Regione Umbria - Assemblea legislativa


QT 7 “Progetto di impianto fotovoltaico a terra in località Lugnano/Bivio Lugnano (Comune di Città di Castello) e necessità di una pianificazione regionale sulle aree idonee”

In sintesi

A Donatella Tesei (prima firmataria) ed Enrico Melasecche (Lega) ha risposto l’assessore Thomas De Luca: “ll Governo nazionale ha sovvertito la normativa su cui noi avevamo costruito un impianto che in particolar modo andava a tutelare questa tipologia di situazioni”

(Acs) Perugia, 7 maggio 2026 – Nella sessione ‘Question time’ della seduta odierna dell’Assemblea legislativa, i consiglieri Donatella Tesei (prima firmataria) ed Enrico Melasecche (Lega) hanno chiesto all’assessore Thomas De Luca aggiornamenti circa il “Progetto di impianto fotovoltaico a terra in località Lugnano/Bivio Lugnano (Comune di Città di Castello) e necessità di una pianificazione regionale sulle aree idonee”, nello specifico, “Quale sia lo stato attuale del procedimento di Autorizzazione Unica relativo al citato impianto e quali siano le tempistiche previste per la conclusione della Conferenza dei Servizi; Se la Giunta intenda dare pieno valore al parere contrario espresso dal Comune di Città di Castello, in virtù dell'autonomia decisionale dell'ente locale e della coerenza con il PRG vigente, e come intenda motivare l'eventuale superamento di tale parere in sede regionale; Quali misure di tutela intenda adottare per salvaguardare il pregio paesaggistico e culturale dell'area coinvolta, in particolare per quanto riguarda la Basilica di Canoscio e il Monumento della Resistenza, evitando che l'installazione comprometta definitivamente la visione e l'integrità del contesto storico-culturale”.

Nell’illustrare l’atto, Tesei ha ricordato che “è in corso presso gli uffici della Regione Umbria la procedura di Autorizzazione Unica per la realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra da circa 6 MW in località Lugnano/Bivio Lugnano, nel Comune di Città di Castello. L'area interessata presenta criticità di natura paesaggistica e storica di primaria importanza, trovandosi in un contesto che include elementi di valore identitario, quali la Basilica di Canoscio, la tutela del cono ottico paesaggistico e la vicinanza al Monumento della Resistenza a Pian dei Brusci. Il Comune di Città di Castello, in sede di valutazione, ha espresso un orientamento contrario all'intervento, fondato sulla salvaguardia del vincolo paesaggistico previsto dal Piano Regolatore Generale (PRG) vigente. La transizione energetica è un obiettivo imprescindibile, ma essa deve necessariamente armonizzarsi con la tutela del paesaggio e delle vocazioni agricole del territorio, evitando trasformazioni irreversibili che ne snaturino l'identità. La mancanza di una mappatura regionale definitiva e cogente delle ‘aree idonee’ e ‘non idonee’ sta esponendo il territorio a una proliferazione di progetti calati dall'alto, che spesso entrano in conflitto diretto con gli strumenti di pianificazione comunale. Il territorio, e in particolare la comunità di Lugnano, ha manifestato viva preoccupazione per l'impatto di un impianto di tali dimensioni in un'area così sensibile”.

L’assessore De Luca ha risposto che: “Rispetto all’affermazione che leggo all'interno di questa interrogazione, rimango sconcertato perché dire che la mancanza di una mappatura regionale definitiva e cogente delle aree idonee e non idonee sta esponendo il territorio a una proliferazione di progetti calati dall'alto è una totale menzogna. In primo luogo, in questo momento l'Umbria è una delle poche regioni in Italia ad avere una legge totalmente vigente e adeguata alla nuova normativa nazionale. In questo quadro, rispetto alla massima tutela che noi stiamo dando in ogni procedura al nostro paesaggio e al nostro territorio ci troviamo con una contesa in Corte Costituzionale fatta dal Governo nazionale di fronte all'unico punto che è quello di impedire a questa regione di individuare le aree non idonee. La Regione Umbria, prima delle modifiche introdotte dal Decreto legislativo 178/2025 ha aperto una procedura di autorizzazione unica, quindi una procedura rafforzata, rispetto a questo intervento in area idonea proprio perché il quadro urbanistico richiedeva una modifica. Per questa tipologia di interventi in area idonea, perché si tratta di un'area ‘solar belt’, intorno a un impianto industriale, stando alle modifiche fatte all’articolo 8 del Decreto 190/2024 sono state superate le necessità delle modifiche urbanistiche previste dai Comuni. Voglio ricordare che quel Decreto è stato votato favorevolmente nella seduta del 14 gennaio 2026 dai deputati umbri del centrodestra. Quindi, per quale motivo, oggi, si viene chiedere alla Regione Umbria, che sta facendo tutto quanto può fare, a partire da Orvieto (Phobos) dove il centrodestra ha fatto cadere la procedura con un silenzio/assenso. Quindi parliamo di un’area idonea che beneficia delle semplificazioni che il Governo nazionale ha sovvertito la normativa su cui noi avevamo costruito un impianto che in particolar modo andava a tutelare questa tipologia di situazioni. Quindi il centrodestra umbro chieda ai suoi parlamentari con quale logica hanno votato questa liberalizzazione selvaggia”.

Nella replica, il consigliere Tesei ha risposto che, riferendosi alla Giunta regionale, “ad un anno e mezzo dal vostro insediamento è ora che cominciate a fare quello che dovete fare senza aspettando norme nazionali prima di fare leggi che possano essere impugnate. Comunque, rispetto alle domande poste nell’interrogazione non ho avuto risposte e non si è capito se la Giunta regionale intende dare pieno valore al parere contrario espresso dal Comune di Città di Castello”. AS


Source URL: http://consiglio.regione.umbria.it/informazione/notizie/comunicati/qt-7-progetto-di-impianto-fotovoltaico-terra-localita-lugnanobivio

List of links present in page