Regione Umbria - Assemblea legislativa


In Terza commissione audizione del Responsabile provinciale del Cub Sanità italiana di Perugia, Fabio Paganini

In sintesi

È stata la stessa organizzazione sindacale a chiedere l’incontro per illustrare alcune loro proposte relative al Piano socio-sanitario regionale

(Acs) Perugia, 24 giugno 2026 – La Terza commissione, presieduta da Luca Simonetti, ha ascoltato oggi, in audizione, il responsabile provinciale del Cub Sanità italiana di Perugia, Fabio Paganini, accompagnato da Andrea Trevisani, in rappresentanza dell’organizzazione sindacale in questione che nelle scorse settimane aveva chiesto l’incontro con la Commissione per illustrare alcune proposte in merito al nuovo Piano socio-sanitario regionale. Le indicazioni emerse riguardano la questione del convenzionamento delle strutture sanitarie; le liste di attesa; l’organizzazione della medicina territoriale; la necessità urgente di nuove assunzioni di infermieri e Operatori Socio-Sanitari (OSS) per l’attività dei Pronto soccorso.

“Tutti i giorni – ha detto Fabio Paganini - ci confrontiamo con le problematiche e criticità che la sanità umbra presenta. In Umbria c’è il problema del convenzionamento delle strutture sanitarie, quello fatto negli anni va completamente rivisto. Vanno nuovamente valutate, ridotte di numero e le risorse liberate vanno reinvestite nel pubblico. Altro problema riguarda le liste di attesa che si creano per molteplici motivi, tra cui quello più impattante è la appropriatezza delle richieste che vengono sia dall’interno delle strutture sanitarie, ma soprattutto dalla medicina di base. Queste vanno verificate. Serve una filiera di controllo con criteri specifici e protocolli. L'Associazione dei medici radiologi ritengono che il 40 per cento delle richieste siano inappropriate. Ovviamente è importantissimo investire sul personale medico ed infermieristico che possa allungare i tempi di utilizzo delle macchine e degli strumenti diagnostici. Grande importanza riveste la medicina territoriale, il Pnrr ha dato la possibilità di accedere a fondi rilevanti da investire in una certa tempistica per aumentare l’attività della medicina territoriale rendendo operative le Case della Salute e gli Ospedali di Comunità, su questo riscontriamo però un rilevante ritardo e questo va discapito dei Pronto soccorso poiché le Case di Comunità possono filtrare tutti i codici bianchi che rappresentano il 70 per cento delle persone che si recano al Pronto soccorso. Rispetto alla selezione del personale, dopo ‘concorsopoli’ la Giunta regionale, nel 2019 ha determinato una organizzazione diversa dei concorsi, stabilendo che nella commissione esaminatrice la maggioranza dei componenti dovesse essere esterna alla struttura stessa e questo, per noi, dovrebbe valere anche per le selezioni all’interno degli ospedali. In ultimo auspichiamo maggiori controlli rispetto alla collocazione degli spazi per i fumatori negli ingressi degli ospedali e negli spazi esterni attigui”.

Andrea Trevisani: “Attualmente la gran parte dei Pronto soccorso dell’Umbria lavorano con il personale del 118 con la possibilità di rallentamento dell’attività se vengono chiamati in servizio sul territorio. Assistiamo dunque ad una carenza di personale e per questo è necessario un reclutamento tempestivo di infermieri e Operatori Socio-Sanitari (OSS) per far fronte alla grave carenza di organico nei reparti di emergenza”.

Nell’ambito della riunione sono intervenuti con proprie considerazioni e per porre domande i consiglieri, Matteo Giambartolomei (FdI), Maria Grazia Proietti (Pd), Fabrizio Ricci (Avs) e Laura Pernazza (FI). Il presidente Simonetti ha assicurato massima attenzione a quanto esposto, impegnandosi, come Commissione, ad approfondire gli aspetti evidenziati”. AS


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