“La sinistra scarica la propria incapacità amministrativa anche sui cacciatori”
Nota di Tesei e Melasecche (Lega) “sull’aumento delle quote per gli Atc”
(Acs) Perugia, 5 maggio 2026 – “L’aumento delle quote per gli Atc 1 e 2 è l’ennesima conferma di un metodo di governo che sta penalizzando l’Umbria”. È quanto dichiarano i consiglieri regionali della Lega Donatella Tesei ed Enrico Melasecche.
“Un anno fa – spiegano Tesei e Melasecche - la sinistra in Regione ha imposto una stangata fiscale da 184 milioni di euro a carico di cittadini e imprese. Oggi lo schema si ripete: di fronte alle difficoltà, invece di amministrare meglio, si chiede ai cittadini di pagare di più. In questo caso a essere colpito è il mondo venatorio. Non è la prima volta che viene prospettata la possibilità di aumentare le quote degli Ambiti Territoriali di Caccia: già in passato gli Atc avevano paventato questa ipotesi, ma la precedente amministrazione regionale di centrodestra si è sempre opposta, evitando di scaricare ulteriori costi sui cacciatori. Oggi, invece, la sinistra ha scelto consapevolmente di percorrere la strada dell’aumento”.
“I cacciatori umbri – proseguono Tesei e Melasecche - sono una risorsa: pagano una licenza, contribuiscono economicamente al sistema e svolgono un ruolo concreto nella gestione faunistica e nel presidio del territorio. Colpirli con nuovi costi significa non riconoscere questo contributo e trattarli, ancora una volta, come un bancomat. Si è deciso di intervenire senza affrontare i nodi veri: la gestione degli Atc, l’utilizzo delle risorse già disponibili, la mancanza di una programmazione seria. Senza un confronto reale, si è scelto di scaricare il peso delle inefficienze su chi paga. Il risultato è sempre lo stesso: si coprono i problemi con nuovi costi. Prima con una manovra fiscale che colpisce tutti gli umbri, oggi con un aumento che colpisce in modo mirato i cacciatori”.
“Auspichiamo – concludono Tesei e Melasecche - che l’aumento delle quote venga rivisto e che si apra finalmente un confronto serio sulla gestione del sistema venatorio umbro. Continuare a chiedere di pagare di più non è soltanto il segno di dell’incapacità amministrativa della sinistra, ma anche di una visione ideologica dell’ambientalismo, rigida e scollegata dalla realtà, che finisce ancora una volta per scaricare sui cittadini il peso delle scelte politiche”. RED/dmb