“Sport e periferie, serve un bando regionale per i Comuni sotto i 5.000 abitanti esclusi dai fondi nazionali”
Nota dei consiglieri Nilo Arcudi (Tp-Uc) e Andrea Romizi (FI) che annunciano la presentazione di una interrogazione sull’avviso nazionale 2026
(Acs) Perugia, 8 giugno 2026 – “I piccoli Comuni, le aree interne e i territori montani rappresentano l'anima della nostra regione e non possono essere lasciati indietro. Per questo abbiamo presentato un'interrogazione alla Giunta regionale a tutela delle Amministrazioni locali con meno di 5.000 abitanti che rischiano di essere escluse dall'avviso nazionale ‘Sport e Periferie 2026’”. È quanto dichiarano i consiglieri regionali Nilo Arcudi (Tp-Uc) e Andrea Romizi (FI), per “accendere i riflettori sui vincoli del bando nazionale per la riqualificazione, l'adeguamento e l'efficientamento degli impianti sportivi”.
"Le regole previste dall'avviso – spiegano i consiglieri – consentono la partecipazione diretta solo ai Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, imponendo agli enti sotto questa soglia di associarsi con i municipi confinanti. Una condizione che in Umbria, a causa della particolare conformazione territoriale, della distanza tra i centri abitati e di oggettive difficoltà amministrative, in molti casi risulta impossibile da realizzare. Il rischio concreto è che moltissime realtà umbre vengano ingiustamente tagliate fuori da risorse preziose. Il tema va ben oltre il solo aspetto sportivo. Nelle aree interne, gli impianti sportivi non sono semplicemente luoghi di ricreazione, ma strumenti fondamentali di aggregazione sociale, presìdi imprescindibili contro lo spopolamento e garanzia di qualità della vita, specialmente per i giovani e le associazioni del territorio”.
“Di qui - proseguono Arcudi e Romizi - la richiesta centrale avanzata attraverso l'interrogazione: un intervento diretto e compensativo da parte dell'ente regionale. Ciediamo alla Giunta di effettuare con urgenza una ricognizione dei Comuni umbri potenzialmente tagliati fuori dal bando. Ma la cosa più importante e urgente è che la Regione si attivi per creare un bando regionale o strumenti di sostegno dedicati, affinché i Comuni sotto i cinquemila abitanti che non potranno accedere alle risorse nazionali ricevano comunque i fondi necessari per i loro impianti sportivi. Non possiamo permettere - concludono - che i cittadini dei piccoli centri vengano trattati come cittadini di serie B”. RED/dmb