Regione Umbria - Assemblea legislativa


“Mantenere distinte e autonome la Usl Umbria 1 e Umbria 2 e le due Aziende ospedaliere di Perugia e Terni”

In sintesi

Respinta la mozione promossa dai consiglieri Enrico Melasecche (Lega-primo firmatario), Laura Pernazza (FI), Eleonora Pace (FdI)

(Acs) Perugia, 21 maggio 2026 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha respinto con 13 voti contrari della maggioranza e 6 voti favorevoli della minoranza, una mozione presentata dai consiglieri Enrico Melasecche (Lega-primo firmatario), Laura Pernazza (FI), Eleonora Pace (FdI) che chiedeva alla Giunta regionale l’impegno a “mantenere distinte e autonome le Aziende Usl Umbria 1 (Perugia) e Usl Umbria 2 (Terni) e le due Aziende Ospedaliere di Perugia e Terni”. Nello specifico, il dispositivo del documento di indirizzo mirava ad impegnare la Giunta e la presidente Stefania Proietti a “confermare formalmente il mantenimento di due distinte Aziende Usl regionali, Umbria 1 (Perugia) e Umbria 2 (Terni), escludendo qualsiasi ipotesi di accorpamento o accentramento che ne comprometta l’autonomia, pur nella necessaria collaborazione; garantire in modo esplicito la permanenza della sede legale, amministrativa e direzionale della Usl Umbria 2 nel territorio della provincia di Terni; scongiurare ogni ipotesi di accorpamento delle due Aziende Ospedaliere di Perugia e Terni; escludere trasferimenti di funzioni strategiche, uffici o centri decisionali della città di Terni verso altri territori regionali; assicurare il coinvolgimento dell’Assemblea legislativa, delle istituzioni locali e delle parti sociali nelle scelte relative al nuovo Piano sanitario regionale; garantire una equa distribuzione delle risorse sanitarie regionali, evitando squilibri territoriali a danno dell’area sud dell’Umbria, già penalizzata in maniera strisciante nella riduzione sistematica della stessa Regione nella seconda città capoluogo di provincia; realizzare, finalmente, una sede di proprietà dell’Asl Umbria 2 a Terni facendo venir meno lo spreco dovuto al pagamento del canone di locazione che ad oggi somma a varie decine di milioni a favore di una immobiliare privata”.

Illustrando la mozione, Melasecche ha osservato che “questo è un atto sofferto. Lo presentammo in Aula cercando di inserirlo all’ordine del giorno appena si sparse la notizia che era intenzione della presidente Proietti di azzerare la presenza della direzione generale della Asl 2 a Terni e della Asl 1 a Perugia. Sono tornate in voga altre preoccupazioni a Terni in ordine al possibile futuro dell’Azienda ospedaliera. Tutti questi dubbi perché non c’è confronto e girano bozze delle linee di indirizzo della presidente Proietti in ordine al quadro generale della sanità che intende dare nel nuovo piano. Per questo ci siamo attivati immediatamente. Anche perché la Presidente in una intervista ha confermato tutti i dubbi che avevamo. Per questo la mozione sottolinea che nell’ambito della predisposizione del nuovo Piano sanitario regionale sarebbero emerse indiscrezioni circa una possibile riorganizzazione delle Aziende sanitarie locali, con ipotesi di accentramento di funzioni e sedi. Tali ipotesi, se confermate, comporterebbero, fra le altre, il trasferimento della sede legale e direzionale della Usl Umbria 2 dal territorio di Terni. La sede Usl nella città di Terni rappresenta un presidio strategico per l’erogazione dei servizi sanitari nel territorio sud della regione e per l’equilibrio complessivo del sistema sanitario umbro. Nella storia del regionalismo umbro il territorio di Terni ha già subito una progressiva riduzione di funzioni, investimenti e centralità decisionale in diversi ambiti strategici; la città di Terni ha visto bloccato il progetto di realizzazione dello stadio-clinica e ha visto rallentato il processo di realizzazione del nuovo ospedale pubblico. Il mantenimento di due Aziende Usl distinte tra Perugia e Terni garantisce un equilibrio territoriale, una maggiore prossimità dei servizi ai cittadini e una più efficace gestione delle specificità locali. Ogni ipotesi di accentramento rischia di penalizzare ulteriormente l’area sud dell’Umbria, ampliando le disuguaglianze territoriali. Risulta necessario assicurare trasparenza e condivisione nelle scelte strategiche relative alla programmazione sanitaria regionale. È fondamentale salvaguardare il ruolo, le funzioni e la piena autonomia della Usl Umbria 2 con sede a Terni. La programmazione sanitaria deve ispirarsi a criteri di equità territoriale, efficienza dei servizi e tutela delle comunità locali”.

INTERVENTI
Cristian Betti (Pd): “Non possiamo essere d’accordo con questa mozione. Invitiamo la minoranza a discutere con noi di queste cose nel momento in cui andremo ad analizzare il piano socio sanitario per valutare tutte le scelte e proporre la migliore riforma sanitaria possibile. In quella sede condivideremo scelte strategiche per la nostra Regione. La presidente Proietti ha dato un input specifico ai direttori per cercare di intervenire sulla razionalizzazione della spesa. Un lavoro enorme che darà i suoi frutti nei prossimi mesi e anni. Concordo che il Consiglio regionale debba avere un ruolo nelle scelte del nuovo piano sanitario regionale. Verrà fatto anche con tutta la cittadinanza. Non faremo come nella passata legislatura. Si tratta della riforma più importante della legislatura. È lì che dovranno essere discusse e ragionate le scelte fondamentali, e l’architettura istituzionale. Non possiamo scindere nessuno dei vari aspetti dalla discussione organica che avverrà nel piano sanitario regionale. Non si possono discutere solo un parte di queste cose. Anche sulle Asl. Quello sarà il luogo della discussione, non una mozione che estrapola una indiscrezione e la porta in Aula senza un'analisi di contesto”.

Laura Pernazza (FI): “Stiamo parlando del futuro della Asl Umbria 2, della sua sede a Terni e dell’equilibrio regionale. Il sud ha diritto di avere un centro di riferimento, i servizi non possono essere gestiti da lontano. Se sono voci, smentitele. Bisogna essere chiari. La presidente Proietti a Terni non ha detto che la sede resta a Terni. Ha detto ‘non posso confermare o smentire nulla’. Quindi l’ipotesi esiste. Allora qualcosa è già sul tavolo. C’è questa bozza? Portatecela. La Presidente abbia il coraggio di dirlo in Aula: la Asl Umbria 2 resterà a Terni sì o no? Non si può essere ambigui. Quando si parla di Terni si prova sempre ad accentrarsi altrove. E noi non lo possiamo accettare. Serve stare vicini al territorio, serve equilibrio. Terni ha già subito troppo. L’efficienza non si costituisce togliendo presidi sul territorio. Ma con investimenti veri. Accorpare, accentrare non significa migliorare la sanità. La maggioranza non vuole assumersi la responsabilità di rispondere ad una domanda semplice. Continuare a rinviare significa non voler dire ai cittadini la verità.  È una battaglia per Terni e per l’Umbria meridionale. Se Giunta non ha intenzione di spostare la sede voti questa mozione, se vota contro il messaggio è che l’ipotesi esiste ed è sul tavolo. Chiediamo una risposta semplice”.

Luca Simonetti (M5S): “voto contro questa mozione perché state cavalcando un becero populismo e campanilismo che mette contro Terni e Perugia. E non si va a guardare la realtà. Dal 2019 ad oggi finalmente c’è chi ha il coraggio di scrivere un piano sanitario regionale. Che modificherà la sanità umbra per garantire il diritto alla cura su tutto il territorio regionale. In Umbria per troppo tempo c’è stata disparità tra territori. Preadottare un piano socio sanitario non significa prendere una scelta definitiva. Dobbiamo andare a mettere in sicurezza il diritto alla salute degli umbri. La maggioranza si è presa l’onere di portare avanti questo percorso, è tenuta a mantenersi le mani libere per prendere la decisione migliore. Qui vedo solo becera propaganda. Se non ragioniamo con una visione integrata noi falliamo. Ai cittadini non importa dove stanno le poltrone ma interessa avere garantito il diritto alla salute”.

Eleonora Pace (FdI): “Ci vuole serietà e studio. Dal 1995 su Terni è stato fatta la politica del carciofo. Nel 2012 già c’erano polemiche sulla Asl a Foligno. Dopo 14 anni ricominciamo da dove c’eravamo lasciati. Parliamo di sanità del territorio, di vicinanza, e poi facciamo la fusione delle due Asl nel momento in cui diciamo ai cittadini che devono pagare. Voi pagate le tasse e noi vi tagliamo servizi. Non comprendo come i colleghi ternani possano prestarsi a questa pantomima. Non regge la scusa del rinvio di tutte le decisioni al piano sanitario. Qui serve una presa di posizione precisa dei consiglieri ternani di maggioranza. Faccio un appello a consiglieri ternani: come fate a uscire da qui sapendo che vi siete espressi in maniera contraria alla nostra mozione che chiede di non procedere alla fusione delle due aziende? Fermiamoci e parliamone. È un tema di interesse generale per tutti i cittadini di Terni. Se votate contro dimostrate che vi muovono interessi di piccolo cabotaggio. I ternani non si facciano strumentalizzare, ve lo chiedo da rappresentante del territorio. Auspico che ci sia uno scatto di dignità da parte di alcuni”.

Fabrizio Ricci (AVS): “Una mozione che si apre con indiscrezioni dà il metro della strumentalità politica con la quale è stata impostata. La discussione sul piano socio sanitario è fondamentale e merita di essere affrontata in maniera seria. Deve essere una scelta frutto di processi condivisi e partecipati, con la difesa di una sanità pubblica più vicina ai cittadini e al territorio. La mozione è firmata solo da 3 consiglieri residenti nella provincia di Terni. C’è la narrazione che il territorio ternano sia vittima di aggressione. Continuare ad alimentare questa logica di contrapposizione, steccati, campanili è controproducente. Questa Giunta considera tutto il territorio regionale con pari dignità. Siamo consiglieri regionali e non provinciali. Questa maggioranza ha dato a Terni una posizione centrale nella propria attività politica e amministrativa. Ad esempio con il piano casa, dove Terni è la città che beneficierà di più degli investimenti della Giunta, con la ristrutturazione di oltre 100 appartamenti. Dovremmo occuparci del definanziamento cronico della spesa sanitaria in Italia. L’Umbria con il piano socio sanitario punta a cambiare passo, ma se il Governo aumenta la spesa militare e toglie soldi alla sanità il nostro lavoro rischia di essere vanificato”.

Maria Grazia Proietti (PD): “Il tema della sanità regionale non può essere ridotto alla rincorsa delle anticipazioni giornalistiche, delle indiscrezioni, alle paure territoriali. La sanità umbra ha davanti questioni molto più profonde. In Umbria dobbiamo discutere di organizzazione, di programmazione, di efficienza, di prossimità, di equilibrio territoriale. Ma con la serietà, con i dati, con competenza. Nessuna riorganizzazione territoriale può compensare un definanziamento nazionale del sistema sanitario. E non è un alibi. Noi oggi dobbiamo difendere la sanità pubblica umbra davanti ad un contesto nazionale che la sta mettendo in difficoltà. Tutti i territori vanno salvaguardati, Terni come il resto dell’Umbria. Non si può ragionare solo sulle indiscrezioni. Dobbiamo metterci a lavorare su un piano socio sanitario che è il primo dopo 17 anni”.

Donatella Tesei (Lega): “l’impegno che la mozione chiede alla giunta è chiaro: confermare il mantenimento di 2 aziende escludendo l’ipotesi di accorpamento o accentramento. Lasciare le 2 Asl sembra la scelta più corretta nell’interesse di Perugia e Terni. Anche per sostenere la necessità di autonomia di Terni. Non stiamo parlando di indiscrezioni. In una intervista la Presidente ha detto che non poteva smentire. L'impegno è chiaro. Tutto il resto sono parole di distrazione di massa”.

Francesco De Rebotti (assessore): “Sono abituato a parlare a fronte di decisioni o scelte che mi vengono sottoposte. Non mi sembra che oggi siamo nelle condizioni di avere una nostra proposta di piano socio sanitario, che sta ancora in discussione. La mia impostazione non è solo da un punto di vista territoriale. Prima di occuparci della forma bisognerebbe occuparci della qualità dei servizi che mettiamo a disposizione dei nostri cittadini, sia nella sanità territoriale che ospedaliera. Sulla base di questo poi costruire un'impalcatura che ci permette di sostenerla. La mia preoccupazione è che il piano espliciti quello che metteremo a disposizione dei nostri cittadini. Ad oggi questa mozione somiglia molto all’ennesimo prolungamento di un dibattito innestato artificiosamente, che ha un suo senso politico, ma che non ci fa bene. Questo strappo che si sta cercando di alimentare tra Terni e Perugia è qualcosa che non rende merito a nessuno. Questa discussione oggi non ha senso. Sarò pronto ad esplicitare fino in fondo il mio pensiero affinché quello degli altri somigli il più possibile al mio”.

Stefania Proietti (presidente Giunta): “Votiamo no alla mozione per il metodo, non per i contenuti. Un piano sanitario non si fa a colpi di mozioni o di delibere di Giunta spezzettate, come in passato, ma con una pianificazione seria che costa fatica. Io ho risposto a una  domanda dicendo che non era quella la sede per smentire né confermare. Il piano sanitario che si fa oggi deve fare i conti col Dm70 e il Dm77. Il Pnrr è l'unica strada che ci potrebbe consentire di rendere possibile una grande visione, parlando delle case di comunità, della sanità territoriale, del fabbisogno puntuale che deve consentire le dimissioni protette, dei servizi innovativi. Parliamo di una sanità pubblica, multicentrica e territoriale. Con un modello che superi l'egemonia di una grande città o di due grandi città, promuovendo una rete di centri istituzionali che distribuiscano sempre più equamente i servizi. Perché oggi i servizi in Umbria non sono distribuiti equamente. Il che non significa che io adesso vi confermo o vi smentisco niente. E non lo faccio perché con tanta fatica noi stiamo facendo una bozza di piano sociosanitario, che possa andare a una discussione. Non c'è la volontà di andare a fare la polemica politica. Manca da troppo tempo la pianificazione, dal 2009. È mancato il coraggio di mettere in discussione il modello: gli ospedali devono essere messi in rete, riorganizzati, ci sono dei centri di costo che non sono più sostenibili. Abbiamo dimostrato che il disavanzo strutturale si può fermare. L'abbiamo diminuito sensibilmente aumentando i servizi. C'è qualcosa che non aumenta: i fondi nazionali bloccati fino al 2029. Un problema con il quale fanno i conti tutte le regioni. Questa mozione è anche poco rispettosa del grande lavoro che si sta facendo: pensare di voler imporre una riflessione che dobbiamo porci sul mantenere il modello esattamente come è, e andare a efficientare. O fare una riflessione in nome di un modello nuovo, innovativo, multicentrico, ma che assicuri l'uniformità e l'omogeneità delle cure e dei servizi. Questo non significa che abbiamo deciso. Si sta riflettendo su che cosa proporre come soluzione migliore possibile.  La Giunta avrà la responsabilità di preadottare un documento che andrà nelle giuste sedi di discussione, nelle commissioni, nella partecipazione pubblica”. DMB/


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