“Nodo di Perugia: il gioco delle tre carte e’ una specialità della coppia Proietti-De Rebotti”
Nota di Enrico Melasecche (Lega)
(Acs) Perugia, 30 aprile 2026 - “Nel consiglio regionale del 23 aprile, l’assessore De Rebotti è intervenuto sul Nodo di Perugia, per l’ennesima volta all’odg, ed ha cambiato completamente le carte in tavola, convinto di poter fare impunemente il gioco delle tre carte su un tema della massima importanza per il presente e il futuro di Perugia e dell’Umbria. Apparentemente ha fatto credere di essere a favore dell’opera con un discorso di filosofia positiva, cercando però di ingannare chi lo segue”: lo afferma il capogruppo della Lega Enrico Melasecche.
“Il Comitato ‘Chi salverà Ponte San Giovanni’ - afferma Melasecche - ha rilevato quanto segue: ‘fatta la legge, trovato l'inganno. Poiché era ormai insostenibile continuare a negare la necessità del Nodo di Perugia, davanti allo sfregio in crescita continua delle decine di migliaia di vetture bloccate ogni giorno tra Collestrada e lo svincolo autostradale per Perugia, con tutte le conseguenze che questo comporta, ne hanno escogitato un'altra, umiliante nella sua evidente strumentalità quanto irritante per la sua irrazionalità. Ora si dice che il Nodo sì, ci vuole, ma tutto e tutto intero, progettato e finanziato tutto, da Collestrada a Corciano, e tutto a quattro corsie. Si sarebbe tentati di dire ‘finalmente’! E invece no, siamo all'ennesimo tentativo di prendere tempo, rinviare il buono che si potrebbe fare subito, per ottenere l'ottimo, che però non verrà mai, o, se verrà, in tempi che per il momento non è possibile nemmeno immaginare. Altro tempo guadagnato, altri quinquenni a gettare la palla in tribuna, come fanno le squadre che non vogliono vincere, ma semplicemente non perdere. E non perdere, nei loro piani, sarebbe non scontentare le loro consorterie elettorali, per conservare le loro poltroncine da varie migliaia di euro mensili. Alla faccia di chi suda dentro le proprie scatolette di lamiera e di chi respira il fumo cancerogeno delle stesse”. Prosegue il comunicato del Comitato: “Dove casca l'asino della loro strumentalità? Nell'affermazione che l'opera si deve realizzare tutta insieme, non per stralci, dopo essere stata interamente progettata e finanziata. Perché si pone questa condizione così rigida? Ma è chiaro, perché non si metta mano all'unica parte del progetto che è lì, già pronta in tutte le sue parti e approvata a tutti i livelli, il famigerato Nodino che è diventata la madre di tutte le battaglie ingiuste, per un pugno di giapponesi arroccati dentro la giungla di Collestrada, che tengono in scacco l'intera comunità regionale per un pugno di voti, che tengono però in piedi la giunta regionale e quella comunale di Perugia. E allora, sì, si faccia tutto il Nodo, a quattro corsie, ma non per stralci, tutto insieme! Ben sapendo che se per non fare il Nodino sono trent'anni che si cincischia e si imbroglia, per fare tutto il Nodo ci vorranno forse dei secoli. Alla salute di chi è ostacolato nel suo lavoro giornaliero, di chi è limitato nella sua libertà di muoversi e di chi, purtroppo, pagherà l'ipocrisia di chi governa con la moneta più preziosa, la propria salute e forse la propria vita’”.
“Consiglio - aggiunge Melasecche - di vedere il video disponibile nel sito del Consiglio regionale in cui De Rebotti supera sé stesso. Con una sicumera degna di miglior causa, pensando di poter prendere in giro l’intera Umbria, invece di continuare a dire ‘no’ come gli hanno fin qui imposto AVS e M5S, di fronte all’imbarazzo crescente e alle maledizioni che quotidianamente arrivano a lui e a tutta questa maggioranza del ‘Patto largo per la poltrona’, da parte di cinquantamila fra automobilisti, camionisti, padri e madri di famiglia, piccoli imprenditori e adesso anche qualche migliaio di imprese medio grandi, cambia tattica e con la sindaca di Assisi, vira improvvisamente. Non più ‘no’ ma adesso predica con foga che vorrebbe essere convincente un ‘sì’ tutto e subito, ‘addirittura a quattro corsie’. Quindi non solo i 3 stralci, Collestrada-Madonna del Piano, fino al Silvestrini, e poi fino a Corciano. Parlare di ben poca onestà intellettuale è dire poco. La Proietti e De Rebotti vanno all’ANAS e prima chiedono non più i 550 milioni per il nodino ma rilanciano alla grande e di milioni ne chiedono 1000, una cifra che non ha alcun senso, insufficiente per l’intero Nodo, sovrabbondante per il Nodino. Mentre io, nel mio incarico da assessore, ho sempre praticato un pragmatismo strategico, quello di ottenere il massimo del possibile nella fase storica in cui ci si trova ad operare per realizzare tutti gli stralci funzionali ipotecando così i futuri finanziamenti per il completamento dell’opera, De Rebotti alza talmente l’asticella chiedendo di fatto oltre 3 miliardi per farsi dire di ‘no’ per continuare la solita tiritera e incolpare il governo. A fine legislatura, avremo concluso nulla, salvo constatare che, a causa dell’inflazione sul costo delle costruzioni già recentemente incrementato del 5% annuo, ci vorrà almeno un altro miliardo, dai 3 attuali ai 4 totali, per cui la situazione rimarrà tragica per sempre. Gli umbri sapranno chi ringraziare”. RED/PG