"Intelligenza artificiale e giovani: istruzioni per l'uso senza ansia"
Ieri pomeriggio a Palazzo Cesaroni l'incontro organizzato dal Corecom e da Anci Umbria per approfondire la conoscenza di opportunità e rischi nell'utilizzo dell'AI
(Acs) Perugia, 14 maggio 2026 – Nell’approccio all’intelligenza artificiale molte persone hanno conosciuto quella “generativa”, capace di produrre testi, immagini e video, ma l’IA è una tecnologia che contiene molte altre cose, come quel sottoinsieme chiamato “machine learning” in cui si creano sistemi in grado di imparare e migliorare man mano che vengono incamerati dati in quantità sempre maggiori, e che può offrire interessanti ambiti di applicazione, per esempio nel campo della sanità, dove si può arrivare a fare previsioni su quando una persona si ammalerà grazie ai dati che si riuscirà a elaborare: è una delle riflessioni emerse ieri dall’incontro a Palazzo Cesaroni, organizzato dal Corecom e da Anci Umbria, con la giornalista Sonia Montegiove, autrice del libro “AI come ansIA”, edito da Apogeo.
Il libro ha il sottotitolo “Cosa dobbiamo sapere per insegnare ai più giovani a convivere con l’intelligenza artificiale” e non nasconde i lati negativi di un utilizzo passivo e acritico della tecnologia ma suggerisce consigli per imparare a studiare e ad approfondire: “L’AI non è un motore di ricerca tradizionale. Lavora con logiche diverse e soprattutto attinge a un patrimonio di conoscenza differente. Se usata nel modo corretto e con il giusto approccio critico all’informazione, consente ricerche anche più articolate rispetto ai motori di ricerca tradizionali, ma va guidata con prompt strutturati e obiettivi chiari. Aiutare i ragazzi a formulare buone domande, a esplicitare il proprio livello di conoscenza e a definire criteri di qualità delle fonti significa allenare competenze fondamentali come analisi, selezione e sintesi delle informazioni… L’AI può aumentare motivazione, autoefficacia e creatività ma può anche ostacolare l’apprendimento se utilizzata come scorciatoia. È importante aiutare i ragazzi a comprendere che l’AI non migliora lo studio ‘per magia’: funziona solo quando sostiene l’impegno cognitivo, non quando lo elimina”.
“Il libro è pensato per gli adulti – ha detto Sonia Montegiove - che hanno la responsabilità di guidare i più giovani. Non è un libro tecnico, non è un manuale, vuole far riflettere sull’argomento. Una guida con spunti di riflessione su un tema molto complesso con molte voci che parlano dell’Ia, testimonianze da diversi punti di vista, di educatori, pedagogisti ma anche avvocati”.
“Non dobbiamo vedere solo i lati negativi o gli aspetti preoccupanti – ha detto la presidente del Corecom Umbria Michela Angeletti – perché il fattore umano rimane basilare. È necessario mettersi al timone del cambiamento, mettere al centro l’uomo. Le relazioni restano fondamentali. Facciamo media education non solo per i più giovani ma anche per gli adulti. Non sono le macchine che stanno rovinando i nostri figli se fanno le domande all’AI anziché ai genitori: essi devono essere presenti e sapersi mettere in gioco”.
All’incontro hanno partecipato Giorgio Tenneroni, in rappresentanza di Anci giovani Umbria, e i consiglieri regionali Letizia Michelini del Partito democratico e Matteo Giambartolomei di Fratelli d’Italia. È stata quindi fatta una riflessione anche sulle implicazioni dell’utilizzo dell’AI nel settore pubblico, con strumenti adeguati per imparare a gestirla e a migliorare la performance della transizione digitale. Letizia Michelini ha ricordato che la Regione Umbria sta investendo molto su politiche di alfabetizzazione digitale per facilitare l’accesso a tutti.
Il creator digitale Giovanni Lo Leggio, che fra le altre cose cura una pagina Instagram interessante e divertente, ha invece mostrato altri utilizzi creativi dell’AI attraverso la proiezione di video con persone molto note che la tecnologia porta a dire cose in realtà mai dette, con una ironia che rende accettabile degli sketch che non sono reali ma nemmeno nocivi come i tanti video fake che infestano la rete, perché li propone in maniera sottile e accattivante. Così, nella pagina Instagram che ha chiamato "Everything is italian”, si può vedere lo scrittore Roberto Saviano in veste di “paninaro” che parla di mafia mentre farcisce una baguette al prosciutto, oppure un avatar di Luisa Spagnoli che, in questo caso a scopo divulgativo, ricostruisce la sua grande storia personale di imprenditrice di successo. PG