Regione Umbria - Assemblea legislativa


Cultura: “Altro che riforma, è un testo confuso che smantella le eccellenze che abbiamo costruito. I numeri parlano chiaro”

In sintesi

Nota dei consiglieri regionali di opposizione: Paola Agabiti, Eleonora Pace e Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Enrico Melasecche e Donatella Tesei (Lega Umbria), Andrea Romizi e Laura Pernazza (Forza Italia), Nilo Arcudi (Tp-Uc)

(Acs) Perugia, 8 maggio 2026 - “Più che una riforma organica della cultura, quella approvata dalla maggioranza regionale durante il consiglio di ieri, 7 maggio, è una grande occasione mancata. Un testo confuso, privo di visione e incapace di rispondere alle reali esigenze del settore culturale umbro, non introduce alcun elemento di innovazione, stabilisce l’impegno di meno risorse nei luoghi della cultura e non contiene strumenti di valutazione”: i consiglieri di minoranza dell’Assemblea legislativa (Paola Agabiti, Eleonora Pace e Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Enrico Melasecche e Donatella Tesei (Lega Umbria), Andrea Romizi e Laura Pernazza (Forza Italia), Nilo Arcudi (Tp-Uc) criticano Il Testo Unico della Cultura e dell’impresa creativa, approvato ieri dall’Aula a maggioranza. 

“Non siamo di fronte né a un reale riordino né a una semplificazione normativa – sostengono i consiglieri regionali di opposizione – al contrario, il testo finisce per depotenziare esperienze legislative che negli anni erano diventate modelli virtuosi anche fuori regione. Il caso più evidente è quello della legge sulle manifestazioni e rievocazioni storiche, oggi ridotta a un solo articolo. L’assessore Tommaso Bori non si è inventato assolutamente nulla. Abbiamo ribadito più volte che temi come spettacolo dal vivo e welfare culturale erano stati impostati dalla precedente legislatura fin dal 2020-2021. Questo provvedimento non introduce alcuna innovazione concreta e soprattutto non porta nuove risorse: il nuovo Fondo regionale per la cultura diventa semplicemente un contenitore in cui confluiscono attività e interventi che prima avevano canali di finanziamento dedicati. Si utilizzano fondi già stanziati e già delineati dalla precedente amministrazione. Nel corso della precedente legislatura erano già programmati importanti stanziamenti: la giunta precedente ha lasciato 10 milioni di euro di fondi FSC per gli attrattori culturali, oltre a 5,4 milioni dell’azione 4.6.1 del FESR destinati alla riqualificazione e valorizzazione di beni culturali e spazi pubblici. Sempre attraverso il FESR erano stati previsti 10 milioni sull’azione 1.3.4 per sostenere le imprese culturali e creative tramite i bandi per lo spettacolo dal vivo, risorse che hanno ancora una disponibilità residua di 3,2 milioni di euro. Risorse già individuate e programmate dalla precedente amministrazione regionale, non certo introdotte da questa riforma né tantomeno dall’assessore Bori”.

“Per quanto riguarda i musei privati - proseguono - nella nuova legge si ravvisano sia criticità che carenze. Si evidenzia in modo particolare una anacronistica impronta dirigista dell’immaginato costrutto amministrativo, oltre che una illegittima omologazione dei musei privati ai musei pubblici, con il conseguente indebito assoggettamento dei musei privati agli standard e ai percorsi previsti dalla legge dello Stato per i soli musei pubblici. Una malcelata considerazione dei musei privati come soggetti minori anziché meritori per il loro apporto alla cultura generale. Inoltre musei, biblioteche, ecomusei e luoghi della cultura rischiano di avere meno risorse rispetto al 2024, stante anche la totale assenza di strumenti di verifica e valutazione”.

“La volontà di evitare l’inserimento di una clausola valutativa - concludono i consiglieri di opposizione - è indice di una incultura istituzionale di base e forte carenza di senso della democrazia. Impedire qualsiasi possibilità di valutare a posteriori i risultati di questo rimaneggiamento in peius della materia fa emergere, più di qualsiasi altra spiegazione, quale scarsa considerazione abbia questa giunta della trasparenza e del merito, sacrificati per l’ennesima volta dalla sinistra”. RED/PG


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