Audizione della Terza commissione con l’associazione degli enti di formazione privati accreditati
AeFOR Umbria chiede di: “Investire sulla formazione, evitare di sovrapporre gli interventi, creare percorsi di sviluppo basati sulle competenze, stanziare risorse per l’apprendistato”
(Acs) Perugia, 10 giugno 2026 - “Per utilizzare al meglio il Fondo sociale europeo bisogna evitare sovrapposizioni con misure già presenti e orientare gli investimenti in settori ad alto valore aggiunto, creando percorsi di sviluppo basati sulle competenze”. Questa è una delle indicazioni emerse durante l’audizione della Terza commissione con una delegazione dell’Associazione enti di formazione privati accreditati (AeFOR Umbria), guidata dalla presidente Adriana Sciarrone, in merito alla deliberazione della Giunta regionale n. 31/2026 concernente le modifiche al Programma regionale Fondo sociale europeo plus (FSE+ 2021-2027) in materia di istruzione, formazione professionale e tecnica e politiche attive del lavoro.
Dagli interventi dei delegati AeFOR è emerso che nell’ambito del programma regionale sarebbe avvenuta una rimodulazione interna delle voci di spesa, con lo spostamento di ingenti risorse dalle politiche attive del lavoro a misure di intervento sociale diretto e assistenziale. L’attenzione ai fragili, è stato spiegato, è già al centro delle azioni di formazione e rappresenta uno strumento di autodeterminazione. Fornendo ad un giovane disoccupato nuove competenze tecniche si aprirebbe infatti una possibilità di mobilità sociale.
“Risulta necessario – è stato rimarcato - un confronto aperto con la Giunta regionale per mettere le competenze delle Agenzie formative a servizio della programmazione regionale: la formazione di qualità è la più potente forma di politica sociale a disposizione di una Regione. Si dovrà, in futuro: evitare di sovrapporre bandi regionali a misure nazionali esistenti che dispongono già di adeguate coperture finanziarie; perseguire la costruzione di figure tecniche o specialistiche qualificate che andrebbero formate con il Fondo sociale europeo per superare il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro; seguire il percorso intrapreso con il ‘Programma Nazionale per la Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori’ (Gol), che in Umbria ha ottenuto risultati importanti ed ha risposto alle esigenze economiche e sociali del territorio. Servirebbero inoltre calendari e piani strutturati per la pubblicazione dei bandi e degli avvisi pubblici finanziati dal Fse plus, aggiornati almeno tre volte l’anno. Ed un tavolo permanente di confronto per arrivare a una programmazione condivisa, coerente con le esigenze del territorio e capace di raggiungere obiettivi comuni”.
È poi emerso che la formazione degli Operatori socio sanitari riscuote una grande attenzione, sia da parte dei cittadini che delle aziende sanitarie, pubbliche e private. Esisterebbe una grande richiesta di Oss ed anche di Assistenti infermieristici: nel primo caso però il corso sarebbe necessariamente lungo e a pagamento, scoraggiando così le persone a basso reddito o inoccupate, mentre nel secondo non esisterebbero ancora i relativi corsi di formazione. Rispetto all’apprendistato, infine, servirebbero fondi per finanziare la parte formativa da svolgere, obbligatoriamente, al di fuori delle aziende.
Al termine degli interventi il direttore regionale Luigi Rossetti, presente ai lavori, ha manifestato attenzione e interesse per le istanze avanzate dall’Associazione, sottolineando i positivi risultati del programma Gol in Umbria. Rossetti si è detto disponibile ad una lettura condivisa del sistema del mercato del lavoro e del ruolo delle agenzie formative, anticipando l’intenzione di svolgere una ricognizione sui fondi disponibili per gli interventi relativi alle politiche attive del lavoro. Sostegno all’apprendistato e formazione degli operatori socio sanitari, è stato infine rilevato, rappresentano questioni delicate ma rilevanti da affrontare con molta attenzione. MP/