Regione Umbria - Assemblea legislativa


“Misure compensative per le zone dell’Umbria non inserite nella carta degli aiuti”

In sintesi

L’Aula di Palazzo Cesaroni approva la mozione proposta dai consiglieri Romizi, Pernazza (FI) e Arcudi (Tp-Uc) e poi, una volta emendata, condivisa da tutta l’Aula

(Acs) Perugia, 4 giugno 2026 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità la mozione che chiede alla Giunta “Misure compensative per le zone dell’Umbria non inserite nella carta degli aiuti”, inizialmente proposta dai consiglieri Andrea Romizi (FI, primo firmatario), Nilo Arcudi (Tp-Uc) e Laura Pernazza (FI). Dopo l’accoglimento di un emendamento proposto da Cristian Betti (Pd), l’atto è stato firmata anche dai consiglieri di maggioranza.

La mozione impegna la Giunta “a proseguire e rafforzare le interlocuzioni istituzionali già avviate con il Governo nazionale e con le competenti autorità europee, affinché in occasione della prossima revisione della Carta degli aiuti a finalità regionale, siano ricomprese tutte le aree del territorio regionale che risultino in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente, garantendo la più ampia copertura possibile di tutti i comuni umbri; a verificare la possibilità di prevedere, nei bandi e negli avvisi finanziati nell'ambito della programmazione regionale 2021-2027 specifici interventi e/o misure di premialità volte a valorizzare gli investimenti localizzati nei territori esclusi dalla Carta degli aiuti a finalità regionale, coerenti con la normativa vigente; a individuare, promuovere e consolidare le filiere produttive di maggiore rilevanza strategica per il contesto regionale, indirizzando le politiche pubbliche verso un modello di sviluppo sostenibile e competitivo, coerente con le specificità locali, con particolare attenzione alla logistica, alle aree interne e ai territori attualmente svantaggiati dall’assetto vigente degli aiuti a finalità regionale. Infine la mozione chiede alla Giunta di ricondurre tali interventi all’interno di un quadro strategico regionale integrato, volto a favorire l’innovazione, la creazione di occupazione stabile, il rafforzamento del sistema produttivo locale, la capacità di attrarre investimenti e il perseguimento di una piena coesione economica, sociale e territoriale nell’intera Regione Umbria”.

Illustrando l’atto in Aula Romizi aveva spiegato che “dei 92 comuni umbri, solamente 37 risultano ammessi al credito d’imposta per investimenti nella Zes Unica. L’esclusione di circa due terzi dei comuni umbri determina potenziali distorsioni competitive tra territori anche contigui e rischia di accrescere squilibri territoriali già esistenti. Una politica regionale realmente efficace non può limitarsi a interventi di natura compensativa, ma deve fondarsi su una visione strategica e organica dello sviluppo socio-economico dell’Umbria, incentrata sulla valorizzazione delle filiere produttive con maggiore potenziale competitivo. Un simile approccio favorisce la costruzione di un modello di sviluppo ‘a rete’, in grado di integrare aree interne, distretti industriali, piccole e medie imprese e territori attualmente svantaggiati, contribuendo così a contrastare fenomeni di spopolamento, declino industriale e disuguaglianze territoriali”. DMB/


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