Regione Umbria - Assemblea legislativa


“La sentenza del Tar ristabilisce un quadro normativo e di chiarezza a tutela del diritto allo studio e fuori da logiche strumentali”

In sintesi

Nota di Letizia Michelini (Pd) su dimensionamento scolastico

(Acs) Perugia, 29 maggio 2026 – “La sentenza del Tar dell’Umbria sul piano di dimensionamento scolastico adottato dal Commissario ad acta ristabilisce un quadro di legalità e chiarezza su una materia delicata come l’organizzazione della rete scolastica”. Così in una nota la consigliera regionale del Partito Democratico Letizia Michelini.
 

“Il Tribunale amministrativo regionale - spiega Michelini - ha riconosciuto la fondatezza delle ragioni sostenute dal Comune di Città di Castello, con il supporto della Regione Umbria, delle organizzazioni sindacali e delle famiglie interessate. La sentenza conferma la correttezza dell’operato della Regione e dello stesso Comune, che si è visto obbligato a ricorrere alla magistratura amministrativa per tutelare il diritto allo studio e garantire il rispetto delle procedure previste”.

 

“La decisione -osserva la consigliera Dem - evidenzia la confusione che ha caratterizzato la gestione ministeriale del dimensionamento scolastico. A Città di Castello si era infatti arrivati a prevedere il dimensionamento di una scuola che lo stesso Ministero aveva in precedenza destinato alla demolizione, una contraddizione che dimostra quanto sia necessario conoscere i territori prima di assumere decisioni che incidono sulla vita delle comunità”.

 

“Quando si parla di scuola e di diritto allo studio – aggiunge - non possono esserci strumentalizzazioni politiche né contrapposizioni tra territori. Il rispetto delle regole e dei percorsi istituzionali è la garanzia primaria di un diritto fondamentale e impone alle istituzioni di agire con trasparenza e sulla base di dati oggettivi”.

 

“Resta comunque aperta - continua Michelini - la questione dei due ulteriori tagli previsti per l’Umbria, rispetto ai quali la Regione è ancora in attesa dell’esito del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. Continuiamo infatti a ritenere tali dimensionamenti ingiustificati e non supportati dai numeri reali in possesso della Regione e più volte messi a disposizione. Ribadiamo infine che la scuola pubblica non può essere considerata una voce su cui operare tagli o risparmi perché – conclude - rappresenta un investimento strategico per la crescita, la coesione sociale e le opportunità delle nuove generazioni”. RED/as


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