Regione Umbria - Assemblea legislativa


“Tar non boccia Nodino, ma la sinistra estrema e ideologica dei salotti esulta senza neppure comprendere”

In sintesi

Nota del consigliere Enrico Melasecche (Lega)

 

(Acs) Perugia, 21 maggio 2026 – “È imbarazzante che in queste ore c’è chi sta brindando alla pronuncia del Tar sul Nodino di Perugia come se fosse stata abbattuta un’opera inutile o dannosa. In realtà stanno festeggiando l’ennesimo rallentamento imposto allo sviluppo dell’Umbria da parte dei professionisti del ricorso, dei fanatici del ‘no’ e di quella sinistra ideologica che vive di blocchi, veti e propaganda”. È quanto dichiara il capogruppo della Lega Umbria, Enrico Melasecche.

“Va chiarito subito, perché qualcuno sta volutamente mistificando la realtà, che la procedura oggetto della sentenza – spiega Melasecche - non riguarda la Regione Umbria, ma i rapporti fra Anas, il soggetto che ha redatto il progetto e il Mase, Ministero dell’Ambiente. Il parere di ottemperanza è stato rilasciato da una commissione ministeriale composta da esperti di assoluto livello, docenti universitari e tecnici altamente qualificati, non certo da dilettanti o improvvisati. Inoltre, nessuno ha ‘bocciato’ il Nodo di Perugia. La sentenza riguarda esclusivamente un aspetto relativo alla validità della ‘Via’ rilasciata a suo tempo dal Ministero, sostenendo che in diciassette anni l’ambiente potrebbe essere cambiato. Diciassette anni, non diciassette secoli o diciassette milioni di anni. Nel frattempo, però, il progetto definitivo è stato migliorato enormemente proprio sul piano ambientale rispetto al vecchio preliminare esistente allora. Questo particolare, naturalmente, viene ignorato da chi punta solo a fermare tutto. Purtroppo siamo nel Paese dei Tar, dove troppo spesso il ricorso viene utilizzato non per tutelare davvero l’interesse generale, ma per bloccare opere, paralizzare investimenti e impedire qualsiasi modernizzazione. Il comitato ‘Chi salverà Ponte San Giovanni?’  ha pubblicato una marea di comunicati molto circostanziati sulla indifferibilità di quest’opera, ma non viene minimamente ascoltato né dal Comune di Perugia né da questa Giunta regionale. Uno dei problemi dell’Umbria è la politica della sinistra che piuttosto che tutelare, cosa giustissima, aree di pregio, le ha moltiplicate a dismisura con un regime vincolistico assurdo che blocca il Lago Trasimeno e quello di Piediluco. Poi ci lamentiamo se i borghi, ma anche le città dell’Umbria, si spopolano e i giovani se ne vanno”.

“È noto che in Italia – prosegue Melasecche - si ricorre al Tar per qualsiasi aspetto anche banale: per liti fra vicini, per costringere nelle gare d’appalto l’impresa vincitrice a trattare con la seconda classificata, o semplicemente per allungare i tempi fino a far morire le opere. Non a caso una delle poche cose condivisibili proposte negli anni da Matteo Renzi era proprio la riforma dei Tar, perché al netto dell’ovvio rispetto della legge, è evidente a tutti l’utilizzo strumentale che troppo spesso viene fatto di questi tribunali per bloccare lo sviluppo per ragioni ideologiche o interessi che raramente coincidono con quelli collettivi. Del resto il copione è sempre lo stesso. Lo abbiamo visto poche settimane fa con il ricorso della Giunta Proietti contro il Comune di Terni, una scelta che sta producendo danni enormi: un investimento da 70 milioni fermato e circa 200 posti di lavoro che sfumano. La follia di tutto questo sistema è che si fermano opere strategiche senza preoccuparsi minimamente della salute di 25 mila cittadini di Ponte San Giovanni e della qualità della vita di 850 mila umbri, ma sostenendo invece di voler difendere alcuni farnetti nel bosco di Collestrada, quando non è previsto il taglio di un solo esemplare”.

“E qui – continua Melasecche - emerge tutta l’ipocrisia di un certo ambientalismo militante. Basti pensare che i ricorrenti al Tar avevano la pretesa di obbligare l’Anas a realizzare un’altra bretella di 20 km rispetto alla attuale di soli 7. Il dubbio che dietro a queste fumisterie ci siano resistenze di alcuni proprietari ai necessari espropri, è legittimo. Inoltre, sul colle di Collestrada, negli anni sono state costruite casotte e condomini moderni in totale dissonanza con il borgo antico, e con altre lottizzazioni che stanno realmente minacciando l’integrità e la bellezza del borgo di Collestrada. Lottizzazioni sostenute anche da negazionisti molto attivi nelle campagne elettorali a favore della Ferdinandi e della Proietti. Eppure su quelle operazioni nessuno apre bocca. Forse Report dovrebbe fare un’inchiesta seria per capire cosa sia avvenuto e perché quelle lottizzazioni misteriosamente non vengano mai rimesse in discussione. La verità è che certi ricorsi vengono presentati soltanto contro alcune opere, mentre altri cantieri altrettanto importanti che inevitabilmente modificano i luoghi, migliorando la sicurezza e la vita dei cittadini, vanno avanti senza contestazioni”.

“È evidente – conclude Melasecche - che la vera ragione non è la tutela ambientale, ma il tentativo ideologico di bloccare infrastrutture strategiche. Chi oggi esulta sono i gruppuscoli vicini all’estrema sinistra salottiera: quelli che odiano Musk, ma viaggiano in Tesla, quelli che parlano di progresso purché non si realizzi mai nulla, quelli che considerano lo sviluppo un nemico da combattere. Noi continueremo invece a difendere il diritto degli umbri ad avere infrastrutture moderne, meno traffico, meno inquinamento, più sicurezza e più sviluppo. Governare significa assumersi responsabilità, non tifare ogni giorno contro la crescita dell’Umbria”. RED/dmb


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