Regione Umbria - Assemblea legislativa


“Tagli Pnrr al welfare territoriale, impatto sul territorio umbro e richiesta di intervento al Governo nazionale”

In sintesi

L’Aula di Palazzo Cesaroni approva la mozione di Fabrizio Ricci (primo firmatario-Avs), Cristian Betti, Francesco Filipponi, Stefano Lisci, Letizia Michelini, Maria Grazia Proietti (Pd), Luca Simonetti (M5S), Bianca Maria Tagliaferri (Ud-Pp)

(Acs) Perugia, 21 maggio 2026 - L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato, con 13 voti favorevoli e 5 astenuti fra i banchi della minoranza, la mozione su “tagli Pnrr al welfare territoriale, impatto sul territorio umbro e richiesta di intervento al Governo nazionale”, di iniziativa dei consiglieri Fabrizio Ricci (primo firmatario-Avs), Cristian Betti, Francesco Filipponi, Stefano Lisci, Letizia Michelini, Maria Grazia Proietti (Pd), Luca Simonetti (M5S), Bianca Maria Tagliaferri (Ud-Pp).

Illustrando l’atto di indirizzo prima del voto, Ricci ha spiegato che “il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), nell'ambito della Missione 5 — Componente 2, ha destinato complessivamente 960 milioni di euro a due misure fondamentali di inclusione sociale: la misura 1.2 ‘Percorsi di autonomia per persone con disabilità’ e la misura 1.3 ‘Housing temporaneo e stazioni di posta’, rivolte rispettivamente al rafforzamento dei servizi di autonomia per persone con disabilità e al sostegno abitativo per persone senza dimora. Ad aprile 2026, il Governo nazionale ha comunicato ai Comuni e agli Ambiti territoriali sociali (Ats) la rimodulazione di tali misure, con un definanziamento complessivo di circa 610 milioni di euro, pari a due terzi del totale originariamente stanziato. L'Anci ha denunciato che tale decisione è stata assunta unilateralmente, senza un confronto preventivo con gli enti locali e senza il coinvolgimento della Conferenza unificata, nonostante i Comuni e gli Ats stiano portando avanti i propri interventi garantendone la conclusione entro le scadenze finali del PNRR. Le misure M5C2 1.2 e 1.3 rappresentano infrastrutture sociali fondamentali per le fasce più vulnerabili della popolazione e il loro definanziamento avrà certamente conseguenze dirette e irreversibili sui servizi già avviati e sulle persone già prese in carico. I tagli ricadono su Regioni e Comuni che hanno investito risorse umane, organizzative e finanziarie nella progettazione e nell’avvio degli interventi, con impatti che diverse Regioni hanno già iniziato a stimare sui propri territori per diversi milioni di euro, con il rischio di compromettere progetti avviati e di danneggiare l'utenza già presa in carico. Non è disponibile a oggi una stima ufficiale dell'impatto sul territorio umbro, né sui singoli Comuni e Ambiti Territoriali Sociali coinvolti; tale stima è necessaria per valutare compiutamente la portata del danno e per assumere le iniziative di tutela più appropriate. È pertanto necessario acquisire una conoscenza puntuale e trasparente della reale portata dei tagli: quali settori del welfare territoriale risultino colpiti, quale sia la distribuzione geografica dei definanziamenti tra le diverse Regioni e gli ATS, e verso quali misure o destinatari le risorse sottratte alle politiche sociali vengano effettivamente dirottate. Conoscenza che è condizione indispensabile per una valutazione politica fondata e per l'esercizio di un controllo democratico sulle scelte operate dal Governo.

Chiediamo quindi alla Giunta di: effettuare con urgenza, in raccordo con ANCI, una ricognizione puntuale dell'impatto del definanziamento delle misure PNRR M5C2 1.2 e 1.3 sul territorio umbro, quantificando le risorse sottratte alla Regione, ai Comuni e agli ATS coinvolti, nonché il numero di persone con disabilità e senza dimora direttamente interessate dalla riduzione dei servizi, e a coordinare conseguentemente con ANCI le iniziative di tutela nelle sedi istituzionali preposte; richiedere formalmente al Governo nazionale, nelle sedi istituzionali competenti, la trasmissione puntuale e trasparente dei dati aggregati relativi: ai settori del welfare territoriale colpiti dai definanziamenti e alla loro intensità; alla distribuzione dei tagli tra le diverse Regioni e i singoli ATS, al fine di verificarne l’equità e la coerenza con i criteri originari di assegnazione delle risorse; alle misure, ai programmi o ai destinatari verso i quali le risorse sottratte alle politiche sociali vengono effettivamente dirottate, in modo da consentire una valutazione politica fondata e l’esercizio di un pieno controllo democratico sulle scelte del Governo, trasmettere formalmente i risultati della ricognizione regionale al Governo, alle competenti Commissioni parlamentari e alla Commissione europea, in raccordo con le analoghe iniziative già avviate dall'ANCI; attivarsi, nelle sedi della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e in ogni altra sede istituzionale competente, affinché il Governo torni sui propri passi e ripristini i fondi definanziati, garantendo la continuità delle misure M5C2 1.2 e 1.3 e il completamento degli interventi già avviati, prima che il provvedimento produca danni irreversibili sulle infrastrutture sociali del territorio”.

Interventi (1)

Simona Meloni (assessore regionale): “il rischio, come evidenziato dalla mozione, è appunto quello di sottrarre risorse ai territori che gestiscono soprattutto la missione 6 e parliamo soprattutto di due linee di investimento: la prima è quella dei percorsi di autonomia per persone con disabilità e l'altra quella dell'housing temporaneo. Che cosa può accadere per l'Umbria? Intanto il 2026 sarà proprio l'anno della verità perché le scadenze europee possono essere diciamo accomodanti verso il territorio oppure no. A luglio 2026 è prevista la rimodulazione che il governo ha chiesto, con un taglio di 13 miliardi in tutta Italia di quelle risorse di welfare territoriale. La scadenza è dunque 2026, questo ha portato soprattutto al definanziamento delle opere. Perché il governo ha detto: noi le finanziamo con le poste relative alle opere che secondo noi non riusciranno a raggiungere il target 2026, invece che chiedere all'Europa di prorogare la possibilità per i comuni o le zone sociali di realizzare questi progetti di welfare. Quindi quello che chiede la mozione noi lo abbiamo già posto, chiedendo che lo Stato non alzi muri, ma soprattutto che vengano mantenuti i servizi sociali e che non siano stracciati dall'agenda europea. Quindi questo atto è molto importante perché agisce proprio sui territori, sui piccoli comuni, sulle piccole realtà e sulle zone sociali. Voteremo chiaramente favorevolmente a questa mozione”. PG


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