“Ritiro immediato della manovra fiscale regionale in seguito alle dichiarazioni rese dalla presidente Proietti il 7 maggio 2026”
L’Aula respinge a maggioranza la mozione dei consiglieri di opposizione Tesei (Lega), Arcudi (Tp-Uc), Melasecche (Lega), Pace, Agabiti, Giambartolomei (FdI)
(Acs) Perugia, 21 maggio 2026 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha respinto a maggioranza (10 no, 6 sì) la mozione a firma Donatella Tesei (Lega), Nilo Arcudi (Tp-Uc), Enrico Melasecche (Lega), Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei (FdI) relativa al “ritiro immediato della manovra fiscale regionale in seguito alle dichiarazioni rese dalla presidente Proietti il 7 maggio 2026”.
Illustrando l’atto di indirizzo, Tesei ha spiegato che “sulla base della documentazione ufficiale e delle dichiarazioni rese in Aula dalla presidente Proietti il 7 maggio scorso, risulta che il presunto equilibrio dei bilanci delle quattro aziende ospedaliere e sanitarie territoriali umbre per il 2025 è frutto quasi esclusivamente di una manovra di maquillage contabile effettuata a posteriori della chiusura dell’esercizio 2025 grazie al trasferimento, pochi giorni fa, di fondi straordinari alle quattro aziende per far formalmente apparire quei bilanci in leggero utile. Una situazione analoga a quella risultante a fine 2024, quando il disavanzo, invece di gonfiarlo, come ha accertato la Corte dei Conti con accantonamenti eccessivi, avrebbe ben potuto essere azzerato dai fondi della Direzione regionale, con la maggioranza di sinistra che però si inventò un inesistente ‘buco di bilancio’ solo per giustificare una stangata fiscale, grave quanto assurda, che colpisce cittadini e imprese in una fase particolare dell’economia in cui c’è bisogno di incrementare i consumi e favorire l’occupazione. Con la legge regionale n.2/2025 la Giunta ha disposto aumenti di Irpef e Irap per un aggravio aggiuntivo di 184 milioni di euro (250 milioni considerando la previsione per l'anno 2028), espressamente motivati con la copertura del disavanzo strutturale della Sanità regionale. Con la delibera n. 378 del 22 aprile 2026 la Giunta ha assegnato alle Aziende sanitarie 103.670.195 euro per coprire un disavanzo analogo a quello di fine 2024, con ciò ammettendo che nel corso del 2025 ben poco è cambiato nella gestione di bilancio delle aziende umbre. Le risorse straordinarie utilizzate per la copertura del disavanzo 2025 delle aziende umbre derivano integralmente da fonti esterne alla gestione Proietti e anzi riferibili alla positiva gestione del centrodestra. Il mancato ritiro della manovra fiscale, oggi ancor più ingiustificabile alla luce delle dichiarazioni della presidente Proietti, rischia di vanificare anche i benefici dell’estensione della Zes all’Umbria, poiché le imprese si troverebbero a pagare più Irap per effetto delle scelte della Regione, perdendo così gran parte degli incentivi previsti dal Governo nazionale. Chiediamo quindi alla Giunta regionale di presentare al Consiglio regionale, entro 60 giorni, un disegno di legge di abrogazione della legge regionale 2/2025, con rideterminazione delle aliquote Irpef e Irap ai valori antecedenti la manovra fiscale; presentare contestualmente una relazione tecnica analitica sulla composizione del risultato 2025 di ciascuna delle quattro Aziende sanitarie, con indicazione di tutte le fonti di copertura del disavanzo aziendale e dei flussi assegnati con Dgr 776/2025 e Dgr 378/2026; riferire sulle misure di efficientamento e sulle fonti di finanziamento individuate per l'esercizio 2026 ed gli anni successivi”.
Laura Pernazza (FI): “Il 7 maggio 2026 la presidente Proietti ha dichiarato in questa Aula che le Aziende sanitarie avevano chiuso il 2025 con un rosso di 233 milioni di euro. Quella stessa mattina il comunicato ufficiale della Regione diceva che le quattro Aziende avevano chiuso in utile: Usl Umbria 1 + 19 milioni, Usl Umbria 2 + 41 milioni, Azienda ospedaliera di Perugia + 24 milioni, Azienda ospedaliera di Terni + 13 milioni, totale + 99 milioni. La stessa persona ha fornito lo stesso giorno due versioni opposte della realtà. Una scelta deliberata, ormai diventata una prassi, di mistificazione dei numeri. Le Aziende avevano un disavanzo reale di meno 233 milioni, per coprirlo la Regione ha usato due strumenti: il primo, riparto ordinario del Fondo Sanitario Nazionale, 130 milioni, risorse dello Stato che arrivano comunque, indipendentemente da chi governa; il secondo, e questo è il punto, la DGR 378 del 22 aprile 2026, con un'integrazione straordinaria di equilibrio da 103,7 milioni. Con quei 103 milioni il disavanzo sparisce e i bilanci passano dal rosso al verde e il comunicato stampa può dire ‘I conti sono in ordine’. Nella DGR 378 è scritto nero su bianco che i 103 milioni sono fondi straordinari, che ‘non costituiscono dato storico per i finanziamenti a venire’. In altri termini queste risorse non si ripeteranno. Con la narrazione del ‘buco lasciato dalla destra’ questa maggioranza ha giustificato la legge regionale n.2 del 2025, con aumenti di Irpef e Irap per 184 milioni di euro, sulle spalle dei cittadini e imprese Umbre: 250 milioni se guardiamo la proiezione a tutto il 2028. Oggi sappiamo due cose: quel buco era gonfiato, come ha certificato la Corte dei Conti, con accantonamenti eccessivi; il disavanzo del 2025, quindi sotto la gestione Proietti, è dello stesso ordine di grandezza (233 milioni) nonostante 184 milioni di nuove tasse già in tasca. Nel frattempo la mobilità passiva è al peggior livello storico, - 55,7 milioni nel 2025. Significa che gli Umbri vanno a curarsi fuori regione più che mai. In ogni caso, se ora i conti sono in ordine, come dice la Presidente, non c'è più nessun motivo per mantenere quelle tasse”.
Eleonora Pace (FI): “Il disavanzo della sanità non si è fermato. I problemi, nonostante questa tassazione che ci ha reso tristemente noti a livello nazionale, sono sempre gli stessi dei cinque anni precedenti: mancanza di personale, presidi sanitari da costruire, abbattimento delle liste d'attesa. Il colpo della manovra fiscale che avete inflitto, fortunatamente in Umbria è stata attutita un pochino dal taglio del 2% sull'Irpef operato dal Governo Meloni. Trovo molto grave che dalla Giunta e dalla Presidente non arrivi nessuna risposta su un argomento così importante”.
Stefania Proietti (presidente della Giunta): “La delega a queste materie è dell’assessore Bori, che ora non è presente in Aula. Il riparto del Fondo non viene fatto dal Governo ma dalle Regioni. Ed è stata una lunga discussione, conclusa il 29 dicembre, sull’innescare il nuovo indicatore della dispersione territoriale. Grazie al quale l’Umbria ha ottenuto 16 milioni di premialità. Ma ciò che ha inciso sulla situazione strutturale è il criterio della dispersione territoriale, sulla quale stiamo lavorando e stanno lavorando alcune università. Tutto ciò solo grazie all’impegno delle Regioni. Se il criterio verrà applicato sull’intero Fondo e non solo sulla parte premiale lo diranno gli esperti. Oggi i cittadini si trovano ad affrontare le questioni legate ad una crisi dell’energia che richiede interventi strutturali anche per il futuro. In ogni caso, potete anche insultare me ma non sbeffeggiate temi importanti per molti come la Flotilla, visto che riguarda persone che stanno soffrendo, soprattutto dopo aver votato contro la discussione di una mozione proprio su questo argomento”.
Donatella Tesei (Lega): “Non abbiamo sbeffeggiato nulla. E avremmo discusso la mozione se fossero state accolte le nostre proposte di modifica dell’atto. L’incremento del Fondo c’è stato e la discussione sul riparto tra le Regioni c’è sempre stata. Anche io ho chiesto incrementi del fondo per l’Umbria, anche per la presenza delle carceri. In ogni caso il dato finale rimane: la manovra ha un impatto ancora più devastante di quanto non fosse nel 2025 e i conti secondo voi ora sono in ordine. Quindi la manovra va ritirata”. MP/