 marzo (https://tinyurl.com/yzmw3pr9).

Attraverso questo atto si impegna la Giunta regionale ad “attivare, d’intesa e in coordinamento con Anci, una ricognizione sistematica e omogenea sullo stato del patrimonio infrastrutturale cimiteriale insistente nei comuni del territorio regionale, finalizzata alla mappatura delle condizioni strutturali, manutentive, impiantistiche e di sicurezza delle aree e dei manufatti cimiteriali, con particolare riguardo ai profili di vulnerabilità connessi al degrado edilizio, alla vetustà delle infrastrutture, alla conformità normativa e all’accessibilità dei siti; valutare, all’esito della ricognizione, la possibilità di prevedere interventi di manutenzione straordinaria, adeguamento, riqualificazione e messa in sicurezza delle infrastrutture cimiteriali, anche mediante l’inserimento degli stessi nell’ambito degli strumenti regionali vigenti o futuri di programmazione urbana, rigenerazione territoriale, riqualificazione e messa in sicurezza del patrimonio pubblico o attraverso contributi specifici; riferire periodicamente alla competente Commissione consiliare in merito allo stato di avanzamento della ricognizione, agli esiti emersi, alle principali criticità riscontrate e alle eventuali iniziative programmatiche che la Giunta intenderà assumere conseguentemente”.

RELATORI

La relatrice di maggioranza, Letizia Michelini (Pd-presidente Seconda commissione) ha ricordato che “la gestione dei servizi cimiteriali e della polizia mortuaria rappresenta una funzione comunale essenziale, caratterizzata da un forte impatto sociale, affettivo e organizzativo, nonché gravata da crescenti oneri manutentivi e normativi che necessitano di adeguata copertura finanziaria al fine di non compromettere l’erogazione di altri servizi essenziali. Molti cimiteri comunali necessitano, oltre che di interventi di manutenzione straordinaria, anche di investimenti mirati a migliorare il servizio e prevenire criticità future. Nel corso dei lavori in Seconda Commissione si è svolta l’audizione di Anci Umbria che ha confermato problematiche legate alla carenza di loculi e alla gestione degli spazi cimiteriali. È stata accolta positivamente la proposta di mappare i fabbisogni su scala regionale. Alcune amministrazioni locali hanno già avviato autonomamente attività di monitoraggio sui loculi più datati, per recuperare spazi disponibili e migliorare la gestione delle aree cimiteriali. L’introduzione di nuove disposizioni regionali in materia di polizia mortuaria impone ai comuni, specie i più piccoli, adempimenti strutturali e gestionali che richiedono adeguate risorse finanziarie. Molti complessi cimiteriali umbri presentano criticità relative alla sicurezza strutturale, all’abbattimento delle barriere architettoniche e alla carenza di spazi. È emersa la necessità condivisa con Anci Umbria di procedere a una ricognizione puntuale dei fabbisogni attraverso la somministrazione di un questionario tecnico rivolto a tutti i comuni della regione. Su richiesta dei Commissari, gli uffici hanno predisposto un report ricognitivo sulle principali misure messe in campo dalle altre Regioni in materia di contributi a favore dei Comuni per le strutture cimiteriali. Da tale approfondimento è emerso che alcune Regioni hanno adottato misure specifiche per favorire interventi di manutenzione straordinaria, di riqualificazione e di adeguamento messa in sicurezza nelle strutture cimiteriali. Alla luce degli elementi acquisiti, la Commissione ha ritenuto opportuno orientare la proposta di risoluzione verso un percorso graduale e fondato su una preventiva attività conoscitiva, ritenuta indispensabile per individuare con precisione le esigenze del territorio e definire eventuali strumenti di intervento regionale sulla base dei dati oggettivi e aggiornati”.

La relatrice di minoranza, Laura Pernazza (FI) ha espresso “la soddisfazione per un percorso istituzionale serio, ma intervengo anche con la responsabilità di dire con franchezza ciò che ancora manca. Dall’istruttoria alla nostra mozione presentata a febbraio, emerge che un grande Comune come Perugia spende per i servizi cimiteriali poco meno di 13 euro per abitante; Terni 11,7; Foligno circa 12. Ma nei piccoli comuni la musica cambia: Guardea supera i 50 euro per abitante, Parrano arriva a 120. Fino a dieci volte la spesa pro capite di Terni o Perugia. Il motivo è semplice: i costi fissi di un cimitero pesano in modo insostenibile quando la popolazione è piccola. È la fotografia, impietosa, della fragilità delle nostre aree interne. A questa fragilità la Regione oggi non offre alcuna risposta strutturale. La legge regionale 11/2015 ha attribuito ai comuni la piena responsabilità dei cimiteri, ma non ha previsto alcun meccanismo di sostegno economico o tecnico. Il risultato è un divario crescente tra obblighi normativi e capacità amministrativa, che colpisce soprattutto i piccoli comuni. Ad oggi, gli unici fondi realmente dedicati ai cimiteri in Umbria sono quelli commissariali per la ricostruzione post-sisma. Gli altri strumenti possono essere usati solo di rimbalzo, perché il cimitero è un’opera pubblica, ma non c’è una linea pensata per questo. È un vuoto, e va colmato. Bene il percorso fatto in commissione e i questionari Anci per individuare le priorità d’intervento. Ma la ricognizione è il mezzo, non il fine. La fotografia serve solo se è seguita da risorse e da tempi certi. Le esperienze delle altre Regioni non sono tutte uguali. La più solida è quella del Piemonte: uno strumento strutturale, fondato su una legge regionale che include i cimiteri tra le opere pubbliche comunali finanziabili. Un meccanismo a graduatoria annuale, con riparto sul territorio, massimali differenziati per dimensione del comune e un cofinanziamento sostenibile. È il modello che arriva davvero ai piccoli comuni e alle aree interne. Chiedo alla Giunta tre impegni precisi: che alla ricognizione segua un cronoprogramma, con una scadenza certa entro cui riportare in Commissione esiti e proposte; che si lavori a uno strumento strutturale sul modello piemontese, con dotazione dedicata nella prima utile manovra o variazione di bilancio; che la priorità vada ai piccoli comuni e alle aree interne, con massimali calibrati sulla dimensione demografica”. DMB/


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