Regione Umbria - Assemblea legislativa


QT 5 - “Fallimento della riorganizzazione del personale e paralisi gestionale all’interno della direzione regionale Salute”

In sintesi

A Matteo Giambartolomei (FdI) ha risposto la presidente della Giunta, Stefania Proietti: “Questa Amministrazione ha potenziato Dirigenti ed Elevate qualificazioni, aumentato il personale e riducendo gli incarichi ad interim”

(Acs) Perugia, 4 giugno 2026 – Nella parte riservata alle interrogazioni a risposta immediata (question time) della seduta di oggi dell’Assemblea legislativa, il consigliere Matteo Giambartolomei (FdI) ha chiesto alla presidente della Giunta regionale, Stefania Proietti chiarimenti rispetto al “fallimento della riorganizzazione del personale, paralisi gestionale all’interno della direzione Salute e Welfare della Giunta regionale: ripercussioni sull’efficienza dei servizi sanitari, sul diritto alle cure dei cittadini e sul benessere dei dipendenti”.

Nello specifico ha chiesto di sapere: “Quali siano le motivazioni e le analisi della presidente della Giunta in merito alla fuga di personale qualificato e al diffuso malessere organizzativo che sta compromettendo le performance della Direzione salute; quali misure urgenti intenda attivare per colmare l'insostenibile carenza di organico della Direzione Salute e Welfare, ponendo fine alla fallimentare stagione degli interim a livello dirigenziale, a partire dall’assegnazione dell’incarico per il Servizio Programmazione dell’assistenza territoriale, nonché dalla copertura delle 5 Sezioni rimaste scoperte; come si intenda sbloccare immediatamente i 40 milioni di euro di fondi PNRR per l’assistenza domiciliare integrata concludendo le procedure di coprogettazione da tempo avviate”.

Illustrando il suo atto ispettivo, Giambartolomei ha detto che “su 1.083 dipendenti della Giunta regionale al 31 dicembre 2025, appena il 10,25% risulta assegnato alla Direzione Salute, dove la carenza di personale con funzioni apicali ha raggiunto livelli di assoluta criticità: a fronte di 11 Servizi attivi, sono in forza solamente 6 dirigenti, costringendo l'Amministrazione a ricorrere a ben 5 interim (quasi la metà delle strutture apicali). Il Servizio cardine ‘Programmazione assistenza territoriale’ resta vacante, nonostante la procedura concorsuale sia conclusa da mesi. Ben 3 Dirigenti della sanità sono andati via o sono in procinto di andare via. Nei livelli intermedi la situazione è precipitata con l'ultima riorganizzazione: al primo maggio 2026, su 40 nuove Sezioni, 5 sono risultate vacanti (Monitoraggio performance, Gestione Sanitaria Accentrata, Accreditamento-OTAR, Rischio clinico, Immigrazione), a fronte di 1 sola sezione vacante in tutto il resto della Regione. Su 35 posizioni ricoperte, più di un terzo (12 incarichi) è andato a personale, sicuramente qualificato, ma privo di precedente esperienza, mentre 5 storici funzionari si sono trasferiti altrove, privando la sanità di competenze consolidate. La Direzione Salute governa un Servizio Sanitario Regionale che assorbe oltre l'80% del bilancio umbro, con 4 aziende sanitarie e oltre 12.000 dipendenti. Ridurre a soli 6 dirigenti la guida della sanità umbra è una palese incapacità politica e amministrativa (con evidente responsabilità del Servizio delle Risorse Umane). Il potenziamento della Direzione tramite 8 nuove Sezioni è nei fatti fallito. L'alto turn-over e la fuga di figure storiche testimoniano un profondo malessere organizzativo e l'incapacità politica e del management di valorizzare e ascoltare il personale. Questa debolezza strutturale blocca i principali dossier sanitari dall'insediamento della Giunta Proietti: liste d'attesa raddoppiate; mancanza di trasparenza sulla destinazione dei fondi della manovra fiscale 2025; assunzioni, programmazione e autorizzazioni ferme al palo. Sono anche a rischio il raggiungimento degli obiettivi per le Case e gli Ospedali di Comunità. Si assiste a un palese corto circuito politico della Giunta: mentre la maggioranza si fa bandiera della ‘difesa della sanità pubblica’, nei fatti priva la Direzione Salute delle risorse umane minime per funzionare, spingendo di fatto i cittadini umbri esausti verso il sistema privato a causa dei tempi d'attesa biblici. Il caos interno alla Direzione salute riflette un totale blackout politico e un deficit di partecipazione: il nuovo Piano Socio Sanitario Regionale, ad oggi oggetto solo di annunci mediatici e logoranti litigi politici interni alla maggioranza, viene gestito nelle ‘stanze chiuse’ escludendo il dialogo fondamentale con i Sindaci del territorio, le aziende sanitarie e le organizzazioni sindacali, che infatti lamentano la totale assenza di concertazione”.

La presidente della Giunta, Stefania Proietti ha risposto: “Questa interrogazione mira a colpire il personale più che la Giunta, con un atto ispettivo palesemente non accettabile. Questa Amministrazione, per prima dopo anni, ha potenziato l’organico della direzione Salute: prima composto da 90 unità ora salite a 101. A fronte di numero ben più alti per le altre direzioni regionali. A fronte di 9 funzionari di elevata qualificazione in uscita ne sono stati reclutati 20. Due procedure di reclutamento della dirigenza sono state già completate. Un’altra procedura per un dirigente informatico è in corso di completamento. La scelta di coprire con interim le posizioni dirigenziali impegnate nell'attuazione del Pnrr in sanità è stata dettata dalla situazione ereditata, in cui c’erano il 25% delle posizioni dirigenziali con incarichi ad interim. I servizi dirigenziali della direzione sanità con questa Giunta sono passati da 9 a 11, da 31 a 40 le posizioni di elevata qualificazione, per adeguare la struttura alla complessità delle funzioni e per rispondere al sottodimensionamento ereditato dal passato. Per le posizioni di elevata qualificazione ancora vacanti è già in corso la relativa procedura, che scade il 10 giugno. Si tratta di nuove posizioni nate dalla riorganizzazione e dal potenziamento della Direzione. All’ampio e fallimentare utilizzo di interim nella precedente Amministrazioni si è aggiunto, nella precedente Legislatura, il susseguirsi disordinato di direttori e commissari, anche nelle aziende. In cinque anni nella Direzione Salute e Welfare sono passati 3 direttori regionali; all’Azienda ospedaliera di Perugia abbiamo avuto un commissario straordinario, un direttore generale, un facente funzione e poi un altro direttore; in quella di Terni solo un commissario straordinario e due direttori; nella Usl 1 tre direttori generali; nella Usl 2 un commissario poi nominato direttore e un facente funzioni. Rispetto all’assistenza domiciliare, i target previsti sono stati raggiunti e certificati da Agenas, assicurando la continuità assistenziale richiesta”.

Il consigliere Giambartolomei ha replicato: “Se l’interrogazione non fosse stata ammissibile non sarebbe stata discussa. Non si può continuare a rinviare agli errori del passato per non affrontare i problemi del presente, che riguardano l’inefficienza dell’assessore alla Sanità, cioè lei. L’aumento dei dirigenti di cui si parla non corrispondono alla realtà. Aver aumentato le Sezioni per poi non riuscire ad assegnarle rappresenta un fallimento. Ci si dovrebbe anche domandare come mai il personale storico di quella Direzione abbia scelto di andarsene. Rispetto ai dirigenti, ce ne sono ancora tre mancanti. Sull’assistenza domiciliare, non va tutto bene. La coprogettazione doveva essere attivata entro 60 giorni dal 6 ottobre, ossia il 7 dicembre. Siete in ritardo di 7 mesi. I dati Agenas vanno saputi leggere e spiegare”. MP


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