Qt 2 “Ospedale di Spoleto: mantenimento Dea di I livello e riapertura Punto nascita”
Nilo Arcudi (Tp-Uc) interroga la presidente della Giunta regionale Stefania Proietti, che risponde: “stiamo lavorando concretamente per un vero rilancio dell’ospedale spoletino”
(Acs) Perugia, 4 giugno 2026 - Nel question time odierno, il consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc) ha interrogato la presidente della Giunta regionale, Stefania Proietti, per sapere “se la Giunta intenda confermare in modo chiaro e formale che l’Ospedale ‘San Matteo degli Infermi’ di Spoleto non rientri tra i presidi oggetto di ridimensionamento e se manterrà la qualifica di Dea di I livello; se le dichiarazioni del presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, rappresentino un orientamento condiviso dalla Giunta regionale oppure se la Regione intenda assumere una posizione diversa e inequivocabile; quale sia lo stato dell’iter per la riapertura del Punto nascita di Spoleto, alla luce degli impegni chiari e pubblici assunti dalla presidente Stefania Proietti, e quali siano i tempi certi per la sua effettiva riattivazione”.
In Aula, Arcudi ha ricordato che “nel corso della campagna elettorale regionale la presidente Stefania Proietti e la coalizione che la sostiene hanno assunto impegni chiari e inequivocabili sul rafforzamento del presidio ospedaliero di Spoleto e sulla tutela della sanità nei territori interni. In particolare, sul tema del Punto nascita, sono state espresse posizioni nette e pubbliche a favore della sua riapertura, riconoscendone il valore strategico per il territorio e per la sicurezza delle comunità della Valnerina. La comunità locale, attraverso il Comitato a difesa dell’Ospedale di Spoleto, ha promosso una mobilitazione ampia e partecipata con migliaia di firme e numerose manifestazioni pubbliche, tuttavia permangono criticità rilevanti, tra cui la mancata riapertura del Punto nascita, la carenza di personale e una piena operatività non ancora coerente con le funzioni di un Dea di I livello. Inoltre, le recenti dichiarazioni del presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, secondo cui il sistema sanitario regionale non potrebbe sostenere più di un numero limitato di ospedali Dea di I livello, hanno incluso anche il presidio di Spoleto tra quelli potenzialmente oggetto di ridimensionamento. Tali affermazioni hanno generato forte preoccupazione nel territorio, soprattutto in una fase in cui è in corso la definizione del nuovo Piano socio-sanitario regionale. Il mantenimento del Dea di I livello e la riattivazione del Punto nascita rappresentano elementi essenziali per garantire il diritto alla salute e la sicurezza dei cittadini. Gli impegni assunti pubblicamente devono tradursi in atti concreti e scelte chiare”.
La presidente Stefania Proietti ha risposto che “questa Giunta sta lavorando concretamente per un vero rilancio dell’ospedale di Spoleto. Ricordo che il piano sociosanitario è in fase di definizione. Ma alcune misure qualificanti sono state già avviate e sono in fase di attuazione. Come per esempio l'aggiornamento della rete oncologica regionale, dei percorsi preventivi diagnostici terapeutici per le patologie del maggiore impatto, l'introduzione di innovazioni come il Polo, e più in generale il passaggio ad una visione ‘one health’. È in corso di definizione anche l'organizzazione della rete ospedaliera e la puntuale articolazione dei presidi ospedalieri, con il loro ambito di intervento specialistico e la loro riqualificazione. È comunque importante rilevare che la delibera del 2023 pur individuando l'ospedale di Spoleto come ospedale Dea di primo livello lo ha indirizzato in realtà alla realizzazione del Terzo polo e ha disattivato funzioni necessarie per identificare la struttura come Dea di primo livello. Inoltre nel 2020 l'ospedale di Spoleto fu trasformato in ospedale Covid e da quella scelta discesero molti dei depauperamenti che ora, a fatica, l'attuale amministrazione sta cercando di ripristinare. Questa Giunta sta lavorando concretamente per un vero rilancio dell’ospedale spoletino, a partire dalla piena operatività H24 della cardiologia, dal potenziamento della robotica, dall'implementazione dei servizi presenti nonché dagli interventi di edilizia per l'ampliamento dell'ospedale, a partire dall'attivazione dei lavori per togliere l'impalcatura del porticato che sta lì dà innumerevoli anni. Per quanto riguarda il punto nascita, ribadisco la volontà di questa amministrazione di chiederne la riapertura. E ci sono atti concreti: abbiamo formalmente presentato istanza per la riapertura del punto nascita al Comitato percorso nascita locale, e poi a quello nazionale del Ministero della Salute. L'istanza della quale attendiamo risposta non è una richiesta di mantenimento in deroga, ma un complessivo ed organico progetto di riapertura del servizio basato su un mutato quadro programmatore, su una rinnovata analisi del fabbisogno del territorio, con particolare attenzione alla zona del cratere e alle aree interne. Istanza corredata di una completa documentazione, visto che nelle precedenti richieste fatta dalla precedente amministrazione era incompleta”.
Nella sua replica Arcudi si è detto “non soddisfatto della risposta della Presidente, dalla quale emerge la complessità del governo di una comunità e di un territorio. Cosa che conosciamo tutti. Ne eravamo consapevoli anche in campagna elettorale. Emerge ora un errore clamoroso che stiamo pagando in credibilità della politica: le aspettative gigantesche create in campagna elettorale dalla sinistra. Aspettative che non vengono concretizzate e il risultato sono le delusioni pazzesche in tutta l’Umbria. Dobbiamo dare atto che le cose dette in campagna elettorale non si stanno realizzando e gli umbri e gli spoletini in particolare si stanno accorgendo di questo. Speriamo ci sia un’inversione di tendenza”. DMB/