Regione Umbria - Assemblea legislativa


Rendiconto 2025 dell’Assemblea legislativa

In sintesi

L’Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato a maggioranza l’atto proposto dall’Ufficio di presidenza

(Acs) Perugia, 4 giugno 2026 - L’Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato, con 11 voti favorevoli della maggioranza e 6 contrari della minoranza, il Rendiconto dell’esercizio finanziario 2025 dell’Assemblea legislativa, proposto dall’Ufficio di presidenza. L'atto è composto dal conto del bilancio, dal conto economico e dallo stato patrimoniale. 

RELATORI

Il relatore di maggioranza, Francesco Filipponi (presidente Prima commissione) ha evidenziato il rispetto degli equilibri di bilancio in tutte le fasi della programmazione, della gestione e della rendicontazione. Il risultato di amministrazione al 31 dicembre 2025 è positivo e pari a 5 milioni 210mila euro, composto da fondi accantonati (pari a 4,8 milioni euro) e da fondi vincolati (pari a 336mila euro). L’avanzo libero è molto limitato, pari a 46mila euro. L’indicatore dei tempi di pagamento per il 2025 è pari a -16,77 giorni, quindi con pagamenti effettuati prima della scadenza, con una tempestività maggiore rispetto al 2024 quando era pari a -10,79 giorni. L’utilizzo delle risorse finanziarie complessive (correnti ed in conto capitale) ha fatto registrare un deciso miglioramento, con la parte non impegnata scesa dal 15% del 2024 a circa l’8% del 2025. Il saldo di cassa a fine 2025 è risultato pari a 5 milioni 27mila euro; i residui attivi ammontano a circa 3,5 milioni di euro, i residui passivi a poco meno di 2 milioni di euro. Sull’avanzo di amministrazione gravano accantonamenti e vincoli per 5 milioni 164mila euro. Gli accantonamenti sono di diversa natura: oltre mezzo milione per i rischi da contenzioso giudiziale, in particolare per quello di Palazzo Monaldi; più di un milione e mezzo di euro per il programma triennale dei lavori su Palazzo Cesaroni e oltre 600mila euro per il programma triennale di acquisizione di beni e servizi. Poi ci sono accantonamenti per i rinnovi contrattuali, per fine mandato consiglieri, per passività potenziali, per eventuale rimborso dei contributi previdenziali degli ex consiglieri. Le entrate sono state accertate per oltre 19,5 milioni di euro, di cui 18,8 milioni di euro derivanti da trasferimenti correnti da amministrazioni pubbliche. Le più rilevanti voci di spesa corrente, cui sono assegnate le risorse trasferite dal bilancio regionale, sono quelle per le indennità degli amministratori regionali, quelle per gli assegni vitalizi, le spese per contributi ai gruppi consiliari, le spese per il funzionamento e per il personale.

La relatrice di minoranza Laura Pernazza (vicepresidente Prima commissione) ha detto che “non contestiamo la regolarità formale del documento, ma il nostro giudizio critico riguarda il significato politico e amministrativo. L’accessibilità è un dovere. La trasparenza sulla spesa pubblica lo è altrettanto. Per questo come minoranza chiediamo tre cose. Per primo la piena trasparenza su cronoprogrammi, quadri economici, livelli progettuali e atti che porteranno alla realizzazione degli interventi previsti. Secondo: una distinzione chiara tra ciò che è strettamente necessario all’accessibilità e ciò che è arredo, impianto, tecnologia, riqualificazione complessiva degli spazi. Terzo: una riflessione politica sul ruolo dell’Assemblea legislativa, perché un’Assemblea che vede ridotte le proprie risorse e destina ciò che resta soprattutto a sé stessa è un’Assemblea meno autonoma, meno incisiva e meno capace di rispondere ai bisogni dei territori. Il dato centrale è evidente: un’Assemblea legislativa che chiude con un avanzo libero di 46 mila euro è un’Assemblea con margini quasi nulli e un bilancio ingessato. E gli atti del bilancio di previsione 2026-2028 confermano che il prossimo triennio sarà il primo con un trasferimento della Giunta inferiore di un milione di euro rispetto al passato. La conseguenza è diretta: nel 2026 le spese per il personale e gli organi istituzionali arrivano all’85 per cento del totale della spesa, e nel 2027 salgono all’87 per cento. È il segno di un’Assemblea sempre più rigida: meno autonomia, meno risorse libere, meno capacità di sostenere territori. La stessa maggioranza che riduce le risorse dell’Assemblea va a destinare ciò che resta soprattutto a interventi interni a Palazzo Cesaroni. Il rendiconto 2025 fotografa questo. Gli accantonamenti assorbono quasi per intero il risultato di amministrazione. Tra le voci principali: 1,5 milioni di euro per il Programma triennale dei lavori pubblici, di cui 1,1 milioni riferiti al superamento delle barriere architettoniche. Noi non contestiamo l’accessibilità: la rivendichiamo. Proprio lo scorso anno abbiamo ottenuto il finanziamento della progettazione. Ma quella progettazione è diventata altro. Nel progetto di fattibilità la sola voce arredi pesa 451mila euro: l’arredo da solo vale più delle opere architettoniche e delle opere strutturali, che valgono 58mila euro. Se il tema è l’accessibilità, l’accessibilità deve essere chiara, prioritaria e verificabile. Se invece si vuole rifare l’Aula, con arredi, impianti, materiali e soluzioni tecnologiche, bisogna dirlo con chiarezza. Contestiamo l’utilizzo dei fondi. Lo stesso vale per l’ammodernamento degli impianti audio-video. Il progetto complessivo riguarda undici ambienti di Palazzo Cesaroni. Nel rendiconto è stato accantonato un primo stralcio di 245mila euro, riferito a Sala Brugnoli, alle sale delle Commissioni e alla Sala Partecipazione. Chiediamo che vengano resi noti il costo complessivo dell’intero programma e il cronoprogramma. L’idea che emerge è che, a fronte di piccoli aggiustamenti di amplificazione che si sarebbero potuti fare con pochi euro, c’è un utilizzo improprio del denaro. Risulta assurdo aver speso 132 mila euro per lavabi e rubinetteria che non avevano bisogno di essere sostituiti senza aver individuato altre priorità che noi suggerivamo, tipo infissi ed efficientamento energetico, che avrebbe portato al risparmio di spesa corrente. Stessa cosa per gli arredi degli uffici: nel 2025 sono stati impegnati 138mila euro per mobili e arredi, tramite affidamento diretto. Un importo poco sotto la soglia dei 140mila euro prevista per l’affidamento diretto, impone il massimo livello di trasparenza. Chiediamo che l’Ufficio di Presidenza garantisca un monitoraggio puntuale e trasparente sull’attuazione degli interventi, sulla destinazione delle risorse accantonate e sulle future scelte di spesa dell’Assemblea. Queste scelte non le condividiamo”.

INTERVENTI

Cristian Betti (Pd): “il processo di razionalizzazione che è iniziato a livello generale in tutti gli ambiti dell’amministrazione regionale non può non riguardare anche il bilancio dell’Assemblea legislativa. L’opera di razionalizzazione portata avanti in questi primi passi dal governo regionale e dalla presidenza di Palazzo Cesaroni è un fatto importante e determinante dal punto di vista politico: rivedere le spese e dare nuove priorità. Cercare di contribuire, anche con l’impegno dell’Assemblea legislativa, al mettere a disposizione delle politiche della Giunta le risorse di questa Aula è un fatto importante per le politiche dedicate al sociale, alla casa, alla scuola. Noi vogliamo contribuire a queste politiche. Il nostro voto è positivo per tutto quello che è stato fatto, ma anche per l’opera che dovrà essere proseguita nei prossimi mesi e anni”.

Enrico Melasecche (Lega): “E’ incredibile che in un edificio storico come questo ci siano uffici in cui in inverno si debbano usare pinguini o stufette elettriche, con un consumo assurdo di energia. Si spreca denaro pubblico. Gli infissi vanno adeguati, vanno messi i doppi vetri. Sarebbe un intervento semplice, una questione di decenza minima. Una questione di decoro istituzionale”.

Francesco Filipponi (Pd): “ricordo che il bilancio del Consiglio regionale è un bilancio di mero funzionamento, con risorse destinate ai servizi che l’Assemblea garantisce ai cittadini umbri. L’avanzo libero va restituito interamente alla Giunta regionale, non sarebbe potuto comunque essere nelle disponibilità dell’Assemblea legislativa. Sull’abbattimento delle barriere architettoniche e l’efficientamento energetico, ricordo il lavoro svolto in Commissione per arrivare a due proposte di risoluzione votate all’unanimità da quest'Aula. Dopo le belle parole seguono i fatti, con un segnale concreto di attenzione nei confronti dell’inclusione. I fondi dedicati agli arredi eventualmente da sostituire, sono una stima di massima che potrebbe essere rivista. Se c’è da risparmiare ne prenderemo atto positivamente. C’è la massima disponibilità. Però va riconosciuto il lavoro fatto. Stessa cosa per le risorse accantonate nel 2025 per l'efficientamento energetico di Palazzo Cesaroni. Se sarà necessario saranno possibili ulteriori accantonamenti per farlo in tutti gli uffici dove servono ulteriori interventi. Dal 2026 e per 3 anni l’Assemblea legislativa ha scelto di rinunciare ad un milione di euro annui di trasferimenti che rimarranno a disposizione della Giunta per maggiori risorse a favore dei cittadini”. DMB/


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