QT 4 “Ferrovia Centrale Umbra: mancata firma della convenzione con RFI per la tratta Città di Castello–Sansepolcro e rischi per il cronoprogramma dell'intera dorsale umbra”
A Enrico Melasecche (Lega) risponde l’assessore Francesco De Rebotti: “nel cronoprogramma nessun ritardo accumulato L’appalto dei lavori previsto entro il secondo trimestre 2026, la chiusura entro il secondo trimestre 2029”
(Acs) Perugia, 4 giugno 2026 – Nella sessione ‘ question time’ della seduta odierna dell’Assemblea legislativa, il consigliere Enrico Melasecche (Lega) ha interrogato l’assessore Francesco de Rebotti in tema di Ferrovia Centrale Umbra chiedendo, nello specifico, chiarimenti circa la “mancata firma della convenzione con RFI per la tratta Città di Castello–Sansepolcro e rischi per il cronoprogramma dell'intera dorsale umbra”.
L’interrogante ha chiesto dunque di sapere: “quali siano le ragioni specifiche che determinano la perdurante mancata sottoscrizione della convenzione con RFI per la ricostruzione della FCU nella tratta Città di Castello-Sansepolcro nei nove mesi successivi alle prime sollecitazioni formali di luglio 2025; se il cronoprogramma che prevedeva il completamento dell'intera dorsale FCU entro il 2027 sia ancora compatibile con i ritardi accumulati e, in caso contrario, quale sia la nuova previsione aggiornata per l'ultimazione dei lavori e la messa in esercizio dei convogli elettrici Minuetto sull'intera linea, viste le rilevanti aspettative di moltissimi umbri; quali misure sono state prese e con quale efficacia per impedire la vandalizzazione delle nuovissime livree dei Minuetto elettrici, considerato che era fin troppo facile immaginare il ripetersi di tali episodi e per fare provvedere alla loro immediata pulizia”.
Illustrando l’atto, Melasecche ha ricordato che: “con deliberazione CIPESS adottata nel novembre 2024, alla Regione Umbria sono stati assegnati 80 milioni di euro nell'ambito delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d'Assisi; di tali risorse, 55 milioni di euro sono destinati al finanziamento dei lavori sulla tratta Città di Castello–Sansepolcro della Ferrovia Centrale Umbra (FCU) e 10 milioni alla progettazione della nuova stazione Alta Velocità Medio Etruria da realizzare a Creti (Cortona); i residui 15 milioni riferiti ad Assisi risultano ad oggi, fatto - - gravissimo, non più utilizzabili per ritardo nella esecuzione dei lavori. La gara per l'esecuzione dei lavori sulla tratta Città di Castello–Sansepolcro è stata aggiudicata da RFI ad una serie di imprese fra cui la SALCEF, primaria impresa specializzata in costruzioni ferroviarie, pronta ad avviare le attività di cantiere non appena perfezionata la necessaria convenzione con Rete Ferroviaria Italiana (RFI). A partire dal luglio 2025 RFI ha formalmente sollecitato la Giunta regionale, e in particolare l'Assessore alle infrastrutture e trasporti, affinché assumesse le iniziative necessarie alla definizione e alla sottoscrizione della convenzione indispensabile per dare avvio al cantiere; a distanza di nove mesi da tali sollecitazioni, la convenzione non risulta ancora sottoscritta e la pratica rimane in uno stato di stallo ingiustificato. Il perdurare dell'inerzia espone la Regione al concreto rischio che SALCEF, gravata da oneri fissi rilevanti legati ai propri investimenti in personale e macchinari specializzati, sia indotta a riorientare la propria capacità produttiva su altri cantieri, con conseguenze potenzialmente irreversibili sul rispetto del cronoprogramma concordato con il sottoscritto due anni fa. Sono già iniziate le vandalizzazioni dei Minuetto da parte di sconosciuti imbrattando le nuove livree fiammanti fin sopra i finestrini, senza che siano stati messi in atto provvedimenti e tecnologie per l’indispensabile controllo nelle stazioni con il rischio che chiunque, anche con intenti ancor più gravi, può accedere e fare ciò che crede senza che sia stato individuato e denunciato per danni e disservizi. Il completamento dell'intera dorsale umbra della FCU con materiale rotabile elettrico di tipo Minuetto, già pianificato entro il 2027, rappresenta un obiettivo strategico di mobilità sostenibile e coesione territoriale per la Regione Umbria, costruito nel corso degli anni con risorse nazionali e regionali; il ritardo che si sta accumulando da parte della nuova Giunta regionale rischia di rendere tale traguardo incompatibile con le scadenze finanziarie e operative previste, compromettendo un investimento pubblico già interamente finanziato e appaltato; la mancata attivazione tempestiva del cantiere determina, oltre al danno diretto per l'infrastruttura ferroviaria, un segnale negativo nei confronti degli operatori privati e degli enti finanziatori circa l'affidabilità della Regione Umbria come soggetto attuatore di opere pubbliche”.
L’assessore De Rebotti ha risposto che: “Occorre premettere che relativamente ai 15 milioni di euro per cinque progetti originariamente facente parte del programma di interventi (delibera CIPES 71/24) sono state già individuate risorse utilizzabili per l'esecuzione dei lavori. Si è conclusa positivamente l'istruttoria delle strutture tecniche del MEF per il finanziamento delle medesime progettualità a valere sulle risorse del Fondo Investimenti. È in fase di approvazione formale da parte della Ragioneria generale dello Stato il decreto di assegnazione dei fondi e di autorizzazione all'avvio delle attività. Relativamente ai 55 milioni di euro di FSC destinati al finanziamento dei lavori sulla tratta Città di Castello-Sansepolcro sulla FCU si rappresenta quanto segue: a decorrere dal secondo semestre 2025 sono state effettuate ripetute e costanti interlocuzioni, intensificate nel corso del 2026 tra le strutture tecniche regionali e RFI al fine di addivenire alla stipula della Convenzione regolanti i rapporti tra Regione Umbria, entro il assegnatario delle risorse e RFI, soggetto attuatore, in considerazione della necessità di chiarire alcuni aspetti sostanziali inerenti il circuito finanziario, la rendicontazione delle spese e il rispetto del termine vincolante per l’aggiudicazione definitiva dell'appalto. Rispetto a quest'ultimo aspetto, la delibera CIPES 71/24 stabilisce che il mancato rispetto del trimestre di aggiudicazione definitiva dell'appalto, 30 giugno 2026, come indicato nell'allegato alla delibera medesima in quanto derivante dal cronoprogramma procedurale, determina la revoca automatica delle risorse assegnate. Considerata la specificità dell'intervento, RFI, dopo svariate ipotesi e approfondimenti interni, ha comunicato di ritenersi soddisfatto il requisito fissato dalla delibera CIPES 71/24 con l’aggiudicazione degli accordi quadro idonei a fondare obbligazioni giuridicamente vincolanti sotto il profilo giuridico finanziario del monitoraggio della spesa, a valere sui quali verranno emessi i contratti applicativi per l'esecuzione dei lavori. Per giungere rapidamente alla stipula della Convenzione, le strutture regionali hanno proposto varie versioni del testo che, pur riconoscendo quanto dichiarato da RFI, tutelassero comunque la Regione dal rispondere per l'intero importo e con fondi propri qualora l'amministrazione centrale consideri inammissibile l'interpretazione del soddisfacimento dell'obbligazione giuridicamente vincolante con l’aggiudicazione degli accordi quadro. Tale soluzione è stata più volte rigettata da RFI. Contestualmente la Regione, al fine di superare la criticità e accelerare la definizione di un testo condiviso di convenzione, ha anche avviato un'interrogazione, sia informale che formale, con l'amministrazione centrale competente, richiedendo se il requisito dell’aggiudicazione definitiva possa considerarsi soddisfatto con gli accordi quadro. Ad oggi si è in attesa di un riscontro da parte del Dipartimento per le politiche di coesione, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e la richiesta di chiarimento avanzato. Altro fattore di criticità è rappresentato dal circuito finanziario, il quale prevede che il trasferimento delle risorse avvenga tramite una modalità a rimborso dei costi effettivamente sostenuti e transitando per il bilancio regionale, trattandosi di importi considerevoli per ciascun sal, anche pari a 10-20 milioni di euro, che il bilancio regionale non è in grado di anticipare, è stato previsto da parte delle strutture tecniche il pagamento delle spese rendicontate da RFI all'avvenuto incasso da parte della Regione della corrispondente tranche di finanziamento. Da parte sua, RFI non solo ha ritenuto non accettabile tale progressione, ma ha altresì richiesto che la Regione si impegni, in caso di mancato incasso delle risorse, ad individuare le necessarie fonti di finanziamento alternative per la copertura delle spese oggetto di rendicontazione. Relativamente al cronoprogramma che prevedeva il completamento, ad oggi non risultano ritardi accumulati in quanto da cronoprogramma originariamente approvato e oggetto di istruttoria dell'amministrazione centrale, l'appalto dei lavori è previsto entro il secondo trimestre 2026, la chiusura dei lavori entro il secondo trimestre 2029. Per quanto concerne gli episodi di vandalismo sui Treni Minuetto, si evidenzia che la gestione operativa e la manutenzione del materiale rotabile hanno registrato un sostanziale mutamento a seguito del subentro di Trenitalia nella gestione dei servizi ferroviari sulla rete regionale. Trenitalia, operando in qualità di gestore nazionale, è dotata di una struttura organizzativa, logistica e di personale nettamente più dimensionata e adeguata per garantire standard superiori nella vigilanza, nella custodia e nella tempestiva manutenzione ordinaria e straordinaria dei convogli. Tale affidamento assicura pertanto un approccio gestionale differente e una capacità di intervento rapida ed efficace per la rimozione dei graffiti e il costante mantenimento del decoro della flotta”.
Nella replica, Melasecche ha espresso “preoccupazione perché la ricostruzione della Ferrovia Centrale di Umbra è l'opera delle opere. Fra gli investimenti che erano stati previsti inizialmente, tra quelli ottenuti da noi, Pinqua e tutto il resto, parliamo di circa 450 milioni di euro. Si tratta di una ricostruzione totale della ferrovia con aggiunta di tutte le più moderne tecnologie. Sarebbe quindi gravissimo se quella tratta conclusiva non dovesse terminarsi in tempo utile. Prendo atto del cronoprogramma, ma all’Assessore chiedo di seguire personalmente la situazione perché non ci possiamo permettere di perdere i finanziamenti. Per quanto riguarda invece la vandalizzazione dei nuovi treni Minuetto, se la responsabilità è di Trenitalia dobbiamo farci rispettare. Dobbiamo pretendere l’effettuazione dei controlli e coloro che la notte vanno a vandalizzare i treni vanno individuati e denunciati e subiscano le conseguenze dei danni”. AS